(AGENPARL) - Roma, 28 Novembre 2023 - (AGENPARL) – mar 28 novembre 2023 Le 330.000 imprese del Lazio a quota 672 miliardi di euro di ricavi annui.
Crescono i settori tecnologico, chimico-farmaceutico e quelli legato alla casa.
Presentati all’Innovation Days Lazio di Confindustria e Sole 24 Ore gli ultimi dati sull’economia regionale
Roma 28 novembre – Una regione con grandi opportunità che produce l’11% del PIL nazionale, forte di un sistema produttivo con 330.000 imprese che sviluppa 672 miliardi di euro di ricavi annui ma che deve essere in grado di aumentare un tasso di crescita atteso inferiore all’1% annuo, trainato soprattutto dai settori turistico e tecnologico, sfruttando le opportunità offerte dai grandi eventi e dai fondi comunitari e del PNRR. È il ritratto in sintesi dell’economia della Regione Lazio offerto dalla tappa conclusiva della quinta edizione del roadshow Innovation Days organizzato dal Sole 24 Ore e Confindustria in collaborazione con Sistemi Informativi Confindustria e Unindustria Lazio e con il supporto di 4Manager, Elis Innovation Hub e Partner 24 ORE.
L’evento ha analizzato i principali ambiti legati all’economia laziale con un focus particolare su innovazione tecnologica, transizione digitale, intelligenza artificiale; settori nei quali il Lazio si conferma regione all’avanguardia anche grazie al contributo delle PMI. Infatti, secondo i dati della ricerca “Market Watch” di Banca IFIS presentati durante l’evento, il ritmo di sviluppo delle startup innovative in Lazio risulta ben superiore alla media nazionale (il tasso di crescita medio nel periodo 2013-2022 in Lazio è pari al 31,9% versus il 28,4% della media nazionale) e dal 2019 le Pmi innovative laziali sono cresciute molto di più della media italiana (il 36% degli ultimi 3 anni e mezzo contro il 20% della media nazionale) ed evidenziano, al contempo, una maggiore incidenza di imprese a prevalenza femminile rispetto al dato nazionale. Un’ulteriore conferma dalla vocazione all’innovazione della Regione viene dalla quota di Pmi che collabora con università/enti di ricerca (il 31% in Lazio verso il 25% a totale Italia).
Il settore aerospaziale del Lazio conta 250 imprese e con circa 1,8 miliardi di esportazioni nel 2022, pari a oltre il 30% dell’export nazionale, la Regione si posiziona al primo posto in Italia seguita da Lombardia, Piemonte e Campania. Nel 2023 prosegue il trend di crescita registrato nel 2022 e il 1° trimestre segna un export in aumento del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie agli scambi con Arabia Saudita, Qatar e Brasile.
Altro punto di forza dell’economia laziale è il settore farmaceutico nel quale l’Italia è il quinto produttore mondiale e terzo nel mercato europeo biomedicale. Con circa 300 aziende attive nel settore, il Lazio è la seconda regione in Italia, dopo la Lombardia nel settore delle bioscienze, per fatturato (oltre 9 mld€) e numero di addetti (22.000) ma la prima per valore delle esportazioni (4,7 miliardi di euro).
