(AGENPARL) - Roma, 4 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – mer 04 ottobre 2023 Comunicato stampa
Più spazio allo Spazio
Inaugurato oggi il Laboratorio di Interferometria e ottica quantistica per le onde
gravitazionali dell’Università di Trento. Un laboratorio di ricerca dove concentrare le
energie e i progetti del Dipartimento di Fisica dedicati all’osservazione dello spazio dalla
Terra, allestito in collaborazione con l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Oggi
l’inaugurazione dopo alcuni anni di lavori nell’edificio di Povo zero. Obiettivo:
migliorare la sensibilità dei rivelatori interferometrici di onde gravitazionali a supporto
dei grandi progetti internazionali Ligo, Virgo e Kagra, e per la realizzazione dell’Einstein
Telescope, il futuro osservatorio sotterraneo europeo di nuova generazione, che l’Italia
è candidata a ospitare
Trento, 4 ottobre 2023 – (a.s.) Un posto dove spazio e tempo si incontrano, si svelano,
si studiano. E dove l’universo rivela alcuni dei suoi segreti. È il Laboratorio di gravitazione
sperimentale dell’Università di Trento che oggi si arricchisce di una nuova dotazione
tecnologica e inaugura una nuova sala sperimentale: il Laboratorio di Interferometria e
ottica quantistica per le onde gravitazionali nell’edificio di Povo zero sulla collina di Trento.
Uno spazio molto atteso da chi fa ricerca al Dipartimento di Fisica. Ma la sua inaugurazione
interessa anche tutta la comunità scientifica che da anni è impegnata nell’osservazione delle
onde gravitazionali. A circa cent’anni da quando Albert Einstein ne ha teorizzato l’esistenza,
l’osservazione di queste increspature nel “tessuto” dello spaziotempo ha rivoluzionato il nostro
modo di studiare l’universo perché consentono alle scienziate e agli scienziati di ottenere
informazioni nuove sulla sua genesi, sulla sua evoluzione e sulla natura di ciò che lo compone.
I ricercatori e le ricercatrici dell’Università di Trento che fanno parte della collaborazione
scientifica internazionale Virgo hanno contribuito direttamente al raggiungimento dei risultati
rivoluzionari sulle onde gravitazionali, sia sotto il profilo dell’osservazione e dell’analisi dei dati,
sia per quanto riguarda la realizzazione della sofisticata strumentazione necessaria a rivelarle.
Un’attività condotta in stretto coordinamento con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn),
nell’ambito del centro di ricerca congiunto Trento Institute for Fundamental Physics and
Applications (Tifpa).
Con la disponibilità delle nuove infrastrutture si potrà dare ulteriore impulso alle attività di
ricerca e sviluppo che l’Università di Trento conduce nell’ambito del progetto per il rivelatore
Virgo e anche per la realizzazione dell’Einstein Telescope, il futuro osservatorio sotterraneo di
nuova generazione in Europa, che l’Italia si è candidata a ospitare in Sardegna. E
l’inaugurazione del Laboratorio ha attirato a Trento anche i due responsabili delle
collaborazioni scientifiche dei progetti Virgo ed Einstein Telescope, i ricercatori dell’Infn
Gianluca Gemme, che guida la collaborazione internazionale Virgo, e Michele Punturo,
coordinatore dalla collaborazione internazionale Einstein Telescope. In questa occasione
hanno tenuto davanti a studenti e docenti dell’Ateneo un intervento dedicato al presente e agli
scenari futuri dello studio delle onde gravitazionali dalla Terra
Osservare l’universo. Il ruolo di Trento
Quando il 14 settembre 2015 gli interferometri gemelli Ligo hanno registrato il primo segnale
di onda gravitazionale è stato uno dei momenti scientifici più importanti del secolo. Se lo
ricordano bene i ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’ateneo trentino, oggi impegnati
nell’inaugurazione del laboratorio coordinato da Giovanni Andrea Prodi.
«Da quando poi nel febbraio 2016 la collaborazione Ligo-Virgo ha reso pubblico questo
risultato, tutti noi abbiamo iniziato a percepire l’universo in modo nuovo» spiegano Antonio
Perreca e Matteo Leonardi. «Dalla prima rilevazione, sono stati osservati più di cento eventi,
emessi da sistemi binari di buchi neri e stelle di neutroni. Nonostante la loro precisione
impressionante, i rivelatori di onde gravitazionali sono in grado di ascoltare i segnali
provenienti solo da una parte di Universo intorno a noi. Per ampliare i nostri orizzonti,
dobbiamo superare limiti tecnici impegnativi e di diversa natura. In questo laboratorio ci
concentriamo sulla mitigazione del rumore che deriva dalla natura quantistica della luce e delle
perdite ottiche dei rivelatori».
Queste innovazioni saranno applicate sia per migliorare le prestazioni dei rivelatori attualmente
in ascolto sia per realizzare il futuro Einstein Telescope (Et), l’osservatorio sotterraneo europeo
di nuova generazione che è in fase di progettazione. «Perché più segnali, più nitidi, significa
maggiore conoscenza dell’universo».
Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa e Relazioni esterne
Direzione Comunicazione e Relazioni esterne
Università degli Studi di Trento
Archivio comunicati: pressroom.unitn.it/
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