(AGENPARL) - Roma, 21 Giugno 2023 - (AGENPARL) – mer 21 giugno 2023 **Turismo in Toscana, il 2022 ha segnato la definitiva ripresa dopo la
pandemia**
/Scritto da Federico Taverniti, mercoledì 21 giugno 2023 alle 16:21/
Recuperato quasi completamente, nel 2022, il divario rispetto ai livelli
precrisi sanitaria. Con un'ulteriore crescita confermata anche nel primo
trimestre 2023. Il rapporto Irpet sul turismo in Toscana nel 2022 certifica
la ripresa definitiva dopo i due anni segnati dal Covid. La presentazione
oggi, a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. Lo studio sottolinea quegli
elementi che hanno consentito il rilancio del turismo toscano: ritorno dei
turisti internazionali (in crescita anche quelli nazionali), resilienza e
capacità di adattamento del sistema turistico, ricchezza e la varietà
delle proprie attrattive che fanno della Toscana una delle mete più
richieste a livello mondiale.
Dopo il complicato biennio 2020-21, il 2022 è stato l'anno della riscossa:
+36,6% delle presenze sul 2021 e avvicinamento ai livelli pre-pandemici
(‘solo' -8,2 rispetto al 2019). Protagonista il turismo internazionale:
+92% di presenze rispetto al 2021 (-12% rispetto ai livelli del 2019).
Crescita anche per il mercato nazionale: +5% rispetto al 2021 nonostante la
riapertura delle destinazioni internazionali e divario rispetto al 2019
pressoché azzerato, -3,8%. Confermano il trend anche i dati del primo
trimestre 2023: +36,6% le presenze rispetto al 2022.
Il turismo nel 2019 ha inciso per il 12% del Pil toscano. Il consumo
turistico nel 2022 è sostanzialmente tornato ai livelli del 2019
attestandosi sui 10 miliardi (resta da recuperare ancora il 4,8%). Lo
studio evidenzia una significativa redistribuzione territoriale dei flussi
e del consumo che ha avvantaggiato le destinazioni balneari e in misura
minore le aree rurali a scapito delle maggiori città d'arte e termali. Il
15% del lavoro in Toscana è attivato da settori legati al turismo:
ricettività e ristorazione, servizi culturali e spettacolari, sebbene sia
un'occupazione caratterizzata da stagionalità, concentrazione sulle
qualifiche più basse e salari inferiori rispetto ai settori industriali.
Per crescita nel lungo periodo, Toscana dietro solo alla Lombardia e con
una particolare capacità competitiva nel turismo internazionale. Emerge
una funzione stabilizzatrice dell'economia turistica, in grado di attutire
gli effetti occupazionali delle crisi dei settori manifatturieri e di
aiutare a far sopravvivere le aree interne.
Presenze. Quelle straniere tra il 2021 e il 2022 sono raddoppiate passando
da 12,5 a 24 milioni. Non solo europei (+59,3%) ma soprattutto extraeuropei
(+303,9%) in particolare da America e Oceania. Le presenze USA hanno
registrato un +335,6 rispetto al 2021 praticamente recuperando i livelli
2019. Quelle asiatiche 2022 invece hanno segnato -64,1% in confronto a
quelle 2019. Notevole tuttavia il confronto col 2021: +275,7%, con segnali
molto confortanti dai mercati dell'estremo oriente anche per il 2023.
Ottimo il contributo dai paesi centro-europei di lingua tedesca che, dopo
la crescita del 2021, si consolidano anche nel 2022 con un aumento intorno
al 30%. I flussi nazionali provengono soprattutto dalle regioni del
centro-sud, seppur con un 10% ancora da recuperare rispetto al 2019.
Tipologia ricettiva. Sono soprattutto le strutture alberghiere, in
particolare 4 e 5 stelle, a trainare la ripresa 2022, grazie al ritorno del
turismo di massa nelle città d'arte e di europei ed extraeuropei. I 5
stelle nel confronto 2019-22 sono i più vicini ai livelli pre pandemia,
-4,2%. Il ritardo dei 4 e 3 stelle rispetto al 2019 resta ancora ampio:
ricercati da un turismo con minor capacità di spesa, penalizzato da
inflazione e aumento del costo dei voli. Aumentano invece le presenze in
appartamenti e case affittate su piattaforme online, +38,4% nel 2022 sul
2021, oltrepassando di oltre il 51% i livelli 2019. Buona la performance
delle strutture dedicate al turismo a contatto con la natura e all'aria
aperta, come i villaggi turistici e gli agriturismi. Stabili campeggi e
residence.
