(AGENPARL) - Roma, 13 Settembre 2023 - (AGENPARL) – mer 13 settembre 2023 *Presentati in Fiera del Levante i nuovi avvisi della programmazione
2021-2027*
*L’assessore Delli Noci: “Spingere le imprese pugliesi verso il futuro,
puntando sull’innovazione”*
“L’incredibile risultato ottenuto dalla Puglia rispetto all’utilizzo dei
fondi nella passata programmazione, che ci ha permesso di diventare la
prima regione europea per la spesa degli stessi, è frutto di un lavoro di
squadra che rafforza il binomio pubblico-privato”. L’assessore allo
Sviluppo economico, *Alessandro Delli Noci* ha accolto con queste parole la
folta platea che questa mattina ha preso parte all’incontro organizzato da
Regione Puglia in Fiera del Levante sui nuovi Avvisi finanziati con risorse
FESR 2021-2027.
Abbiamo lavorato in maniera celere e costante alla stesura dei bandi – ha
continuato *Delli Noci *– ma non è stato sempre semplice perche è cambiato
il regolamento comunitario al quale occorre adeguare i bandi, perché ogni
modifica deve essere discussa e approvata dal partenariato economico e
sociale che esprime esigenze e voci differenti, tutte da tenere in
considerazione, e per le novità inaspettate che riguardano le risorse del
Fondo Sviluppo e Coesione su cui eravamo certi di poter far affidamento
come è sempre stato”.
“Voglio ricordare che le misure che presentiamo oggi – Contratti di
Programma, Pia, Nidi e TecnoNidi – sono strumenti consolidati che hanno
avuto grandi riscontri nelle precedenti programmazioni. Nel ciclo 2014-2020
hanno generato da soli più del 60% degli 8 miliardi movimentati da tutti
gli strumenti agevolativi per le imprese. Con questa programmazione
puntiamo in modo deciso a forme di sostegno sempre più integrate,
strutturali e pluriennali. Puntiamo, così come ci indica l’Europa, sui temi
della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale, sulla formazione
di nuove competenze in tema di trasformazione digitale e riconversione
green e sull’innovazione, perché innovare significa spingere tutti, anche e
soprattutto le piccole e micro imprese, verso il futuro. Ed è esattamente
ciò che intendiamo fare. Infine, abbiamo messo in piedi una grande
collaborazione con i settori turismo e agricoltura per rafforzarli e
generare nuove filiere industriali”.
“I fondi della scorsa programmazione, in particolare Pia Turismo e Titolo
II, hanno generato una maggiore qualificazione dell’offerta ricettiva,
nonché un aumento dei posti di lavoro. La sinergia con l’Assessorato allo
Sviluppo Economico ci permetterà, con i bandi in programma a valere sulle
risorse del Piano Regionale 2021-2027, di innovare gli strumenti a
disposizione delle imprese e intercettare le esigenze degli operatori che
contribuiranno alla crescita del turismo pugliese. Internazionalizzazione e
ampliamento della stagione turistica restano capisaldi della strategia
pugliese basata su una proposta di prodotti turistici complementari che
vanno dal mare, all’arte e cultura, dall’enogastronomia al MICE e wedding
fino alle esperienze all’aria aperta” ha dichiarato l’assessore regionale
al Turismo *Gianfranco Lopane.*
Per i Contratti di Programma, gli investimenti ammissibili sono i progetti
di ricerca e sviluppo promossi da una o più grandi imprese ma a condizione
che ci sia una collaborazione effettiva con imprese di dimensione più
piccola quali Pmi e startup. A loro volta i progetti di ricerca industriale
e sviluppo sperimentale potranno essere integrati con progetti di
innovazione, investimenti produttivi, progetti formativi, investimenti a
favore della tutela ambientale ed è prevista, esclusivamente per le Pmi
aderenti, l’acquisizione di consulenze specialistiche, programmi di
internazionalizzazione e di partecipazione a fiere. L’importo complessivo
dei progetti dovrà partire da minimo di 5 milioni di euro e arrivare ad un
massimo di 110 milioni di euro.
I Programmi Integrati di Agevolazione (Pia), a differenza di quanto
avvenuto nelle precedenti programmazioni, diventano un unico avviso rivolto
sia alle medie che alle piccole imprese che possono presentare,
singolarmente o con altre Pmi, startup e imprese innovative, programmi di
investimento per attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale,
innovazione tecnologica ed industriale, digitalizzazione e transizione
energetica ed ambientale, sviluppo e qualificazione delle competenze oltre
che acquisizione di consulenze specialistiche, programmi di
internazionalizzazione e di partecipazione a fiere. In questa
programmazione sono ammesse anche le iniziative commerciali che nel loro
programma di investimento prevedano progetti di innovazione. L’importo
complessivo delle spese e dei costi ammissibili per i Pia è compreso tra un
minimo di 1 milione e un massimo di 50 milioni di euro.
Nel ciclo di programmazione 2021-2027 debuttano per la prima volta i
MiniPia, Pacchetti Integrati di Agevolazione. Si rivolgono a micro e
piccole imprese e ai liberi professionisti con l’obiettivo di far fronte
alle nuove sfide imposte dall’innovazione e dalla transizione ecologica e
digitale attraverso la reingegnerizzazione dei cicli produttivi e l’avvio
di processi di economia circolare; ma hanno anche la finalità di agevolare
l’accesso al credito da parte delle imprese di minore dimensione, sostenere
il loro posizionamento a livello nazionale e internazionale, supportare la
diffusione dell’innovazione, sostenere e qualificare l’aggiornamento e
l’adeguamento delle competenze del loro personale oltre che favorire
l’acquisizione di consulenze specialistiche, programmi di
internazionalizzazione e di partecipazione a fiere. Potranno essere
agevolati investimenti produttivi in chiave di tecnologie abilitanti e di
innovazione correlati a temi quali la digitalizzazione, l’energia e
l’ecosostenibilità che devono essere integrati con progetti di innovazione
tecnologica, organizzativa e gestionale delle imprese. I programmi di
investimento dei MiniPia dovranno avere un importo complessivo ammissibile
compreso tra 30mila e 5 milioni di euro. Anche il pacchetto per le imprese
turistiche include sia Pia sia MiniPia.