Secondo Angelo Camilli, Presidente Unindustria, che nel giorno dell’assegnazione di EXPO2030, è intervenuto sul tema “Lazio, terra di impresa e di innovazione” “Roma e la Regione Lazio hanno davanti un percorso molto importante e i grandi eventi, come la Ryder Cup appena passata e il prossimo Giubileo, costituiscono un volano importante per l’economia. Ci sono tante opportunità derivanti dai fondi comunitari e dal PNRR e se il mondo delle istituzioni e delle imprese riuscirà a coglierle potremo assistere ad una crescita interessante. Siamo in un anno di transizione dopo un periodo nel quale abbiamo recuperato le quote di PIL perse a causa della pandemia. L’economia del Lazio comunque tiene e per il prossimo anno prevediamo una crescita dello 0,8% sostanzialmente in linea con quella nazionale. Una crescita sostenuta soprattutto dal turismo che ha superato i dati pre covid con un deciso ritorno delle presenze straniere non solo a Roma ma anche nelle altre province del Lazio. Crescono anche i settori legati al digitale, in particolare sicurezza informatica e intelligenza artificiale ma, in questo quadro sostanzialmente positivo, assistiamo alle difficoltà del settore manifatturiero che continua a soffrire per l’andamento dei costi dell’energia e delle materie prime. Le esportazioni del Lazio sono ancora in crescita ma hanno subito una frenata rispetto allo scorso anno e calano anche gli investimenti a causa del rialzo dei tassi d’interesse con una forte diminuzione dei depositi bancari. Ci sono quindi diversi segnali che non devono farci rilassare. Le previsioni per il prossimo anno vedono una crescita contenuta e per sostenerla è necessario lavorare in modo sinergico tra istituzioni e mondo delle imprese per sfruttare adeguatamente tutte le potenzialità della nostra regione. Nei prossimi giorni ci sarà l’annuncio della regione sui bandi per l’ accesso al credito delle PMI, quello della patrimonializzazione è infatti un tema fondamentale per le aziende. Altro tema molto importante è quello delle risorse umane e infatti anche nel Lazio vediamo aziende in difficoltà nel reperire profili qualificati.”
Per Andrea Berna, Responsabile Commercial Banking di Banca Ifis, “Il Lazio rappresenta la seconda regione italiana per fatturato, seconda solo alla Lombardia e capace di generare ben l’11% del PIL nazionale. La capacità attrattiva della Capitale si ripercuote su tutto il territorio regionale, creando le condizioni per lo sviluppo di imprese innovative e con una forte guida femminile che stanno guidando lo sviluppo di diversi settori come il sistema casa e l’aerospazio. Il complesso quadro economico, le tensioni inflattive e la corsa dei tassi di interesse non sembrano generare, almeno per ora, tensioni sulla liquidità, con le Pmi laziali che si confermano in grado di sopperire a questa situazione e mantenere buoni i livelli di cassa. In questo contesto, il fare rete lungo tutta la supply chain diventa un fattore determinante se declinato in ottica di sostenibilità complessiva del tessuto produttivo. Nel Lazio, infatti, emerge con forza una necessità di dare sempre più valore e importanza al tema della Sostenibilità che, all’interno delle filiere, diventa sempre più spesso una discriminante nella scelta dei fornitori e delle imprese con cui collaborare. Si tratta di elementi sui quali il Lazio può fornire un forte contributo allo sviluppo di tutto il sistema produttivo nazionale”
“Il Pharma biomedicale è al primo posto tra le industrie manifatturiere del Lazio per valore aggiunto e la nostra è la prima regione italiana per export farmaceutico, con l’80% della produzione totale. Un valore pari a 12 miliardi ed in continua crescita, perché anche nell’ultimo anno è cresciuto di oltre il 10%. E’ un settore che rappresenta 12.000 addetti più altri 14.000 nell’indotto in oltre 230 aziende. – ha affermato Massimo Scaccabarozzi, Presidente Sezione Farmaceutica e Biomedicali Unindustria – E’ importante sottolineare anche gli investimenti in ricerca e sviluppo, pari a oltre 300 milioni di euro. Il nostro settore ha nelle pipeline circa 20.000 prodotti nuovi, quindi prodotti innovativi, sicuramente per patologie importanti, ma l’innovazione è sempre più anche tecnologica e deve essere sempre più un’innovazione di processi per garantire un funzionamento ottimale della filiera che ci garantisca da difficoltà nella produzione”
Tra gli interventi dell’Innovation Days Lazio anche quello di Livio Schmid, Responsabile Istituzioni Finanziarie di Cassa Depositi e Prestiti, che ha evidenziato il ruolo di CDP a sostegno del tessuto produttivo e imprenditoriale in complementarità con banche e intermediari finanziari.
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