Offerta ricettiva. A fronte di una crescita media annua (al netto delle
locazioni turistiche brevi) modesta nel 2008-2019 (+1,1%), con le locazioni
turistiche brevi il dato è più che raddoppiato, +2,6%. Con il Covid
questo tipo di ricettività si è dimostrato il più resiliente in termini
di domanda e il più capace di venire incontro ai bisogni degli utenti. Nel
2022 i posti letto registrati da questa categoria ricettiva hanno
rappresentato un quarto del totale. Crescita, nel periodo 2008-2022, anche
per alberghi a 5 stelle (+79%), 4 stelle (+13%), agriturismi (+66%) e
residence (+17%). Calo per alberghi low cost (-36.4% uno e due stelle) e 3
stelle (-16,9%), in parte spiazzati dalla nuova offerta ricettiva
extra-alberghiera costituita da B&B, affittacamere, e case vacanza
(+23,3%). Stabili campeggi e villaggi turistici.
Territori. Le destinazioni marittime e quelle montane sono le uniche ad
aver pienamente recuperato i livelli 2019: +5,5% e +1,9% rispettivamente.
Quelle collinari si fermano al -4,8%. Netto ancora il ritardo delle città
d'arte, -23,7%, dipendenti dai flussi internazionali. Firenze su tutte, ma
anche Pisa e Montecatini. Note positive invece per la Piana di Lucca e la
Val di Chiana Aretina. Tra gli ambiti con le prestazioni migliori nel 2022
in confronto al 2019, Livorno e la Costa degli Etruschi, Riviera Apuana e
Isola d'Elba tra i balneari, Val d'Orcia, Val di Chiana e Val d'Arno
Aretino tra i collinari. Tra quelli montani Lunigiana, Amiata e Casentino.
Mercato del lavoro turistico. Nel 2022 colmato il divario con il periodo
pre Covid. La ripresa già avviata nel 2021, si è e rafforzata nella
primavera/estate 2022. Aumento confermato anche nei primi due mesi 2023. Le
più penalizzate durante la pandemia e le meno capaci di tornare ai livelli
pre crisi sono state le fasce più precarie del settore, quella giovanile e
femminile. Gli effetti più negativi nelle aree turistiche meno forti e
dove maggiore è la stagionalità dei flussi, in particolare in Versilia.
Nel sud della regione i saldi rispetto al 2019 sono positivi. Il 2022 è
l'anno della piena ripresa della domanda di lavoro turistico nelle due
maggiori città d'arte Firenze e Pisa, e a seguire Siena e Arezzo,
nonostante il loro ritardo ancora ampio in termini di presenze rispetto al
2019.
Tendenze per il 2023: il primo trimestre. Le dinamiche dei flussi turistici
nei primi tre mesi confermano quanto finora osservato. Continua la ripresa
delle presenze del primo trimestre 2022, sebbene a ritmi inferiori. Se
rispetto al 2021 sono stati recuperati circa 1,7 milioni di pernottamenti
(+138,7%), nel gennaio-marzo 2023 rispetto al 2022 l'aumento si ferma a 1,1
milioni (+36,6%). Per pareggiare il divario dal primo trimestre 2019
(-19,6%) restano da riconquistare circa 1 milione di pernottamenti.
Come nel 2022 protagonisti della ripresa sono gli stranieri (+93%), in
particolare extra-europei (+145,6%). Resta per questi ampia la distanza dai
flussi 2019 (-34%), quasi colmata, invece, dagli europei (-5,5%). La
crescita dei mercati nord-americani è costante e sostenuta (+100% sul
2022), ormai raggiunti i livelli 2019 (-1%). Per quelli asiatici,
nonostante la forte ripresa (+256% nel primo trimestre 2023/22), resta
sempre ampia distanza dai livelli 2019 (-54,6%). Dalla riapertura della
regione Asia e Pacifico, avvenuta a partire dalla metà 2022, gli operatori
si attendono un ulteriore rimbalzo della domanda di viaggi verso l'Europa,
prefigurando la possibilità di tornare pienamente ai livelli del 2019.
Ancora ampio il gap sul 2019 di Africa (-39%) e latino America (-21,8%).
Buona la ripresa anche del mercato est europeo (+61,3% sul primo trimestre
2022) ma ancora lontani i livelli 2019 (-35%) a causa delle conseguenze
geopolitiche ed economiche della guerra. I flussi nazionali crescono poco
rispetto al 2022 (+9,8%) e devono ancora colmare quasi il 16% rispetto al
2019. Nel confronto 2022-2023 a livello territoriale si segnala l'aumento
delle città d'arte (+53,9%), delle aree collinari (+40,5%) e montane
(+9,8%), in calo quelle balneari (-8,7%). Tuttavia per le città d'arte il
gap col 2019 resta ancora ampio (-25,5%). Scende al 9,9% per la montagna ed
è quasi colmato per mare e collina (-4%).
