(AGENPARL) - Roma, 18 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – mer 18 ottobre 2023 1.Il territorio della Regione è stato interessato negli ultimi mesi da migliaia di incedi boschivi, di vegetazione e di interfaccia, che in taluni casi hanno lambito ed addirittura investito i centri abitati di città e piccoli comuni; hanno prodotto gravissimi danni al patrimonio forestale, all’allevamento, alle coltura agrarie nonché ad edifici civili, rurali ed industriali e, purtroppo, hanno causato la perdita di vite umane tra i cittadini ed i nostri forestali impegnati nelle azioni di contrasto agli incendi, alle cui famiglie va rinnovato il cordoglio del Governo e dell’intero Parlamento.
Sento ancora il dovere di ricordare i nostri lavoratori forestali Matteo Brandi e Marinella Sigona, che hanno perso la vita nello svolgimento del loro lavoro.
L’attività Antincendio Boschivo del Corpo Forestale della Regione Siciliana nella campagna 2023 (15 giugno -15 ottobre) è stata caratterizzata da picchi estremi verificatisi nei giorni 23-24 e 25 luglio e nei giorni 22 e 23 settembre.
Solo per dare alcuni dati che rappresentano emblematicamente l’eccezionale gravità dei fenomeni che hanno interessato il territorio regionale, ed in particolare alcune province, ed il rilievo in termini di ordine pubblico che ha assunto la questione degli incendi forestali, si riferisce che:
la superficie forestale percorsa da incendio in Sicilia dall’inizio dell’anno si attesta a circa 61.000 ettari, costituendo circa il 63% delle aree bruciate dell’intero territorio nazionale; Palermo è la provincia più colpita con 23.000 ettari investiti dal fuoco di cui il 18% boschi, a seguire la provincia di Agrigento con 9.900 ettari percorsi dal fuoco con il 2% di boschi; nel solo mese di settembre, si sono registrati 19 grandi incendi boschivi (per un totale di 6 199 ettari di cui 931 di ecosistemi forestali).
Per quanto riguarda l’incendio del 23 settembre nella provincia di Palermo, che ha visto coinvolti i territori dei comuni di Cefalù, Lascari, Gratteri e Collesano, la superficie complessiva percorsa da incendio risulta essere intorno ai 2 565 ettari, di cui il 40% in terreni a vocazione agricola.
La stragrande maggioranza degli incendi ha coinvolto aree agricole ed incolte. Le aree forestali coinvolte sono per la maggior parte afferenti alla macchia mediterranea e, in quota minore, a pinete o formazioni di latifoglie. (dati ISPRA 9/2023)
2. Dopo una stagione primaverile caratterizzata da piogge e basse temperature, che hanno rallentato la realizzazione delle attività di prevenzione passiva, effettuata attraverso la ripulitura dei viali parafuoco a difesa delle aree boscate (nel solo mese di maggio 28 giorni di pioggia su 31), nel mese di luglio a causa dei forti venti meridionali e le alte temperature, che hanno raggiunto i 48 gradi nei giorni del 23-24-e 25 luglio, il numero degli incendi ha avuto una rapida impennata.
Va ricordato, altresì, che la recrudescenza degli incendi ha avuto un ulteriore picco anomalo nei giorni 22 e 23 settembre quando le condizioni meteo sono risultate estreme con temperature elevate, forte vento di scirocco e abbassamento dell’umidità dell’aria.
Nella gran parte dei casi, le cause degli incendi vanno ricondotte in comportamenti dolosi, spesso acclarati, e solo in secondo luogo in condotte negligenti e imprudenti.
Diviene, quindi, un dato consolidato che le cause degli incendi, anche di quelli che hanno percorso il nostro territorio questa estate (la stagione degli incendi si è protratta fino ad ottobre inoltrato) sono, purtroppo, da imputare all’azione dolosa e solo in alcuni casi anche colposa dell’uomo.
