(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – mar 10 ottobre 2023 TUTELA DEI BOSCHI
*TOLTO IL DOPPIO VINCOLO CHE NON PROTEGGEVA IL BOSCO *
*CONAF “**Superata una stortura normativa**, originata da sovrapposizioni
di norme e vincoli applicate in un paesaggio che in 70 anni si è
trasformato**.**”*
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’emendamento, l’Ordine dei
dottori agronomi e dei dottori forestali esprime il suo compiacimento per
la positiva conclusione dell’iter di modifica della normativa sull’obbligo
di autorizzazione paesaggistica per i boschi compresi nelle aree di vincolo
paesaggistico, ossia quelle specificatamente perimetrate in quanto di
“Notevole interesse pubblico” e normate all’art. 136 del cd “Codice Urbani”
(D. Lgs 42/2004).
L’emendamento, infatti, semplifica le procedure di autorizzazione al
taglio, intervenendo sotto il profilo amministrativo senza togliere le
tutele che vincolano la gestione delle risorse forestali: in sintesi, le
pratiche selvicolturali saranno considerate “tagli colturali” e non
necessiteranno più di alcuna autorizzazione paesaggistica.
L’Ordine dei dottori agronomi e forestali si è da subito schierato per
l’abolizione del doppio vincolo, nonostante l’obbligo di stilare la
relazione paesaggistica comportasse occasioni di lavoro.
“*Togliere l’obbligo di autorizzazione paesaggistica dai boschi ricadenti
in aree a doppio vincolo è una scelta di buon senso: i boschi rimangono
tutelati come prima, ma senza compilare inutili carte e attendere mesi.*” –
afferma *Renato Ferretti*, Vicepresidente CONAF – “*La professionalità di
agronomi e forestali è al servizio del sistema complessivo della gestione
forestale, dalla pianificazione alla selvicoltura fino alla trasformazione,
in una chiave di sostenibilità ambientale, volta alla valorizzazione
ambientale ed economica delle aree boscate*. *Con questa visione olistica,
possiamo affermare che quest’intervento normativo è in perfetta sintonia
col fine che il Codice vuole perseguire*.”
La modifica normativa è frutto di un lavoro durato oltre due anni e svolto
in stretta sinergia con il CONAF e le altre rappresentanze dei soggetti
interessati alla gestione forestale e alla relativa filiera foresta –
legno. Senza alterare la normativa in merito alle autorizzazioni forestali,
oggi è stato eliminato un appesantimento burocratico, oneroso per costi e
tempi a carico dei proprietari forestali, soprattutto i piccoli o
piccolissimi proprietari.
“*A monte di quest’intervento normativo dobbiamo sottolineare che le aree
forestali del nostro Paese sono tra le più tutelate in Europa*. –
dichiara *Daniele
Gambetti*, consigliere CONAF -* Non solo. I professionisti che si occupano
di progettazione forestale hanno sempre a cuore, primariamente, la
conservazione delle risorse forestali, in modo tale da mantenere nel
migliore stato di salute i boschi e le foreste e perseguire la
conservazione delle linee del paesaggio in armonia con l’ambiente
circostante.”*
*Roma, 10 ottobre 2023 *
Ufficio Stampa – Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei
Dottori Forestali
*LE TAPPE DELLA QUESTIONE*
Dal 1985 (cd legge Galasso) tutti i boschi italiani sono soggetti alla
disciplina del vincolo paesaggistico. La norma escludeva dalla necessità di
specifica autorizzazione paesaggistica il “taglio colturale”, inteso come
attività selvicolturale conforme alla normativa di settore.
L’autorizzazione paesaggistica si applicava, invece, per i tagli che
comportavano la trasformazione del bosco in altra qualità di coltura
(costruzione fabbricati, infrastrutture, colture agricole, ecc).
Nel 2004, il codice Urbani mantiene la stessa impostazione ma
specifica (articolo
149, comma 1, lettera c) del Codice) che anche i boschi compresi nei
perimetri delle aree dichiarate di “notevole interesse pubblico” (i boschi
vincolati dall’articolo 136) necessitano di specifica autorizzazione
paesaggistica anche per le attività selvicolturali.
In seguito a contestazioni e sentenze, sia amministrative che penali, è
stata definita la necessità di autorizzazione paesaggistica per *qualsiasi**
intervento selvicolturale* nei boschi presenti nelle aree dichiarate di
“Notevole interesse pubblico”, indipendentemente dalle ragioni del vincolo,
come pure dalla tipologia ed estensione del taglio.
La mancanza di autorizzazione costituisce un reato penale.
*EVOLUZIONE DEL PAESAGGIO E PARADOSSI*
Si è giunti al paradosso che anche un piccolo proprietario aveva la
necessità di autorizzazione paesaggistica anche solo per tagliare pochi
alberi, magari anche di specie non autoctona se non estranea all’ambiente.
Il tutto perché ricadente in una zona vincolata negli anni ’50 per tutelare
un determinato paesaggio agrario che oggi è completamente ricoperta da
boschi di invasione.
*LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA *
La richiesta di autorizzazione paesaggistica comporta la redazione di una
“relazione paesaggistica”, a cura di dottori forestali e agronomi.
Da questa si origina un iter autorizzativo piuttosto lungo a carico delle
Soprintendenze, talvolta con esiti paradossali causati dalla difficoltà di
interpretazione della Relazione per mancanza di personale competente in
materia di selvicoltura.
Ciò ha dato origine a una situazione di stallo e i piccoli interventi erano
di fatto impediti per i costi ed i tempi dell’autorizzazione paesaggistica,
incompatibili con il valore del prodotto.
Oggi le Sovrintendenze saranno sgravate da migliaia di pratiche che
intasavano gli uffici non dotati di personale competente in materia.
*Roma, 10 ottobre 2023 *
Ufficio Stampa – Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei
Dottori Forestali
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