(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2023 - (AGENPARL) – mar 12 dicembre 2023 MONTEPULCIANO-CORDISCO: IL SINONIMO POTREBBE RIDURRE LA CONFUSIONE
IL CONSORZIO DEL VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO SUL DDL CHE RENDEREBBE
ESCLUSIVO L’UTILIZZO DEL VITIGNO “MONTEPULCIANO” AL SOLO ABRUZZO
Con un DDL del 26 ottobre scorso il Ministero dell’agricoltura, sovranità alimentare e delle foreste ha
introdotto il sinonimo Cordisco per la varietà Montepulciano. Questa misura renderebbe esclusivo ai soli
produttori abruzzesi l’utilizzo di “Montepulciano” nell’etichetta, indicando a tutte le altre regioni che
utilizzano il vitigno Montepulciano il sinonimo “Cordisco”. Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano
interviene ancora sulla questione puntualizzando che da decenni, in Europa, ma soprattutto in Italia, il
sistema DOP IGP ha investito sulla territorialità dei prodotti. La stessa sigla “Denominazione di origine
protetta” fa chiaramente riferimento alla zona di produzione, in questo caso il vino.
Alla luce di questo, sostiene ancora il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, più che un sinonimo la
strada più legittima potrebbe essere una denominazione che, come avviene per la quasi totalità delle
denominazioni italiane e non solo, leghi i vini a base di uve Montepulciano al territorio di produzione e non
al vitigno. «Ancora una volta si rischia di creare confusione nel consumatore, soprattutto nei mercati esteri,
dove già è complicato indicare la provenienza delle tante denominazioni italiani e internazionali,
l’omonimia del termine è sicuramente un elemento che non può essere non considerato dagli uffici di
competenza del Masaf», chiarisce il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.
In sede europea già a fine anni Novanta il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano era intervenuto
contro la possibilità di indicare il vitigno in etichetta con un ricorso che fu poi ritirato dallo stesso consorzio
toscano a fronte dell’apertura di un dialogo confluito nel 2012 in un accordo sottoscritto dal Ministero delle
Politiche Agricole allora guidato dal Ministro Mario Catania, e le Regioni di riferimento. Documento di
“collaborazione” che purtroppo, soprattutto sul fronte abruzzese, non trovò molta responsività nella pratica
dei fatti.
Il Consorzio del Vino Nobile Di Montepulciano anche per questo, oltre che per la pluricentenaria storia che
lega il vino toscano alla sua città, Montepulciano, ha portato avanti un percorso con la Regione Toscana fino
alla modifica del Disciplinare di produzione nel 2021 con l’obbligatorietà di inserire in etichetta “Toscana”,
proprio per venire meno alla confusione di mercato che si crea tra le nomenclature.
Come detto, a Montepulciano (Si) rappresenta una condizione storica quella della tutela della produzione
vinicola che già è scritta e ben evidenziata nelle norme sancite da uno Statuto Comunale del 1337 (ancora
oggi disponibile alla consultazione nella Biblioteca Comunale di Montepulciano) che regolavano la
produzione e tutelavano i produttori di Montepulciano con appropriate discipline sulla fase commerciale,
oltre che per i prodotti di concorrenza che entravano nel territorio già a quell’epoca, e del vino
commercializzato oltre i confini territoriali, che doveva risponder a precise norme produttive e di qualità.
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Conforme allo standard Equalitas dal 19/05/2022
Una storia produttiva quindi che ha già, da quasi 700 anni, la volontà di tutelare questo prodotto sia alla
produzione che nella sua fase commerciale, elemento oggi più che mai fondamentale per la denominazione
del vino prodotto in Toscana. Non è un caso che una delle campagne di promozione del Vino Nobile di
Montepulciano abbia come slogan “E’ la storia che fa la differenza”.
Montepulciano (Si), 12 dicembre 2023 C.s. 26
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