(AGENPARL) - Roma, 27 Novembre 2023 - (AGENPARL) – lun 27 novembre 2023 *Ambulatorio per le vittime di tortura, 39 casi esaminati nel periodo
gennaio – ottobre 2023*
Torture atroci come la “falaka”, mutilazioni genitali femminili, stupri,
traumi da corpi contundenti, bruciature con mezzi elettrici, ossa
fratturate.
È uno scenario disumano quello che viene fuori dai racconti dei migranti
visitati presso l’”Ambulatorio di valutazione delle persone migranti
vittime di violenza intenzionale e tortura” che ha sede presso la Medicina
legale del Policlinico “Paolo Giaccone”.
Qui la professoressa Antonina Argo, direttrice della Medicina legale, la
collega Stefania Zerbo, e i ricercatori Valeria Tullio e Giuseppe Davide
Albano, ascoltano per ore i racconti dei richiedenti asilo che si rivolgono
all’Azienda ospedaliera universitaria per ricevere il supporto
specialistico e certificativo necessario nell’ambito della procedura per il
riconoscimento dello status di rifugiato.
Affiancati da un mediatore culturale, i migranti ripercorrono la loro vita,
i motivi della fuga dal loro paese d’origine, i soprusi e le torture
subite, e, nonostante tutto, parlano della loro speranza di una vita
migliore.
Dall’entrata in funzione dell’ambulatorio nel 2018 – grazie a un protocollo
tra il Dipartimento “PROMISE”, Promozione della Salute, Materno-Infantile,
di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”
dell’Università degli Studi di Palermo, e Medici senza frontiere, a cui si
aggiunta nell’ottobre di quest’anno l’Azienda ospedaliera universitaria –
le valutazioni sono state complessivamente 300.
Un quinto dei casi valutati ha riguardato minori, che hanno richiesto un
supporto specifico e la collaborazione del Dipartimento materno infantile
diretto dal professore Giovanni Corsello. “Abbiamo visto mutilazioni
genitali – racconta la professoressa Argo -, ragazzine stuprate con
gravidanze non desiderate, casi di minori con sessualità incerta fuggiti
perché ripudiati dalle famiglie”.
Sono stati accolti per la valutazione multidisciplinare anche minori non
accompagnati e donne pervenuti dai “corridoi umanitari” governativi, per
una immediata certificazione non appena giunti sul territorio nazionale.
“In questi casi – continua la direttrice della Medicina legale dell’AOUP -,
il dato ha valore peculiare, in quanto consente nell’immediatezza
dell’ultimo, più recente atto di violenza da tortura, di certificarne la
sussistenza e gli esiti, con maggiore garanzia di attendibilità”.
Dal primo gennaio al 31 ottobre di quest’anno sono stati visitati 39
richiedenti asilo, di cui 6 donne e 33 uomini, con un’età media di 25,6. La
maggior parte dei casi sono stati inviati da Medici Senza frontiere, da
avvocati, dall’ASP e un caso dai responsabili di un centro di accoglienza.
“Quanto coraggio e quanta disperazione vediamo – racconta la professoressa
Argo – e cosa rimane dentro di noi che vediamo le testimonianze fisiche
delle atrocità vissute e percepiamo tanto dolore”.
Il rigore scientifico dei medici legali è messo a dura prova dall’aspetto
emotivo. “Ma da tecnici – spiega Argo – dobbiamo dare al loro racconto una
validazione scientifica. Il metodo che applichiamo è quello previsto dalla
versione 2022 del Protocollo di Istanbul”.
Accanto alle cicatrici visibili vi sono quelle dell’animo, con conseguenze
ancora più distruttive. La sofferenza psicologica, in alcuni casi si
trasforma, infatti, in vere e proprie patologie psichiatriche, con disturbi
post traumatici da stress, depressione, disturbi d’ansia.
La maggior parte dei richiedenti asilo arrivano dal Nord Africa, Africa sub
-Sahariana, Bangladesh. Molti transitano dalla Libia, dove vengono
perpetrati i più efferati atti di tortura.
“Ci raccontano delle loro fughe per motivi economici – narra la dottoressa
Tullio -, guerre, persecuzioni etniche per orientamento sessuale, ed anche
dai campi coranici. Nelle carceri libiche vengono picchiati talmente tanto
che gli stessi carcerieri li buttano fuori ritenendoli in fin di vita, ma
alcuni di loro hanno la fortuna di essersi soccorsi e curati. C’è molta
solidarietà tra connazionali”.
Gli incontri con i medici legali sono vissuti dai richiedenti asilo con
grande aspettativa anche rispetto alla presa in carico dal punto di vista
clinico. “Oltre all’assistenza medico legale – spiega il Dottore Albano –
viene realizzato un modello di presa in carico di primo livello e
specialistico, e garantito un percorso assistenziale multidisciplinare che
verifica anche le condizioni di vulnerabilità rispetto alle patologie
croniche”.
Tiziana Lenzo
Ufficio Stampa
Azienda Ospedaliera Universitaria
Policlinico “Paolo Giaccone”
90127 Palermo
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