Rapporto Irpet turismo 2022
<https://phplist.servizi.tix.it/rt-ToscanaNotizie/lt.php?tid=cpPuTV7G9gmZnuh8j/F6I73AHCR4oR5lhpnso/R1Rs7ReaX0w/DNPbjfeig/QH/E>
Slides presentazione rapporto
<https://phplist.servizi.tix.it/rt-ToscanaNotizie/lt.php?tid=3nmcQajkfbiv7jPAKMmFh73AHCR4oa5lhpnso/R1Rs7ReaX0w/BNPbjfeig/QH/E>
**Turismo, Marras: “Al lavoro con le altre Regioni sulla disciplina delle
locazioni turistiche”**
/Scritto da Federico Taverniti, mercoledì 21 giugno 2023 alle 16:45/
La Toscana nel post pandemia si conferma tra le mete più richieste dal
turismo. In particolare da quello internazionale, quasi tornato nel 2022 ai
livelli del 2019 ed in forte crescita nel primo trimestre 2023. Il rapporto
Irpet sul turismo, presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, ha fornito
utili indicazioni al lavoro che la Regione dovrà impostare in prospettiva.
Alla presentazione sono intervenuti l'assessore all'economia e al turismo
Leonardo Marras, il curatore della ricerca Enrico Conti ed il sindaco di
Montepulciano nonché responsabile turismo per Anci Toscana Michele
Angiolini.
“Il Rapporto ci racconta che alcuni fenomeni stanno emergendo – ha
commentato l'assessore Marras -. Innanzitutto ci dice che è sempre
maggiore la componente del turismo straniero, ed in particolare quello
europeo, e quest'ultimo deve diventare sempre più il mercato di
riferimento per la Toscana. In secondo luogo vediamo che le destinazioni
che consolidano la loro attrattività non sono solo quelle che si stanno
riscattando dal post pandemia, come le città d'arte e quelle ancora in
difficoltà, ma soprattutto quelle non troppo conosciute e che invece sono
ancora molto ricercate. Questo ci impone anzitutto di lavorare con
attenzione particolare sull'organizzazione dell'offerta, che deve essere
messa in condizione di utilizzarne al massimo le potenzialità. Su questo
ultimo aspetto siamo impegnati per modificare la normativa attuale. Occorre
infine prevedere azioni promozionali mirate, con particolare attenzione ai
paesi europei e al Nord America”. Il rapporto prende in considerazione
anche il boom delle locazioni turistiche. “La Toscana – ha aggiunto
Marras – intende stare dentro al dibattito nazionale appena partito, sulla
base della proposta di legge della ministra Santanchè che, insieme a tutte
le altre Regioni, abbiamo giudicato largamente insufficiente per governare
un fenomeno così rilevante del turismo italiano. Abbiamo formalizzato
insieme agli altri assessori regionali un documento di proposte e, anche
nella revisione del Testo Unico regionale del turismo, inseriremo norme che
accompagneranno il dibattito nazionale in modo da inquadrare nel modo più
corretto questa tipologia di offerta turistica”.
“Dalla ricerca – ha detto Conti – emergono anzitutto la resilienza e la
competitività della Toscana: destinazione top in Europa che affronta la
pandemia e riesce a superarla con numeri che si consolidano in positivo. La
Toscana può contare su varie offerte che sfruttano la ruralità e tutto
quello che è legato al turismo esperienziale e outdoor. Un turismo che si
sviluppa non solo nelle aree interne ma anche in quelle balneari,
nell'immediato entroterra. Qui i nuovi turisti post covid hanno trovato
ciò che cercavano. E poi le destinazioni d'arte, che hanno sperimentato un
grande rimbalzo nel 2022 e in quello in corso. Sono arrivati e arrivano
più europei, manca ancora l'Asia ma il recupero è notevole: non siamo
ancora ai livelli 2019 ma la ripresa è impetuosa e il divario è stato
pressochè azzerato”.
“La ripresa dell'economia legata al turismo – ha spiegato Angiolini – è
di fondamentale importanza: a marzo 2020 non ci saremmo mai aspettati di
tornare così presto ai livelli pre Covid. I risultati che abbiamo
raggiunto sono frutto di una nuova compattezza di tutti i soggetti
coinvolti: Comuni, Regione, Toscana Promozione hanno lavorato insieme e i
tanti eventi che abbiamo organizzato insieme lo dimostrano, come il
percorso di Ambitour, che porta gli amministratori a scoprire i nostri 28
ambiti. In questo quadro, dobbiamo anche far tesoro dell'esperienza del
turismo di prossimità che abbiamo avuto durante la pandemia; è necessario
migliorare i servizi infrastrutturali e digitali, per qualificare non solo
il turismo, ma anche la vita dei residenti”.
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