Siamo, pertanto, di fronte alla grave recrudescenza di un fenomeno criminale, in molti casi accompagnato da premeditazione, perpetrato in concomitanza con fenomeni metereologici estremi che favoriscono la propagazione delle fiamme, e con sicuri profili associativi in considerazione dei molteplici punti di innesco rinvenuti dalle forze dell’ordine e dai nostri forestali.
Questo fenomeno ha assunto ed assume i connotati di una vera e propria forma di criminalità incendiaria, per alcuni aspetti associativa e legata ad altre forme di criminalità per il cui accertamento attendiamo gli esiti dell’attività posta in essere dall’autorità giudiziaria.
Tale conclusione è ampiamente raggiunta dalle forze dell’ordine e dagli inquirenti, soprattutto in occasione degli incendi degli ultimi mesi, e costituisce la drammatica evoluzione di un fenomeno in atto nell’intero Paese, peraltro comprovato dall’evoluzione della disciplina penalistica che già con il d.l. n. 120 del 2021 convertito dalla l. n. 155 del 2021 “Disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile” aveva proceduto all’inasprimento delle sanzioni penali e amministrative.
A fronte dei gravi accadimenti ho tenuto personalmente e con gli Assessori competenti, oltre ad una continua interlocuzione con le Prefetture dell’Isola, rapporti con i vertici del Governo nazionale ed, in particolare, con il Ministro degli Interni -Prefetto Piantedosi, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio -Ingegnere Curcio e le autorità inquirenti.
A fronte dell’aggravarsi della situazione degli incendi, il Governo nazionale ha approvato il d.l. n. 105 del 10 agosto 2023 convertito con modificazioni qualche giorno fa dalla l. n. 137 del 2023. Nella versione originaria del decreto legge, erano stati incrementati i minimi edittali delle fattispecie di cui all’art. 423-bis c.p., elevati da quattro a sei anni quella del delitto doloso (comma 1) e da uno a due quella del delitto colposo (comma 2); nonché una aggravante speciale (per le ipotesi in cui «il fatto è commesso al fine di trarne profitto per sé o per altri o con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti all’esecuzione di incarichi o allo svolgimento di servizi nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi boschivi» (nuovo comma 4 dell’art. 423-bis c.p.)).
In sede di conversione del decreto legge è stata estesa la norma incriminatrice ai casi di incendio cagionato non solo ai boschi ma anche a «zone di interfaccia urbano-rurale» (nozione introdotta dal citato d.l. 120/2021), e dalla modifica dell’art. 423-ter c.p. (anch’esso aggiunto al codice dal d.l. 120/2021), con previsione di ulteriori pene accessorie («l’interdizione dai pubblici uffici e l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere prestazioni di un pubblico servizio, per la durata di cinque anni») nell’ipotesi di condanna per incendio boschivo doloso.
La lotta alla criminalità incendiaria, proprio perché colpisce la cittadinanza, l’ambiente e l’intero ecosistema, va condotta coinvolgendo tutte le componenti istituzionali dell’antincendio, le forze dell’ordine e l’intera popolazione. Siamo di fronte ad un fenomeno senza precedenti che impone l’adozione di misure straordinarie a livello nazionale e regionale.
3. Quale conseguenza degli incendi, oltre alla drammatica perdita di vite umane e al grave danno all’ambiente, perdono “valore commerciale” anche le aree private percorse dal fuoco, riconducibile ad un incendio.
Come noto, obbligo dei comuni è quello di redigere il Catasto Incendi nonché provvedere al suo aggiornamento annuale, per gli incendi verificatisi nell’annualità precedente, entro il 31 luglio di ogni anno.
E’ noto, parimenti, che il legislatore ha previsto una serie di pesanti preclusioni e per lunghi periodi, da dieci a quindici anni, per le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco ( inseriti nel catasto incendi).
