(AGENPARL) - Roma, 29 Agosto 2023 - (AGENPARL) – mar 29 agosto 2023 Rinnovabili: Gruppo Cestari, rimuovere cause “battuta d’arresto” primo
trimestre 2023
Dopo un anno d’oro (2022) per la produzione di energie rinnovabili in
particolare in Basilicata e nelle regioni del Sud, i dati del primo
trimestre 2023, secondo l’Osservatorio FER realizzato da ANIE Rinnovabili
sulla base dei dati Gaudì di Terna, registrano una battuta d’arresto che
richiede valutazioni ed azioni per rimuovere gli ostacoli. Così l’ing.
Alfredo Cestari, presidente del gruppo che con base operativa in Basilicata
e per il Sud a Moliterno, attraverso proprie società specializzate in
Italia e all’estero, opera nel settore della produzione elettrica da fonti
rinnovabili, realizzando impianti ecocompatibili e valutando gli impatti
ambientali e sociali connessi all’implementazione di tecnologie alimentate
da fonti alternative di energia. Nei primi tre mesi dell’anno ammonta a 980
MW la nuova potenza installata (+116% rispetto al primo trimestre 2022);
Umbria (+252%) e Friuli-Venezia Giulia (+227%), le Regioni con più
incremento. In coda Basilicata e Lazio. In dettaglio, cresce ancora il
fotovoltaico nel 1° trimestre 2023 con 882 MW di potenza connessa. Da
sottolineare che tutte le regioni fanno registrare un andamento positivo
tranne Basilicata e Lazio. Per l’eolico nel 1° trimestre 2023 si osserva un
trend in crescita con circa 94 MW di nuova potenza installata costituiti
per la maggioranza da impianti di potenza superiore a 5 MW. A livello
regionale, nel periodo gennaio-marzo 2023 si registra una diminuzione di
potenza connessa rispetto al periodo gennaio-marzo 2022 in Basilicata,
Calabria, Campania, Lazio e Sicilia, mentre un forte aumento di potenza si
registra in Puglia e Sardegna. Da segnalare che nel 2022 la Basilicata ha
installato 1517 unità di *energy storage* (più 514%), per una capacità
totale di 9 MWh (più 522%) e una potenza pari 18 MWh (più 512%).
Complessivamente le unità sono 1880 con una capacità totale di 13 MWh e una
potenza di 24 MHw. L’invito è dunque ad individuare le motivazioni della
battuta d’arresto che in gran parte sono attribuibili alle procedure
amministrative per il rilascio delle autorizzazioni e che inficiano gli
sforzi di imprese ed amministrazioni comunali. Ha pesato inoltre
l’incertezza normativa per il bonus 110, ma – sottolinea Cestari – per i
sistemi di accumulo di piccola e media taglia un aiuto potrebbe arrivare a
breve con le nuove norme sulle comunità energetiche rinnovabili. Anche i
prezzi di mercato dell’energia elettrica oggi costituiscono una leva. Di
qui l’impegno ribadito dal gruppo Cestari in direzione delle comunità
energetiche rinnovabili. Soprattutto il Sud – dice Cestari – è ricchissimo
di comuni e borghi, spesso distanti dai grandi nuclei urbani e dalle grandi
centrali. Creare una misura ad hoc per spingere la realizzazione di
impianti diffusi in periferia, incentivando peraltro anche l’aggregazione
di cittadini, aziende, enti locali ha un valore non solo di risparmio
energetico ma anche etico, di stimolo alla coesione di cittadini e imprese
ed attività produttive locali. È un’ulteriore opportunità di riscatto per
il Sud.
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