(AGENPARL) - Roma, 26 Settembre 2023 - (AGENPARL) – mar 26 settembre 2023 (ACON) Trieste, 26 set – “Sulla mia interrogazione relativa al
progetto interregionale Common Ground per il contrasto al lavoro
irregolare e sommerso, al caporalato e allo sfruttamento
lavorativo in tutti i settori economici oggi, in Consiglio
regionale, a rispondere non c’erano n? l’assessore con delega
all’immigrazione n? l’assessore con delega al lavoro”.
Cos? la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza
Verdi e Sinistra, commenta la risposta dell’assessore Callari
all’interrogazione sul progetto Common Ground, nel quale cui il
Friuli Venezia Giulia ? partner insieme al capofila Piemonte, a
Liguria, Emilia Romagna e Veneto.
“Saranno anche stati impegnati altrove – ha proseguito la
consigliera – per ragioni istituzionali, ma da queste assenze
traspare anche, viste le linee di governo securitarie e
repressive che caratterizzano questa amministrazione, che sia
estremamente fastidioso descrivere nel dettaglio le azioni
intraprese per contrastare concretamente lo sfruttamento
lavorativo e il caporalato. Il fine di realizzare interventi di
supporto all’integrazione sociale, sanitaria, abitativa e
lavorativa di cittadini di Paesi terzi vittime e potenziali
vittime di sfruttamento lavorativo, promuovendo la cultura della
legalit? e della sicurezza, si lascia scrivere nella
progettazione esecutiva e utilizzare quale retorica politicamente
corretta ma non abbiamo saputo come la Giunta lo mette in atto”.
“Questa Maggioranza – prosegue Pellegrino – teme di intaccare il
consenso elettorale, ma ? tempo di uscire dall’ipocrisia e
svelare la contraddizione tutta in capo alla destra, fatta di
propaganda che da un lato vuole gli immigrati chiusi nei centri
per il rimpatrio, mentre dall’altro ? costretta ad accettare la
loro presenza in fabbrica, nei campi, nelle cucine, purch? si
smaterializzino una volta finito l’orario di lavoro.
Abbiamo pi? posti di lavoro che lavoratori, come ? stato
denunciato anche in quest’aula dai portatori di interesse, e la
concorrenza troppo spesso induce i datori di lavoro a utilizzare
i caporali per avere forza lavoro in nero e a basso costo”.
“Non si pu? promuovere solo formalmente l’integrazione e
l’inclusione sociale – conclude l’esponente di Avs – che lo
stesso progetto Common Ground individua tra gli strumenti di
contrasto allo sfruttamento lavorativo, che si tratti di
immigrati o di italiani. Invece di disporre generiche iniziative
di sensibilizzazione o altre forme di improbabile interlocuzione
con persone sfruttate ed emarginate, coinvolgendo una sola
necessario finanziare percorsi formativi, con operatori ed
educatori ben pagati, cos? da creare una classe di lavoratori,
anche stranieri, consapevole dei propri diritti e degli strumenti
di tutela, qualificata, integrata nelle dinamiche sociali
virtuose: solo cos? sicuramente si ridurr? la piaga del
capolarato, insieme alle altre distorsioni del mercato del
lavoro”.
ACON/COM/li
261442 SET 23
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