In particolare i Programmi Integrati di Agevolazione Turismo (Pia Turismo)
già ampiamente utilizzati nelle precedenti programmazioni, in questo nuovo
ciclo devono essere integrati con investimenti di carattere digitale,
tecnologico, energetico e di gestione dei rifiuti. Sono agevolati i
progetti che prevedono ampliamento, ammodernamento e ristrutturazione di
immobili per trasformarli in strutture turistico-alberghiere di almeno 7
camere, tutte attività finalizzate al recupero e alla riqualificazione di
un patrimonio già esistente o di pregio, come nel precedente ciclo. Questa
volta tuttavia è prevista necessariamente anche l’integrazione con almeno
un intervento che riguardi programmi di innovazione tecnologica, progetti
formativi per qualificare competenze relative alla trasformazione digitale,
al turismo sostenibile, alla transizione ecologica ed alla riconversione
green, e investimenti specifici a favore della tutela ambientale. Per le
Pmi sono inclusi programmi per l’acquisizione di consulenze specialistiche
per l’internazionalizzazione e spese per la partecipazione a fiere. I Pia
Turismo potranno essere presentati da un’impresa grande, media o piccola e
da reti d’impresa e consorzi. I programmi di investimento dovranno avere un
importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili compreso tra 5 e 40
milioni di euro.
Anche i MiniPia Turismo si rivolgono alle aziende turistiche di ogni
dimensione, dalle grandi alle piccole imprese, incluse le reti d’impresa e
i consorzi, ma variano gli importi ammissibili che oscillano tra i 30mila
euro e i 5 milioni. Importante sottolineare le finalità che accomunano sia
Pia che MiniPia dedicati al turismo e che differenziano questi strumenti da
quelli dalla precedente programmazione. Le finalità questa volta sono
infatti l’innalzamento degli standard qualitativi dell’offerta e il
miglioramento dei servizi in chiave ecologica e green, ma anche la
digitalizzazione delle imprese che operano nel comparto turistico, la
formazione degli operatori e il sostegno e la qualificazione
dell’occupazione regionale inclusa l’occupazione femminile.
In particolare per i MiniPia Turismo, gli investimenti devono essere
finalizzati al recupero del patrimonio esistente (dagli edifici abbandonati
o non ultimati alle masserie, palazzi storici, trulli, torri e
fortificazioni) da trasformare in strutture turistico-alberghiere o
extralberghiere con almeno 5 camere.
Per tutti i cinque gli avvisi la forma dell’aiuto è il contributo a fondo
perduto, per i MiniPia sia ordinari che destinati al turismo, alla
sovvenzione diretta (a fondo perduto) si aggiunge un 10% di contributo in
conto impianti determinato sul montante degli interessi di un finanziamento
bancario e il 10% di Esl (Equivalente sovvenzione lorda) su operazioni di
garanzia, controgaranzia, cogaranzia e riassicurazione, sul finanziamento
bancario concesso.
Per i contratti di Programma e per i Pia Turismo gli investimenti
produttivi delle grandi imprese potranno essere agevolati solo qualora si
rendessero disponibili in futuro risorse finanziarie non comunitarie.
Inoltre, la giunta regionale ha stanziato, con variazione di bilancio, gli
importi degli strumenti di agevolazione Nidi e TecnoNidi. Si tratta
complessivamente di oltre 59 milioni di euro di cui 39,4 milioni per Nidi e
19,7 milioni per TecnoNidi, tra risorse per sovvenzioni e prestiti.
In particolare TecnoNidi si rivolge alle startup tecnologiche e alle
piccole imprese innovative che hanno investito in ricerca e sviluppo e che
attraverso l’Avviso regionale intendono avviare o sviluppare in Puglia
piani di investimento a contenuto tecnologico finalizzati all’introduzione
di nuove soluzioni produttive o di servizi per la valorizzazione economica
di risultati di conoscenze acquisite o derivanti dalla attività del sistema
della ricerca pubblica o privata.
L’importo complessivo del progetto imprenditoriale dovrà essere compreso
tra 25mila e 350mila euro, di cui massimo 250mila euro destinati ai costi
di investimento e massimo 100mila euro destinati ai costi di funzionamento
ed è previsto un contributo a fondo perduto e un prestito rimborsabile a
tasso agevolato sulle spese per investimenti, e un ulteriore contributo a
fondo perduto per le spese di gestione sostenute nei primi 12 mesi di
attività
Allo stesso modo Nidi (Nuove iniziative d’impresa) offre un aiuto per
l’avvio di una nuova microimpresa con un contributo a fondo perduto e un
prestito rimborsabile a tasso agevolato sulle spese per investimenti e un
ulteriore contributo a fondo perduto per le spese di gestione sostenute nei
primi mesi di attività. Lo strumento agevola in particolare compagini
giovanili, imprese femminili, nuove aziende e imprese turistiche
partecipate per almeno il 50% da soggetti con difficoltà di accesso al
mondo del lavoro.
L’investimento proposto può avere un valore compreso tra 10mila e 250mila
euro, con agevolazione che varia al crescere del valore dell’investimento.
Link video immagini copertura
*http://rpu.gl/cVT1X *
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