(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2023 - (AGENPARL) – ven 16 giugno 2023 BCsicilia
Per la salvaguardia e la
valorizzazione
dei beni culturali e
ambientali
Comunicato stampa
Ultimi appuntamenti di BCsicilia
per la conclusione delle “Giornate Europee dell’Archeologia”: Bagheria, Termini Imerese, Ficarra,
Agira, Riesi
Ultimi appuntamenti di BCsicilia per la conclusione delle “Giornate Europee
dell’Archeologia”. Domenica 18 Giugno 2023, sono previste cinque iniziative che
si terranno a Bagheria,
Termini Imerese, Ficarra, Agira, Riesi. Si inizia alle ore 9,30 alla scoperta dell’antica Solunto: visita guidata alla
necropoli e alla città alta, mentre alla stessa ora a Termini Imerese si va sulle tracce di Terravecchia, l’antico
quartiere di distrutto nel XVI sec. Alla ore 10 a Ficarra
iniziativa “Nel regno di Thea: visita guidata alla Grotta San
Teodoro di Acquedolci” e alle ore 10,30,
ad Agira, inizia la visita guidata all’antico Quartiere arabo delle
Rocche, infine
a Riesi, alle ore 19,00, si presenta il libro “Gli Shekelesh e la rivoluzione dei Popoli del Mare” di Claudio D’Angelo.
“Abbiamo aderito con entusiasmo alle
Giornate Europee dell’Archeologia –
afferma il Presidente regionale di BCsicilia Alfonso Lo Cascio – tanto che su
23 appuntamenti che sono stati proposti nei tre giorni, in tutta l’isola, ben
15 erano targati BCsicilia. Riteniamo che si tratti ogni anno di una formidabile
occasione per conoscere e valorizzare, anche fuori del nostro contesto nazionale, il patrimonio
archeologico della Sicilia, una
opportunità per mettere in luce la molteplicità
e la diversità dell’eredità culturale che ci è stata tramandata, all’interno di una prestigiosa iniziativa di respiro europeo a cui
aderiscono più di 30 paesi del vecchio continente”.
In dettaglio i cinque
appuntamenti
Bagheria
Alla scoperta dell’antica Solunto: visita
guidata alla necropoli e alla città alta
Domenica 18 Giugno 2023 – ore 9,30
Appuntamento: Via Consolare, 227 – Santa Flavia
Lat. = 38.08047 Long. = 13.53110
Presentazione di Maria Giammarresi, Presidente BCsicilia sede di
Bagheria. La visita è a cura dell’archeologa Antonia Imboccari.
Nel comune di Santa Flavia in provincia di Palermo a 235 mt dal mare,
giacciono le rovine della sontuosa Solunto. Città punica ellenizzata, distrutta dai Siracusani e ricostruita sul monte intorno alla metà del
sec. IV a. C., abitata dai romani e abbandonata intorno al II sec. d.C. In
questa città tirrenica, dove si stanziarono ex mercenari militanti in Africa,
Greci, Libici, Sanniti, e Tirreni, si congiungono culture eterogenee. Visitando
la città è possibile verificare la
confluenza delle differenti culture. Nella seconda metà dell’Ottocento, la
costruzione della linea ferrata Palermo-Termini, portano in luce delle camere sepolcrali. Le
tombe intagliate nel banco roccioso, sono a camera ipogeica con ambulacro di accesso
o del tipo a cassa e a fossa rettangolare.
Termini Imerese
Sulle tracce di Terravecchia, l’antico quartiere di distrutto
nel XVI sec.
Domenica 18 Giugno 2023
– ore 9,30
Appuntamento: Piazza Duomo – Termini
Imerese
Lat. = 37.98698
Long. = 13.69510
Presentazione
di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia e di Francesco Marramaldo,
Presidente di HimerAzione. La visita sarà guidata da Antonio Contino, Storico
del Territorio.
