(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2023 - (AGENPARL) – ven 01 settembre 2023 **Salvare la sanità pubblica universalistica, anche la Toscana approva la
proposta di legge**
/Scritto da Walter Fortini, venerdì 1 settembre 2023 alle 16:20/
La sanità pubblica universalistica ha bisogno di più risorse, per
garantire risposte adeguate ai bisogni della popolazione (che peraltro
invecchia e dunque ha maggiori necessità). La Conferenza delle Regioni, in
maniera unanime, chiede di difendere il fondo sanitario e Toscana ed Emilia
Romagna, intanto, approvano una proposta di legge “salva sanità” da
inviare in Parlamento. La giunta toscana ha votato il testo lunedì scorso,
l’Emilia Romagna prima di Ferragosto. Una richiesta per portare
strutturalmente dal 6,45 al 7,5 per cento del Pil, con aumenti progressivi
nei prossimi cinque anni, il finanziamento annuo statale del Servizio
sanitario nazionale: circa quattro miliardi di euro in più ogni anno, da
128 miliardi a disposizione nel 2023 ad oltre 149 miliardi nel 2027.
Ma la proposta di legge non punta solo ad accrescere il fondo sanitario
nazionale. Nel progetto di legge si propone anche il superamento dei
vincoli di spesa delle Regioni per il personale sanitario, così come per
il salario accessorio, e la garanzia della copertura delle prestazioni
assistenziali su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone
non autosufficienti. Le risorse aggiuntive da trovare – 4 miliardi per il
2023, 8 miliardi per il 2024, 12 miliardi per il 2025, 16 miliardi per il
2026 e 20 miliardi annui a decorrere dal 2027 – si recupererebbero
attraverso la lotta all’evasione fiscale, oltre che da uno sperato aumento
del Pil.
“Senza investimenti e risorse adeguate una sanità pubblica e universale
non può sopravvivere – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani
-. In Toscana già aggiungiamo alle risorse nazionali risorse regionali:
fare di più non è semplice. In un momento poi in cui, per scelte
sbagliate, gli investimenti finanziati con il Pnrr sono messi a rischio,
l’esigenza di evitare tagli e trovare maggiori risorse diventa ancora più
necessaria”. “Agganciare l’ammontare del fondo sanitario al Pil –
aggiunge Giani – e stabilire un principio per cui non può essere meno del
7,5 per cento del prodotto interno lordo, che poi è la media della spesa
sanitaria in Europa, vorrebbe dire, per la Toscana, avere a disposizione
almeno un miliardo di euro in più l’anno, da qui al 2027: 250 milioni già
quest’anno”. “Ci sono Paesi in Europa – prosegue Giani – che vanno
oltre questa percentuale e sfiorano il 10 per cento. Noi chiediamo di
raggiungere, in cinque anni, almeno la media europea. La Repubblica, in
base alla Costituzione, tutela la salute come diritto fondamentale, ma per
rendere effettivo questo diritto sono necessarie risorse adeguate”.
“Insieme ad altre Regioni – commenta l’assessore al diritto alla salute,
Simone Bezzini – stiamo assumendo una grande iniziativa per difendere la
sanità pubblica e portare il finanziamento del sistema sanitario nazionale
al pari della media europea. La garanzia del diritto alla salute
universale, che in questa fase storica deve già misurarsi con i nuovi
bisogni sanitari e sociosanitari di una popolazione che ha conosciuto un
incremento delle aspettative di vita, rischia di venire meno di fronte
all’assenza di una programmazione di lungo periodo che garantisca
interventi finanziari consistenti e strutturali”. “Con questo atto, che
è stato trasmesso al Consiglio per l’approvazione – prosegue -,
formalizziamo la richiesta al Parlamento di lavorare su una proposta
nazionale per il finanziamento della sanità pubblica che possa permettere
alle Regioni di garantire il diritto di offerta e accesso universale alle
cure, così come previsto dall’articolo 32 della nostra Costituzione”.
“Abbiamo il dovere – conclude Bezzini – e la responsabilità di
accompagnare questa proposta di legge con una grande mobilitazione unitaria
e popolare insieme ai Comuni, ai sindacati, agli Ordini professionali, al
mondo del volontariato e delle associazioni, e tutti insieme impegnarci
nella difesa del sistema sanitario pubblico così come lo conosciamo,
universale, equo ed egualitario, sensibilizzando la cittadinanza su questa
tema”.
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