(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2023 - (AGENPARL) – lun 17 luglio 2023 COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI PALERMO
COMUNICATO STAMPA
ESEGUITE 20 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE NEL MANDAMENTO DI PORTA NUOVA
Alle prime ore dell’alba di oggi, nella città di Palermo, i militari del Nucleo Investigativo del
Reparto Operativo del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a 20 ordinanze di
custodia cautelare, di cui 7 in carcere, 2 obblighi di dimora e 11 obblighi di presentazione alla
polizia giudiziaria, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo su
richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per i reati di associazione per delinquere di
tipo mafioso, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti,
spaccio di stupefacenti, ricettazione, favoreggiamento personale e porto abusivo di armi, tutti
reati aggravati dal metodo e dalle modalità mafiose.
L’operazione, convenzionalmente denominata “Vincolo”, rappresenta l’ultimo segmento di una
complessa manovra investigativa, svolta in direzione del mandamento mafioso di Porta Nuova,
condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo con il coordinamento della
Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo.
Il provvedimento cautelare consegue, infatti, ad altri recenti provvedimenti restrittivi eseguiti,
ponendosi con essi in continuità sia temporale che logica. Le precedenti fasi della manovra sono
rappresentate, infatti:
– dal fermo del P.M. conseguente all’omicidio di INCONTRERA Giuseppe del 5 luglio 2022;
– dal fermo del P.M. denominato “Vento” del 6 luglio 2022;
– dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere denominata “Vento 2” del 16 luglio 2022;
– dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere denominata “Centro” del 15 dicembre 2022;
– dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere denominata “Centro 2” del 6 febbraio 2023.
Grazie all’importante dispositivo di contrasto a cosa nostra di cui si è dotato il Comando
Provinciale Carabinieri di Palermo, nonché al ricorso sistematico alle più sofisticate tecnologie di
captazione, è stato possibile superare le continue accortezze poste in essere dagli indagati al fine di
sottrarsi alle investigazioni, arrivando ad ottenere acquisizioni di elevatissimo pregio e assoluta
genuinità che hanno confermato, ancora una volta, la piena operatività dell’associazione nel suo
complesso.
L’odierna indagine ha consentito di acquisire un grave quadro indiziario nei confronti dei
destinatari del provvedimento. Il tutto dovrà trovare in seguito conferma nel corso dell’iter
processuale, in ordine ai gravi reati ipotizzati in capo agli indagati. In sintesi, le investigazioni
hanno permesso di:
– far emergere gravi indizi in ordine alla partecipazione all’associazione mafiosa di 7 indagati,
sospettati di far parte delle famiglie di Porta Nuova e Palermo Centro (rientranti nelle
competenze del Mandamento di Porta Nuova), che avrebbero svolto, continuativamente, varie
attività di supporto a vantaggio della struttura associativa e dei suoi presunti capi, già tratti in
arresto con le precedenti operazioni;
– ricostruire la commissione di un episodio estorsivo, per il quale è gravemente indiziato un
affiliato, in danno di un imprenditore nel settore delle scommesse sportive;
– delineare la struttura di una associazione per delinquere, direttamente collegata al mandamento
mafioso, responsabile di un fiorente traffico di stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish,
marijuana e crack. Le sostanze stupefacenti sarebbero state commercializzate in varie piazze di
spaccio, gestite direttamente da affiliati a cosa nostra, ubicate nel territorio del mandamento;
– contestare ai familiari di alcuni soggetti ristretti in carcere, in quanto ritenuti affiliati a cosa
nostra del Mandamento di Porta Nuova, il reato di ricettazione.
Detti familiari, infatti, avrebbero ricevuto, nel tempo, cospicue somme di denaro, provento di
attività illecite conseguenti a vari reati-scopo dell’associazione, che i consociati in libertà, in
ragione del vincolo associativo che li lega ai carcerati, avrebbero destinato al sostentamento dei
detenuti stessi.
Si è proceduto, in due casi, anche al sequestro preventivo delle somme per le quali le indagini
hanno consentito di stabilire l’esatta quantificazione.
È doveroso rilevare che gli odierni destinatari della misura cautelare sono, allo stato, solamente
indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità
Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione
di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della
presunzione di non colpevolezza.
LINK VIDEO: https://we.tl/t-3FpBVsOZw9
Palermo, 17 luglio 2023
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