(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2023 - (AGENPARL) – lun 31 luglio 2023 Ufficio Stampa / Press Office
AUMENTO DEL LIVELLO MARINO | Mancanza di consapevolezza
e necessità di partecipazione degli stakeholder nel Mediterraneo
Uno studio condotto tra il 2019 e il 2022 ha rivelato una diffusa mancanza
di consapevolezza dell’aumento del livello del mare tra gli stakeholder costieri del Mediterraneo
Valutare la sensibilità dei cittadini e delle istituzioni pubbliche e private alla percezione
dell’aumento del livello del mare, nonché esaminare le azioni intraprese o pianificate da
questi attori per affrontare la sfida: questo l’obiettivo dello studio “Adapting to sea level rise:
participatory, solution-oriented policy tools in vulnerable Mediterranean areasâ€, condotto dalla
ISOTECH di Cipro nell’ambito del progetto europeo Savemedcoast2, coordinato dall’Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sotto l’egida della Protezione Civile Europea.
L’indagine è stata realizzata dal 2019 al 2022, in particolare in Spagna, Grecia, Italia
(Venezia e Basento) e Cipro, coinvolgendo una selezione di stakeholder provenienti da
differenti settori sociali ed economici, attraverso interviste mirate e incontri specifici, allo scopo
di valutare il loro grado di sensibilizzazione al problema e la loro predisposizione ad affrontare le
conseguenze dell’aumento del livello marino sulle aree costiere e sulle relative infrastrutture
presenti nelle zone di loro interesse.
“I risultati dello studio, che si è avvalso di un Decision Support System DeCyDe-4-SLR
appositamente realizzato dal partner cipriota della Environmental Research and Consultancy
(ISOTECH) per fornire supporto agli stakeholder per facilitarli a decidere azioni di prevenzione e
prendere misure per proteggere le loro coste dall’aumento del livello marino ed eventi estremi come
inondazioni e mareggiate, hanno rivelato che molti degli stakeholder intervistati presentavano una
scarsa consapevolezza del problema†afferma Marco Anzidei, ricercatore dell’INGV e
coordinatore del progetto SaveMedCoasts2. “In generale, questi erano a conoscenza del
fenomeno dei cambiamenti climatici ma non avevano collegato tali fenomeni all’aumento del livello
del mare. La mancanza di percezione e comprensione su questo specifico effetto legato al
riscaldamento globale, è particolarmente evidente tra le figure politiche. Tuttavia, queste spesso si
concentrano su orizzonti temporali molto limitati legati alla durata del loro mandato, in contrasto
con i tempi necessari per affrontare questo problemaâ€.
L’aumento del livello del mare è un problema di portata globale che coinvolge circa un
miliardo di persone in tutto il mondo, di cui circa 400.000 soltanto nella regione
mediterranea.
I danni socio-economici prodotti da questo fenomeno hanno impatti significativi su molte zone
della Terra. Pertanto, è essenziale che gli stakeholder costieri acquisiscano una maggiore
consapevolezza del fenomeno in atto per adottare fin da subito azioni concrete rivolte alla
difesa e alla protezione delle comunità e delle infrastrutture costiere, preparandosi
immediatamente ad affrontare i prossimi cambiamenti.
“Dopo avere individuato e analizzato il livello di consapevolezza tra gli stakeholderâ€, prosegue
Anzidei, “lo studio si è concentrato sulla informazione e comprensione delle cause, degli effetti e sulle
possibili soluzioni da adottare alle zone di rispettiva competenza. Tra i processi individuati, la
politica climatica globale è emersa come un fattore chiave e indispensabile per affrontare il
problema.
PressRelease/ComunicatoStampa
[Roma, 31 luglio 2023]
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Una tra le principali richieste degli stakeholder è stata la necessità di disporre di sistemi capaci di
visualizzare gli scenari attesi nel prossimo futuro. Per rispondere a questa esigenza, i ricercatori
del Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo (CGIAM), partner del progetto,
hanno sviluppato strumenti specifici per la mappatura e la consultazione delle coste studiate che
consentono di visualizzare gli effetti attesi e l’eventuale estensione delle aree maggiormente
soggette ad essere allagate dal mare nei prossimi anni per i differenti scenari climatici indicati
dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Questi strumenti, basati su tecniche di
analisi territoriali webGIS e proiezioni climatiche con dati ad alta risoluzione, saranno a breve
disponibili sul sito Savemedcoast2. Con essi gli stakeholder potranno visualizzare le proiezioni
future delle zone costiere e prendere decisioni consapevoli per mitigare i possibili impatti
ambientali e socioeconomici dell’aumento del livello del mare su zone specifiche, basate sui dati
scientifici.
“Lo studio, avendo messo in evidenza le lacune e le necessità degli stakeholder su questo specifico
problema, costituisce un passo fondamentale per affrontare con maggiore razionalità e
consapevolezza l’aumento del livello marino nel Mediterraneo. Infatti, data la fragilità delle sue
coste, diviene essenziale che tutti gli stakeholder, compresi i decisori politici, comprendano l’urgenza
e l’entità del problema per intraprendere azioni immediate per mitigare gli effetti già in corso. Solo
attraverso un impegno collettivo e una consapevolezza diffusa nella popolazione potremo garantire
la protezione delle nostre coste e delle nostre comunità costiere dall’impatto sempre crescente
dell’aumento del livello del mare e dei rischi a questo collegatiâ€, conclude Marco Anzidei.
Citazione: Loizidou, X.I., L. Orthodoxou, D., I. Loizides, M. et al. Adapting to sea level rise: participatory,
solution-oriented policy tools in vulnerable Mediterranean areas. Environ Syst Decis (2023).
https://doi.org/10.1007/s10669-023-09910-5
Link allo studio:
Adapting to sea level rise: participatory, solution-oriented policy tools in vulnerable Mediterranean areas
Immagini allegate alla e-mail
PressRelease/ComunicatoStampa
Per esempio, gli accordi di Parigi del 2015 sulla riduzione delle emissioni dei gas serra sono un
importante strumento per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi Celsius, sebbene
non vengano rispettati da tutti i Paesi aderenti al Trattato. Tuttavia, per fronteggiare
l’avanzamento del livello marino, l’erosione costiera e l’arretramento della costa è necessario
esplorare soluzioni anche a livello locale che possano andare oltre le tradizionali costruzioni di
barriere, come dighe e sistemi mobili (es. il MoSE a Venezia), includendo sviluppi naturali, come
l’incremento della vegetazione costiera che in sè, è capace di frenare l’erosione marina senza
impattare sull’ambiente naturaleâ€.
Link utili:
ISOTECH di Cipro
Progetto Savemedcoast2
Protezione Civile Europea
Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo
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