(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2023 - (AGENPARL) – sab 05 agosto 2023 [image: La via maestra_Banner A4.jpg]
*Comunicato stampa*
Una rete di più di cento associazioni, tra cui Il Forum Italiano dei
Movimenti per l’Acqua, lancia una grande manifestazione nazionale per il 7
Ottobre prossimo a Roma per l’attuazione della Costituzione, per i diritti,
i beni comuni, il lavoro, l’ambiente, la salute, la pace.
La Costituzione italiana – nata dalla Resistenza – delinea *un modello di
democrazia e di società che pone alla base della Repubblica il lavoro,
l’uguaglianza di tutte le persone, i diritti civili e sociali fondamentali* che
lo Stato, nella sua articolazione istituzionale unitaria, ha il dovere
primario di promuovere attivamente rimuovendo “*gli ostacoli di ordine
economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica
e sociale del Paese*”.
Per questo rivendichiamo che *i diritti fondamentali sanciti dalla
Costituzione tornino ad essere pienamente riconosciuti e siano resi
concretamente esigibili ad ogni latitudine del Paese* (da nord a sud, dalle
grandi città alle periferie, dai centri urbani alle aree interne), a
partire da:
? il diritto al *lavoro* stabile, libero, di qualità – fulcro di un modello
di sviluppo sostenibile fondato su nuove politiche industriali– superando
la precarietà dilagante, contrastando il lavoro povero e sfruttato,
aumentando i salari, col rinnovo dei contratti, e le pensioni oltre al
superamento della Legge Fornero. È il momento di introdurre il salario
minimo, dare valore generale ai contratti, approvare la legge sulla
rappresentanza, strumenti essenziali per contrastare i contratti pirata.
? il diritto alla *salute* e un Servizio Sanitario Nazionale e un sistema
socio sanitario pubblico, solidale e universale, a cui garantire le
necessarie risorse economiche, umane e organizzative, per contrastare il
continuo indebolimento della sanità pubblica, recuperare i divari
nell’assistenza effettivamente erogata, a partire da quella territoriale, e
valorizzare il lavoro di cura; investimento sul personale con un piano
straordinario pluriennale di assunzioni che vada oltre le stabilizzazioni e
il turnover, superi la precarietà e valorizzi le professionalità; sostegno
alle persone non autosufficienti; tutela della salute e sicurezza sul
lavoro, rilanciando il ruolo della prevenzione. Solo così si garantisce la
piena applicazione dell’articolo 32 della Costituzione.
? il diritto all’*istruzione*, dall’infanzia ai più alti gradi, e alla
formazione permanente e continua, perché il diritto all’apprendimento sia
garantito a tutti e tutte e per tutto l’arco della vita.
? il contrasto a *povertà* e diseguaglianze e la promozione della giustizia
sociale, garantendo il diritto all’abitare e un reddito per una vita
dignitosa. Il governo va in altra direzione e cancella il Reddito di
cittadinanza lasciando tante persone senza alcun sostegno.
? il diritto a un *ambiente sano e sicuro* in cui vengono tutelati acqua,
suolo, biodiversità ed ecosistemi. Per questo è grave aver tolto dal PNRR
le risorse sul dissesto idrogeologico, tanto più a fronte delle alluvioni
che hanno colpito alcune regioni del Paese e di una crisi climatica che va
affrontata con una transizione ecologica fondata sulla difesa e
valorizzazione del lavoro e di un’economia rinnovata e sostenibile.
? una politica di *pace* intesa come ripudio della guerra e con la
costruzione di un sistema di difesa integrato con la dimensione civile e
nonviolenta.
Questi diritti possono essere riaffermati e rafforzati solo attraverso una
redistribuzione delle risorse e della ricchezza che chieda di più a chi ha
di più per garantire a tutti e a tutte un sistema di *welfare pubblico e
universalistico* che protegga e liberi dai bisogni, a cominciare da
una *riforma
fiscale basata sui principi di equità, generalità e progressività* che sono
oggi negati tanto da interventi regressivi – come, ad esempio, la flat tax
– quanto da una evasione fiscale sempre più insostenibile. Inoltre, *giustizia
sociale e giustizia ambientale* e climatica devono andare di pari passo
nella costruzione di un modello sociale che sia “nell’interesse delle
future generazioni”, come recita l’art. 9 della nostra Costituzione.
Questo modello sociale – fondato su uguaglianza, solidarietà, accoglienza,
e partecipazione – costituisce *l’antitesi del modello che vuole realizzare
l’attuale maggioranza di Governo* con le prime scelte che ha già compiuto
e, soprattutto, con le misure che si appresta a varare, a partire da quelle
che – se non fermate – sono destinate a scardinare le fondamenta stesse
dell’impianto della Repubblica, come:
? l’*autonomia differenziata*, rilanciata con il DDL Calderoli, che porterà
alla definitiva disarticolazione di un sistema unitario di diritti e di
politiche pubbliche volte a promuovere lo sviluppo di tutti i territori;
? il superamento del modello di Repubblica parlamentare attraverso l’*elezione
diretta del capo dell’esecutivo* (presidenzialismo, semi-presidenzialismo o
premierato che sia) che ridurrà ulteriormente gli spazi di democrazia,
partecipazione e mediazione istituzionale, politica e sociale, rompendo
irrimediabilmente l’equilibrio tra rappresentanza e governabilità.
*La Costituzione antifascista nata dalla Resistenza* – nel riconoscere il
lavoro come elemento fondativo, la sovranità del popolo, la responsabilità
delle istituzioni pubbliche di garantire l’uguaglianza sostanziale delle
persone, i diritti delle donne, il dovere della solidarietà, la centralità
della *tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, il ripudio della guerra* come
strumento di risoluzione delle controversie internazionali – ha delineato
un assetto istituzionale che, attraverso la* centralità del Parlamento*,
fosse il più idoneo ad assicurare questi principi costitutivi e a
realizzare un *rapporto tra cittadini/e e istituzioni* che non si esaurisce
nel solo esercizio periodico del voto ma si sviluppa quotidianamente nella
dialettica democratica e nella costante partecipazione collettiva della
rappresentanza in tutte le sue declinazioni politiche, sociali e civili.
Per contrastare la deriva in corso e riaffermare la *necessità di un
modello sociale e di sviluppo che riparta dall’attuazione della
Costituzione, non dal suo stravolgimento*, ci impegniamo in un *percorso di
confronto, iniziativa e mobilitazione comune* che – a partire dai territori
e nel pieno rispetto delle prerogative di ciascuno – rimetta al centro la
necessità di garantire a tutte le persone e in tutto il Paese i diritti
fondamentali e di salvaguardare la centralità del Parlamento contro ogni
deriva di natura plebiscitaria fondata sull’uomo o sulla donna soli al
comando.
*PER QUESTE RAGIONI E A SOSTEGNO DELL’INSIEME DELLE PROPOSTE INDICATE, CI
IMPEGNIAMO A REALIZZARE:*
Il *7 OTTOBRE una grande manifestazione nazionale* a Roma per il *lavoro*,
contro la *precarietà*, per la difesa e l’attuazione della *Costituzione*,
contro l’*autonomia differenziata* e lo stravolgimento della nostra *Repubblica
parlamentare*.
Promotori e adesioni in aggiornamento
Per tutto il materiale: collettiva.it/speciali/la-via-maestra
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