Nel 1567, un evento
meteorologico temporalesco ad elevata attività elettrica atmosferica provocò
l’accensione ed esplosione della polveriera ubicata nel mastio del Castello di Termini Imerese, posto
sulla vetta calcarea, danneggiando notevolmente le strutture. L’esplosione, per la ricaduta di materiale
igneo incendiò il sottostante centro storico medievale, la cosiddetta Terravecchia (cioè la Città Vecchia, l’antico nucleo urbano
ellenistico-romano
e medievale murato). L’incendio fu di vaste proporzioni distruggendo interi
quartieri ad elevata densità abitativa, dove dominavano materiali altamente
combustibili, quali il legno e la paglia.
La Terravecchia, che dava già segni di
vetustà, divenne un settore
urbano “fantasma”, non risorgendo mai più, nonostante varie ordinanze (1596-97,
1651) emesse allo scopo di riportarla «al
pristino stato». Inoltre, soprattutto negli anni 70’ ed 80’ del
Cinquecento, un ampio settore della Terravecchia
fu incorporato nel perimetro castrense tramite una cinta di fortificazioni
bastionate «alla moderna» e tale militarizzazione contribuì alla scomparsa
definitiva dell’edificato superstite. Infine, gran parte del quartiere ubicato
a mezza costa che estendeva sul sito dell’attuale Via Serpentina Paolo Balsamo
fu particolarmente danneggiato e definitivamente distrutto, tanto che sino ad
oggi appare spoglio di abitazioni. Oggi vi si osservano soprattutto le tracce
dell’originario edificato romano come testimonia la presenza di strutture
murarie, ad opus caementicium ed
opus reticulatum.
Un affascinante
viaggio alla riscoperta delle tracce archeologiche e documentarie relative
all’antica Terravecchia di
Termini Imerese ed alle vicissitudini storiche di questo antico settore urbano
della città Splendidissima.
Ficarra
Nel regno di Thea: visita guidata alla Grotta San Teodoro di Acquedolci
Domenica 18 Giugno 2023 – ore 10,00
Appuntamento: Via Logge – Ficarra
Lat. = 38.11085
Long. = 14.82654
Presentazione di Cettina Giallombardo, Presidente BCsicilia sede di
Ficarra e di Mauro Cappotto, Consiglio Direttivo BCsicilia sede di Ficarra. La visita è a cura
dell’archeologa Sara Natoli.
La grotta di San
Teodoro si apre a 140 metri sul livello del mare sulla parte rocciosa del pizzo
Castellaro, propaggine settentrionale dell'imponente monte San Fratello, a
circa 2 km dal centro abitato di Acquedolci, in provincia di Messina. Deve
questo nome ai monaci Basiliani che intorno al mille si rifugiarono al suo
interno, in fuga dall’oriente iconoclasta. La grotta, formatasi in seguito ad
un fenomeno carsico verificatosi all’incirca otto-dieci milioni di anni fa,
conserva una documentazione molto importante della storia della Sicilia, in
termini di popolamenti di animali, ormai estinti, e di resti dell'uomo
preistorico. La prima segnalazione della grotta di San Teodoro e dei depositi
paleontologici e paleoetnologici ubicati al suo interno e sul talus ad essa antistante, si deve alla
esplorazione del Barone Anca che nel 1859 eseguì un primo saggio di scavo. Egli
notò che all'interno vi erano depositi del Paleolitico superiore e nell’ampio
saggio che fece all'ingresso della grotta trovò un sedimento che conteneva
resti di animali (elefante nano, iena, cervo, cinghiale, orso, asino). Indagini
successive furono condotte da Vaufray, Graziosi e Maviglia. La grotta di San
Teodoro fu abitata dall’uomo tra i 12.000 e gli 8.000 anni a.C. l’ultimo
periodo del Paleolitico Superiore. La singolarità e l’importanza della grotta è
data dal ritrovamento delle prime sepolture paleolitiche siciliane: sono cinque
crani e due scheletri eccezionalmente completi che per primi hanno consentito
una conoscenza approfondita degli antichi abitanti della Sicilia. La
testimonianza più importante è data dal ritrovamento dei resti fossili di una
donna di circa 30 anni, alta 164 cm alla quale è stato attribuito il nome di
Thea (dal latino Theodora) per collegarlo a quello della grotta.
