(AGENPARL) - Roma, 23 Novembre 2023 - (AGENPARL) – gio 23 novembre 2023 **Le imprese “impossibili” di donne oltre i limiti**
/Scritto da Chiara Bini, giovedì 23 novembre 2023 alle 19:17/
Donne che hanno lanciato il cuore oltre l’ostacolo. Donne che hanno
superato i limiti, i propri o quelli che impone talvolta l’ambiente.
Di questo si è parlato nel pomeriggio nel talk “Il singolare mondo al
femminile”, organizzato nell’ambito de la Toscana delle Donne.
Cristina Manetti, capo di Gabinetto del presidente Giani e ideatrice del
festival La Toscana delle donne, ha dialogato con Roz Savage, vogatrice
oceanica e prima donna a remare in solitaria attraverso gli oceani
Atlantico, Pacifico e Indiano; Julia Butterfly Hill, ambientalista e
scrittrice che ha vissuto 738 giorni su una sequoia per impedire che
fossero abbattuti molti chilometri di foresta; Barbara Leporini,
ricercatrice CNR ipovedente, l’attivista Milena Fraccari, Chiara Pandolfi,
allieva non vedente della Scuola cani guida, con il suo cane guida Carol
che era affiancata da Silvia Sabatini, istruttrice della scuola. Moderava
Sara Ghilardi.
“Abbiamo bisogno di queste storie – ha detto Cristina Manetti – che in
qualche modo ci ispirino e siano una fonte di coraggio. Roz Savage, per
esempio, la donna che per prima ha attraversato gli oceani, le ho chiesto
cosa l’abbia spinta a fare questo viaggio in solitaria alla scoperta anche
di se stessa. E lei mi ha risposto che il coraggio non c’è mai all’inizio,
ma si trova strada facendo. Un bel messaggio. Spesso nella vita siamo
portate a affrontare prove difficili e questo esempio, questi esempi di
donne che non si sono fermate davanti al primo scoglio, è una bella fonte
di energia e di ispirazione”.
Ha lasciato un lavoro sicuro come consulente aziendale nella city di Londra
per un’impresa senza precedenti: Roz Savage è stata la prima e per adesso
l’unica donna ad aver remato in solitaria attraverso gli oceani Atlantico,
Pacifico e Indiano. Appassionata scrittrice e ambientalista, detentrice del
Guinness World Record e membro della Royal Geographical Society, Roz ha
parlato del suo lungo percorso di crescita personale e delle molte lezioni
che l’oceano le ha lasciato, prima fra tutte la necessità di un
cambiamento radicale nella coscienza collettiva se vogliamo che l’umanità
e il pianeta sopravvivano. La sua impresa è nata per sfidare se stessa e
poi è sfociata in un incessante impegno di sensibilizzazione sull’ambiente
in particolare per la salvaguardia degli ecosistemi marini. Una storia in
cui tenacia, passione e amore per la natura si intrecciano in modo
inscindibile. Ed è anche una storia emblematica di parità, di pari
opportunità cercate e perseguite con successo.
“I tempi difficili – ha detto la Savage – sono i migliori insegnanti. Ho
odiato praticamente ogni momento della traversata atlantica, ma mi ha
insegnato che posso affrontare anche i momenti più difficili e che sono
proprio quelli che ci rendono più forti”.
Si può vivere per più di due anni su una piattaforma di un metro per due
posta su una sequoia a più di 50 metri di altezza? La risposta è si. Non
si tratta però di un guinness dei primati ma di una lotta ambientalista.
Julia Hill, soprannominata “Butterfly” dai media, ha iniziato la sua
lotta personale il 10 dicembre 1997 per impedire l’abbattimento di una
foresta californiana: la sua impresa straordinaria ha ispirato migliaia di
attivisti di tutto il mondo impegnati nella salvaguardia dell’ambiente.
Quel giorno Julia Butterfly Hill è salita su una sequoia millenaria della
foresta di Headwaters (un’area naturale protetta vicina alla città di
Eureka che comprende un gruppo di sequoie sempreverdi che si estende per
un’ampiezza di circa 30.24 km²) e non è più scesa per 738 giorni.
Superati i 100 giorni la storia assunse così tanto interesse mediatico che
decise di rimanere nella sua casetta fin quando la Maxxam Corporation
dichiarò di rinunciare all’abbattimento degli alberi: Julia scese dalla
sua sequoia battezzata “Luna” solo a risultato acquisito, il 18
dicembre 1999. La compagnia, infatti, si impegnò a non tagliare Luna e
tutte le sequoie nel raggio di 60 metri. Dopo questa vittoria Julia ha
girato il mondo parlando della sua esperienza sulla casa-sequoia e delle
molte lezioni che ha imparato. “Possiamo fare la differenza positiva
attraverso le nostre azioni – ha detto Julia – Da quando l’esperienza sulla
sequoia si è conclusa, ho partecipato a molte azioni dirette e di
disobbedienza civile. Sono stata in Ecuador a sostenere la protesta contro
l’oleodotto che minacciava gran parte delle foreste in quel Paese e mi
hanno anche arrestata e deportata. Sono salita di nuovo su un albero a Los
Angeles in California nel tentativo di salvare il giardino urbano più
grande degli Stati Uniti, minacciato da una grande catena di centri
commerciali. Queste sono solo alcune azioni, ma sono molte le cause che
seguo e sostengo. Stando insieme in unità, solidarietà e amore, guariremo
le ferite sulla terra e l’una nell’altra”.
L’obiettivo della sua ricerca è sempre stato quello di favorire
l’autonomia delle persone con disabilità nella vita quotidiana. Per questo
lavora da sempre Barbara Leporini, nata a Lucca, ipovedente dalla nascita,
laurea in informatica con dottorato, che ha creato progetti per rendere non
solo accessibili, ma soprattutto usabili, i contenuti relativi ai siti web,
ai beni culturali e ai libri elettronici, come per esempio il software per
la valutazione semi-automatica dell’accessibilità dei siti web, o
l’applicativo Book4all finalizzato a rendere i testi più fruibili tramite
lo screen reader. Poi ci sono le ricerche per introdurre i concetti di
accessibilità nell’ambito della didattica. Tra i prodotti della sua
ricerca, che sono oggetto anche di domanda di brevetto, rientra il progetto
Self-Lens, strumento in grado di favorire l’autonomia delle persone con
disabilità visiva e delle persone anziane nel fare e gestire la spesa con
più semplicità e senza stress. E poi, l’occhiale aptico multifunzionale
per non vedenti e ipovedenti cioè un occhiale che sostituisce e migliora
molto il classico bastone bianco: è pensato per “guidare” una persona in
svariate situazioni. Barbara lo ha progettato e realizzato, in
collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale
dell’Università di Pisa, come ausilio per comunicare alla persona con
disabilità visiva differenti informazioni sull’ambiente circostante.
Al termine dell’incontro Cristina Manetti ha consegnato alle cinque donne
“Umanità”, la riproduzione della scultura di Sauro Cavallini, simbolo
de La Toscana delle Donne 2023.
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