(AGENPARL) - Roma, 14 Settembre 2023 - (AGENPARL) – gio 14 settembre 2023 *Comunicato stampa*
*14/09/2023*
*Il governo risponde all’interrogazione sulla ex Sevel di Atessa. Fina:
“Solo riflessioni di carattere generico ma servirebbero politica
industriale e schiena dritta”. Ricordate le tre vittime di Casalbordino*
“Non sono soddisfatto della risposta del governo. Si parla del sito
produttivo più importante della regione Abruzzo, di uno dei principali nel
comparto automotive di tutto il Paese, ma abbiamo ascoltato solo
riflessioni di carattere generico”: lo ha detto il senatore del Partito
Democratico Michele Fina replicando in Aula a Fausta Bergamotto,
sottosegretaria alle Imprese e al Made in Italy. Bergamotto ha fornito la
risposta all’interrogazione di Fina sulla ex Sevel di Atessa, nella quale
si chiedevano delucidazioni sulla situazione dello stabilimento e sulle
eventuali iniziative del governo per sostenerlo.
Fina ha sottolineato: “Avrei preferito ascoltare numeri, chiari: parliamo
di un sito produttivo che aveva seimila lavoratori e che in poco tempo ne
ha persi mille, che è passato a produrre 250mila furgoni da 350mila, che
sta incentivando le lavoratrici e i lavoratori all’esodo. Non se ne capisce
la prospettiva se non la scelta di delocalizzare pur a fronte di aiuti e
incentivi pubblici. Sono le conseguenze di un mercato gestito senza
pianificazione e vincoli: si arriva a far collassare un territorio, visto
che va anche tenuto conto delle altre migliaia di posti di lavoro,
dell’indotto. Occorre una politica industriale, non va bene farsi portare
in giro, ascoltando promesse di investimenti che poi non si verificano. C’è
bisogno di riflettere sulla strategia del Paese in questo settore,
definendo cosa accade con trasparenza e con chiarezza. Senza la schiena
dritta nelle relazioni con il management vedremo solo numeri senza esito e
impegni disattesi”.
Aprendo il suo intervento Fina ha ricordato le tre vittime di ieri e le
altre tre vittime del 2020 alla Esplodenti Sabino di Casalbordino: “Ieri
Fernando Di Nella, Gianluca De Santis, Giulio Romano; tre anni fa Carlo
Spinelli, Paolo Pepe, Nicola Colameo. Proprio oggi inizia il processo
sull’incidente di tre anni fa. Oltre al danno sono stati beffati la
giustizia, il Presidente della Repubblica che ha preso una posizione forte
sulla sicurezza sul lavoro e un luogo come questo, il Parlamento, nel quale
si dovrebbero stabilire le regole. Ad esempio la regola che si lavora per
vivere, non per morire. Perché si fa fatica a dire che morire è
un’eccezione, se un’azienda sequestrata dopo tre morti viene riaperta con
procedura semplificata. Servono formazione e cultura della sicurezza perché
questi accadimenti uccidono persone ma con esse anche la credibilità delle
istituzioni”.
Ufficio stampa
Andrea Scarchilli
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