(AGENPARL) - Roma, 8 Agosto 2023 - (AGENPARL) – mar 08 agosto 2023 Emergenza sanitaria, non è possibile andare in vacanza
L’Unità di Crisi sanitaria di Basilicata chiama all’appello le forze
politiche e l’opinione pubblica affinché si faccia subito chiarezza su una
situazione “strana” che farà aggravare ancor di più le liste di attesa con
la chiusura di decine di strutture territoriali.
E’ stata annunciata una incredibile marcia indietro su un provvedimento
(pienamente efficace e vigente) il cui obiettivo era quello di risolvere la
crisi sanitaria in Basilicata che ha allungato oltremodo le liste di attesa
nell’ultimo anno, come ben sa ogni cittadino, avendolo sperimentato sulla
propria pelle e come, tra l’altro, è stato messo in luce dai recenti
rilevamenti empirici.
“Ci sorprende non poco che una norma di legge di cui il Presidente è stato
il primo firmatario e che è stato votata all’unanimità dall’intero
Consiglio – si legge nella lettera inviata dall’Unità di Crisi ai
coordinatori regionali delle forze politiche di Basilicata e, per
conoscenza, anche ai capigruppo del Consiglio Regionale e ai parlamentari
lucani – la cui genesi è frutto di un intenso confronto fra istituzioni e
stakeholders, nell’interesse più alto della salute pubblica, venga lasciata
morire senza una motivazione chiara. Si tratta pertanto di una vicenda dai
contorni quantomeno ‘anomali’ e potenzialmente esplosiva, sia da un punto
di vista politico che sociale che giudiziario”. Ma per quale motivo e cosa
è successo per far sì che una vertenza lunga oltre un anno (che non ha
risparmiato sofferenze e disagi evitabili a pazienti e lavoratori e che
sembrava potesse venire finalmente risolta) sia stracciata all’improvviso
mandando in fumo tutte le soluzioni subito attuabili, benché già tardive
rispetto alle reali necessità dei cittadini? La novità (negativa), causa di
un ulteriore ed inverosimile blocco dell’applicazione dell’art.10 e che
rischia di far naufragare del tutto il lavoro fatto fin qui, con
conseguenze catastrofiche, scaturisce, a detta degli uffici regionali, da
una “presunta incostituzionalità” segnalata dal MEF di due commi del
suddetto articolo. Ma tutto ciò non corrisponde al vero! Infatti “nella
seduta del 26 luglio u.s. il Consiglio dei Ministri ha deliberato la non
impugnabilità della L.R. 11/2023 senza eccezioni (legge di stabilità
regionale)! È palese ed ufficiale quindi che tecnicamente e sostanzialmente
non corrisponde a verità sostenere che il governo nazionale abbia impugnato
la legge di fronte alla Corte costituzionale e per l’effetto meno che mai
si può definirla incostituzionale senza che la Corte si sia nemmeno potuta
pronunciare. Su questa vicenda continuano a persistere aspetti per niente
chiari che l’Unità di crisi si accinge ad affrontare in tutte le sedi
necessarie per evitare che la situazione precipiti in una confusione tale
da demolire il corretto funzionamento delle attività amministrative e delle
istituzioni democratiche.
È chiaro quindi che le motivazioni tecniche non costituiscono un obbligo
per la sua abrogazione, ma si tratta invece di una ben precisa volontà.
Volontà di chi? Della malaburocrazia o della politica? Vale di più un
impegno apparentemente estorto dal Ministero o l’impegno assunto verso il
bene della comunità lucana? Servono quindi immediate azioni e chiarimenti,
serve capire di chi è la responsabilità di tutto ciò. Perciò l’Unità di
Crisi ritiene urgente e doveroso affrontare in modo pubblico e trasparente
gli elementi sui quali le forze politiche attive nel Consiglio Regionale
Lucano debbano avere piena contezza e farsi parte attiva per non far
peggiorare ulteriormente la situazione con un conseguente ed inevitabile
danno per tutta la Basilicata.
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