Il Governo regionale attribuisce al Catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco il ruolo di importante deterrente. Sono purtroppo ancora pochi i Comuni che hanno ottemperato all’obbligo. Per tale motivo, a seguito di segnalazione del Corpo Forestale, con Decreto dell’Assessore regionale alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica del 9 agosto 2023 si è tempestivamente provveduto al commissariamento di 147 comuni siciliani inadempienti.
4. A seguito dei gravi eventi incendiari del mese di luglio, effettuata una prima stima dei danni, la Giunta Regionale si è subito attivata deliberando ( Deliberazioni n. 311 e 312 del 26 luglio 2023) la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri della dichiarazione dello stato di emergenza per i ricordati eventi calamitosi che hanno interessato la Regione Siciliana dal 23 luglio, nonché dichiarando lo stato di crisi e di emergenza regionale.
Il Dipartimento della Protezione Civile regionale, conseguentemente, ha avviato, in stretta collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la complessa formulazione degli atti necessari, nonché di quelli relativi all’estensione dello stato di emergenza per gli incendi verificatisi nel mese di settembre.
La pressante attività di interlocuzioni che questo Esecutivo sta intrattenendo con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, è finalizzata ad ottenere la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale con i conseguenti ristori economici per i danni subiti.
5. Le strutture regionali preposte alle attività di prevenzione e repressione degli incendi hanno attivato tutto quanto previsto nella pianificazione di settore ossia nel “Piano Regionale per la Programmazione delle Attività di Previsione, Prevenzione e Lotta attiva contro gli Incendi Boschivi” redatto dal Comando del Corpo Forestale.
L’avvio della campagna di prevenzione incendi, con la ripulitura dei viali parafuoco dei boschi demaniali, ha avuto inizio a partire dal mese di maggio, attraverso l’impiego della manodopera forestale e di mezzi meccanici. L’attività, regolarmente avviata, è stata purtroppo rallentata da condizioni metereologiche straordinarie, come ricordato in precedenza.
I parafuoco sono stati completati regolarmente secondo i progetti redatti con le dotazioni finanziarie ad essi destinate.
Il Dipartimento dello Sviluppo Rurale ha realizzato, in attuazione di Accordi già stipulati con le risorse assegnate, interventi di prevenzione incendi nelle principali aree archeologiche dell’Isola e in aree pubbliche a verde che i Comuni del Parco delle Madonie hanno individuato come “aree sensibili”.
Il Corpo Forestale Regionale ha dispiegato la totalità delle forze disponibili nelle attività di avvistamento, di presidio, di pattugliamento e di lotta attiva e bonifica (circa 448 unità di personale e 4832 operai, suddivisi in circa 200 squadre). A queste donne ed uomini deve andare il nostro plauso per l’impegno mostrato anche a rischio della incolumità personale, per la salvaguardia della vita, delle case dei cittadini e del patrimonio naturale e boschivo dei siciliani. Il Corpo ha, altresì, schierato complessivamente 10 elicotteri ( dei quali – 1 in servizio tutto l’anno – n. 9 per quattro mesi nel periodo compreso tra maggio e novembre); ha impiegato l’intero parco automezzi disponibile, compresi i mezzi forniti dalla Protezione Civile, ed ha utilizzato 95 droni per attività di monitoraggio e controllo.
Il Governo regionale si è altresì, prontamente attivato per la sottoscrizione tra il Ministero dell’Interno, il Dipartimento dei Vigili Del Fuoco e la stessa Regione di un accordo di programma 2023-2025, per la “collaborazione in materia di protezione civile ed il concorso alla lotta attiva contro gli incendi boschivi”, ed il relativo “Programma Operativo Annuale 2023 in materia di concorso delle strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco della Sicilia alla lotta attiva contro gli incendi boschivi sul territorio della Regione Siciliana“. Obiettivo prioritario di questo accordo è il potenziamento della Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) della Regione Siciliana mediante la partecipazione alle attività di personale dei Vigili del Fuoco, nonché il rafforzamento del presidio di risorse umane ed automezzi di detto Corpo.