Agira
Visita guidata all’antico Quartiere arabo delle Rocche
Domenica 18 Giugno 2023
– ore 10,30
Appuntamento: Piazza
Garibaldi – Agira
Lat. = 37.656998
Long. = 14.522581
Presentazione
Gaetana La Mela, Presidente Associazione “Il Girasole”.
Il quartiere di Agira, compreso
all’incirca tra la via Diodorea e la via Raddusa, è caratterizzato da un
tessuto urbanistico arabo, con la tipica articolazione delle strade nei tipi
fondamentali: shàri (strada principale, pubblica), durub (strada secondaria,
senza uscita ma con un notevole articolazione, semipubblica), azikka (vicolo
cieco, privato, da esso si accede alle abitazioni di uno stesso ambito
familiare). Il tessuto urbanistico che rispecchia un’organizzazione sociale
legata al clan, alla famiglia estesa; un modo di organizzare la città basato
sui «due pilastri dello stato, la vita familiare (munahahat) e la generalità
delle cose che gli uomini hanno in comune (musàrakàt).Riesi
Presentazione del libro “Gli
Shekelesh e la rivoluzione dei
Popoli del Mare” di Claudio
D’Angelo
Domenica 18 Giugno 2023
– ore 19,00
Centro Polivalente Auditorium
“F. Scroppo” Viale Don Bosco, 30 – Riesi
Lat. = 37.27991
Long. = 14.08273
introduce Santina Rosa Sanfilippo. Sarà presente l’autore.Il libro è frutto di una ricerca molto
dettagliata che ha impegnato D’Angelo in un lavoro d’équipe, con il glottologo
prof. Enrico Caltagirone, il geo-archeologo prof. Francesco Torre, l’esperto di
culture arcaiche Roberto Giacalone, la
linguista ed antropologa Cecilia Marchese, il professore Dario Palermo
Ordinario di Archeologia Classica presso le Università di Torino e di Catania.
Ricordiamo anche Lia Savarino studiosa e collaboratrice di Claudio D’Angelo,
nonché sua compagna di vita. Gli Shekelesh, posti al centro della
coalizione dei Popoli del Mare, spinti dalla crisi alimentare di una lunga
carestia, per l’innalzamento delle temperature e la persistente siccità,
decisero nel corso del 1200 a.C. di darsi alla pirateria per intercettare i
rifornimenti granari che dall’Egitto percorrevano le rotte commerciali del
Medio Oriente. Successivamente i Siculi,
marinai-guerrieri-pirati, ritornarono stabilmente in Sicilia, intorno al 1000
a.C. e saranno contrapposti in Sicilia ai discendenti degli antichi Siculi (i
Sicani). Sta il fatto che i Sicani si
attestarono al centro della Sicilia, da Enna verso occidente, sulle alture ben
difendibili. Ci rimangono le sepolture, i manufatti, la descrizione a
posteriori di alcuni riti religiosi, quello verso la Dea Madre, storie
agganciate al Mito come quella su Dedalo, Cocalo e Minosse, Orione, Scilla e
Cariddi, alcuni luoghi di osservazione astronomica, e i toponimi. L’azione dei
Popoli del Mare è stata una vera e propria rivoluzione. Un mondo era cambiato e
Claudio D’Angelo in questo suo libro ne segue l’itinerario storico fin oggi
conosciuto, aggiungendo intuizioni ed ipotesi interessanti.
In allegato alcuni luoghi oggetto delle visite guidate.
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