(AGENPARL) - Roma, 5 Ottobre 2023(AGENPARL) – gio 05 ottobre 2023 Buonasera,
si invia comunicato relativo all’ordine del giorno contro il nuovo bacino
sul Vanoi, approvato all’unanimità dal consiglio provinciale appena
conclusosi.
Grazie della collaborazione
Damiano Tormen
addetto stampa Provincia di Belluno
*La Provincia di Belluno dice “no” al bacino sul Vanoi*
*A pochi giorni dall’anniversario del Vajont, approvato l’ordine del giorno
che boccia il progetto del Consorzio di bonifica Brenta*
*Padrin: «Rischi molto superiori ai benefici»*
Belluno, 5 ottobre 2023 – La Provincia di Belluno «si dichiara contraria al
progetto di sbarramento del torrente Vanoi per la realizzazione di un
serbatoio». Ed «esprime profonda preoccupazione per l’incolumità degli
abitanti posti a valle dell’invaso in progetto, unita alla preoccupazione
di compromettere in via definitiva uno dei pochi siti naturali ancora
integri». Recita così il deliberato dell’ordine del giorno approvato oggi
dal consiglio provinciale di Belluno. Un testo varato all’unanimità per
dire “no” al progetto avanzato dal Consorzio di bonifica Brenta per un
bacino artificiale sul Vanoi, tra il Bellunese e il Trentino, con
ripercussioni soprattutto sulla zona di Lamon. Proprio il sindaco di Lamon,
Loris Maccagnan, era presente nella sala del consiglio durante la seduta.
A presentare l’ordine del giorno è stato il consigliere provinciale Simone
Deola, delegato all’ambiente, con un excursus storico che costituisce la
premessa della delibera. «Ogni vicenda fa storia a sé, ma non possiamo non
associare il progetto del Vanoi alla diga del Vajont» ha detto il
consigliere Deola. «Si tratta di un progetto che viene riproposto da almeno
un secolo: la prima volta fu nel 1922, poi di nuovo nel 1955 e di seguito
fino a oggi, quando è stato ripresentato con una forte accelerazione data
dalla possibilità di utilizzare i fondi Pnrr».
«Un progetto che la prima volta venne presentato dalla Sade, la stessa che
poi realizzò la diga del Vajont» ha aggiunto il consigliere Paolo Perenzin.
«Non è un caso che abbiamo convocato questo consiglio a pochi giorni dal 9
ottobre, anniversario del Vajont: non è possibile commemorare le stragi del
passato, pensando che il presente sia una cosa diversa. Non si possono
commettere gli stessi errori».
Il progetto dell’impianto del Vanoi, proposto dal Consorzio di bonifica
Brenta, prevede la realizzazione di una diga alta 116 metri e la creazione
di un lago artificiale da 33 milioni di metri cubi d’acqua. Il cantiere
avrebbe una durata di 60 mesi, per un utilizzo di 245mila metri cubi di
calcestruzzo.
«Viene proposto come bacino collegato al contrasto della siccità, tanto che
la Regione del Veneto lo ha inserito al primo posto tra le richieste al
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per quanto riguarda i
finanziamenti Pnrr» ha sottolineato il consigliere Deola. «Ma la stessa
Provincia di Trento ha evidenziato l’estrema pericolosità nell’avventurarsi
in un’opera di questo tipo, dato che gran parte del territorio interessato
dall’invaso si trova in area a rischio idrogeologico 4, il massimo della
scala. Nello studio di pre-fattibilità ambientale i progettisti arrivano
alle conclusioni, riportate nero su bianco, che “i Comuni montani che
vedranno insistere nel proprio territorio la diga ne riceveranno gli
effetti negativi connessi alla modificazione dell’ambiente naturale e
all’incremento delle misure di sicurezza a fronte di possibili incidenti”.
Chiediamo quindi di fermarci subito. Anche perché a nostro avviso, le
strategie per contrastare la siccità sono altre, non certo il grande
invaso». E difatti l’ordine del giorno, sottolinea la richiesta agli enti
preposti di eseguire i lavori di manutenzione, pulizia e sghiaiamento degli
attuali bacini artificiali esistenti.
«I rischi sono di gran lunga superiori ai benefici e non possiamo che
esprimere forte contrarietà e preoccupazione» ha sintetizzato il presidente
della Provincia, Roberto Padrin. «Da sindaco di Longarone, a pochi giorni
dal 9 ottobre, non posso non considerare la mobilitazione dei cittadini di
Lamon, giustamente allarmati per la riproposizione di questo nuovo progetto
che ha inevitabilmente dei parallelismi storici tristemente noti nella
nostra provincia».