Il Dipartimento regionale di Protezione Civile è intervenuto con propri mezzi e personale, nonché attraverso il coordinamento di numerose squadre di volontari (circa 800), ai quali deve andare il mio e nostro apprezzamento per l’abnegazione ed il coraggio dimostrato in situazioni estreme, in alcuni casi mettendo a repentaglio la propria incolumità personale.
6. Lo scenario, pur sommariamente descritto, ha determinato gravissimi danni al patrimonio edilizio, a quello produttivo, a quello naturale, pregiudicando in alcuni casi la stessa immagine della Sicilia sui media nazionali. Le condotte di alcuni criminali non possono attentare impunemente alla vita di tante persone, alla sicurezza delle nostre città e dei paesi, alla bellezza delle aree protette e dei nostri boschi. Occorre rendere l’azione ancora più incisiva e coordinata, con un significativo impiego di risorse umane, mezzi ed investimenti finanziari.
Ho personalmente assunto l’iniziativa di recuperare il finanziamento per la realizzazione dell’intervento, oltre il termine del 31 dicembre 2023, ottenendo, grazie alla disponibilità del Ministro degli Interni, che ringrazio per l’attenzione che ha mostrato verso le esigenze del nostro territorio, l’approvazione alla prosecuzione del progetto con l’utilizzo di risorse a valere sul Programma Complementare Legalità 2014-2020 del Ministero dell’Interno.
Il Progetto ha l’obiettivo di contribuire alla creazione di condizioni per il controllo diffuso e capillare del territorio con specifico riferimento alle aree industriali e rurali, attraverso l’utilizzo di soluzioni innovative ( strumenti tecnologici per il controllo e il monitoraggio del territorio e di sistemi informativi e di intelligence per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni criminali in aree rurali – sistemi di video sorveglianza ).
A tale contesto si iscrive la determinazioni assunta dalla Commissione Tecnico Specialistica per il rilascio delle autorizzazioni ambientali di prescrivere, per esigenze di controllo e la tutela ambientale, l’allocazione di sistemi di controllo termico per tutti i parchi eolici e fotovoltaici da rendere disponibili con l’immediato collegamento con le centrali di controllo del Corpo Forestale.
Il Progetto finanziato con il PON Legalità permetterà, anche, l’ammodernamento del sistema di telecomunicazioni del Comando del Corpo Forestale, con il passaggio dal sistema analogico al digitale, che costituisce uno strumento indispensabile sia ai fini delle attività di prevenzione e repressione degli incendi, che per l’espletamento dei compiti d’istituto demandati al personale del Corpo e per le attività di pronto intervento attinenti al settore della protezione civile.
L’efficientamento del sistema di segnalazione e rilevamento degli incendi affinché possa essere efficace, deve essere accompagnato dalla possibilità di rapidi interventi sul posto, sia per la verifica che per il pronto spegnimento, da realizzarsi attraverso il potenziamento del parco automezzi del Corpo Forestale. Allo scopo di ammodernare il parco automezzi del Comando del Corpo Forestale, con un bando del dicembre 2021, sono stati acquistati, a valere su fondi strutturali, complessivamente 119 nuovi mezzi AIB.
Di questi, un primo lotto, costituito dai mezzi di capacità maggiore, è stato già interamente fornito e messo in uso nel corso della corrente campagna antincendio, mentre per l’ulteriore lotto di 101 autobotti da 1000 litri il termine ultimo di consegna, a causa di ritardi dei produttori connessi alla crisi bellica ed energetica, è fissato per il prossimo mese di novembre. Sulla puntualità della consegna vigileremo.
Tuttavia, tale acquisto non può considerarsi sufficiente per le esigenze dell’attività Antincendio del Comando del Corpo Forestale.
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