(AGENPARL) - Roma, 13 Giugno 2023 - (AGENPARL) – mar 13 giugno 2023 Comuni di Almese, Avigliana, Borgone Susa, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Caselette, Chianocco,
Chiusa di San Michele, Condove, Mattie, Mompantero, Novalesa, San Didero, San Giorio di Susa,
Sant’Ambrogio di Torino, Sant’Antonino di Susa, Susa, Vaie, Venaus, Villar Dora, Villar Focchiardo
COMUNICATO STAMPA
Bussoleno, 13 giugno 2023
TERRE DI SACRA, TERRE LENTE
Presentato il piano di sviluppo di territoriale
che pone al centro la Sacra di San Michele e la sua candidatura a bene UNESCO
È stato presentato oggi, nella prestigiosa cornice della foresteria della Sacra di San Michele,
“Terre di Sacra, Terre lente”, il piano di sviluppo a base culturale destinato al territorio che
circonda l’importante bene faro della Valle di Susa e simbolo della Regione Piemonte. Un
documento operativo programmatico a breve e medio periodo, che racchiude le progettualità
per la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, inquadrate nel sistema economico
sociale territoriale, con un’attenzione costante agli obiettivi dell’Agenda Europea della Cultura
e del PNRR. Interventi strategici che vedono nella cultura l’asse portante della progettualità,
ma che si compenetrano e interagiscono anche con gli altri asset della progettazione territoriale,
a cominciare dal percorso di candidatura a patrimonio UNESCO dell’Abbazia.
Un piano frutto del tavolo di lavoro “Terre di Sacra”, nato informalmente nel 2016 e
formalizzato nel 2019. I fondatori all’epoca furono i Comuni di Avigliana, Chiusa di San
Michele, Sant’Ambrogio di Torino e Valgioie, con capofila l’Unione Montana Valle Susa; a
questi si aggiunsero l’associazione Amici della Sacra, il Gruppo DAI Impresa e,
successivamente, i Comuni di Vaie e Giaveno.
Nonostante le fondamenta fossero state gettate alcuni anni fa, come ha spiegato Andrea
Archinà, vicepresidente dell’Unione Montana Valle Susa (ente capofila del progetto) e
sindaco di Avigliana: “Quando la Regione ci invitò a presentare i progetti per candidarli al
PNRR, ci rendemmo conto che mancava consapevolezza complessiva sulla strategia: ognuno
aveva una propria visione del territorio e del suo sviluppo. Dopo una mappatura delle
progettualità, abbiamo quindi capito che necessitavamo di un supporto tecnico e ci siamo
rivolti a Promo PA, la cui consulenza è stata finanziata dalla Consulta. Come Unione abbiamo
fatto la stessa cosa, realizzando un piano di sviluppo complessivo del territorio, presentato a
marzo, di cui Terre di Sacra è una parte. Grazie a questa comunione d’intenti e a un’analisi
del territorio e dello stato dei progetti, oggi possiamo trovare il modo di finanziarli”.
Presupposti che fanno capire, secondo il rettore della Sacra don Claudio Papa, come:“qui si
stia puntando molto in alto, realizzando una proposta che avrà importanti ricadute,
economiche e non solo”. Ma per far portare avanti un progetto di tale portata, è necessaria la
collaborazione di tutti, come ha evidenziato l’assessore regionale a Cultura, Turismo e
Commercio Vittoria Poggio: “Qui i sindaci hanno scelto di non coltivare più ciascuno il
proprio orto, ma di guardare più in là, ad un progetto importante che valorizza un bene faro”.
Unione Montana Valle Susa – Via Carlo Trattenero 15 – 10053 – Bussoleno
Sito internet: www.unionemontanavallesusa.it
Linea su cui converge la sindaca di Sant’Ambrogio Antonella Falchero, per la quale: “noi
amministratori abbiamo una missione importante: rendere i cittadini consapevoli di cos’è la
Sacra e qual è il suo valore storico, architettonico, culturale e trasferire questa consapevolezza
alle nuove generazioni”. Concorde anche il presidente della Consulta Valorizzazione Beni
Artistici e Culturali di Torino Giorgio Marsiaj, che ha sottolineato come: “la cultura è la
ricchezza più importante del Paese”.
Il piano “Terre di Sacra, Terre lente”
Il piano, sostenuto dalla Consulta per la Valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino e
realizzato da Promo PA Fondazione, è stato sviluppato con la collaborazione dei Comuni
partner dell’Accordo Terre di Sacra, della Sacra di San Michele e di una serie di stakeholder
locali coinvolti nel processo di crescita del territorio. Il documento è basato su due punti:
cultura e sviluppo sostenibile, da cui il claim “Terre di Sacra, Terre lente”. Partendo da
un’analisi puntuale di tutti i progetti presentati dagli Enti del territorio, si è arrivati
all’individuazione di 4 macro settori di intervento: connettività e accessibilità (sia intese come
rete viaria, che come digitalizzazione), turismo lento e silver tourism, welfare culturale,
sviluppo sostenibile. I progetti sono stati quindi suddivisi per ambito di pertinenza a seconda
del loro legame con il culto micaelico, la Via Francigena, o lo sviluppo green del territorio
(comunità energetiche e green communities).
Partendo dall’analisi delle criticità, come ad esempio la mobilità attorno all’abbazia, il piano è
andato ad individuare le progettualità che possono determinarne una soluzione, in questo caso,
tra le altre, un hub presso il Comune di Sant’Ambrogio. Elemento importante è anche la
riqualificazione dei beni attorno alla Sacra, come la Cava D’Andrade sul territorio di Chiusa e
la Chiesa di San Bartolomeo ad Avigliana. Beni che dovranno essere messi in rete, con
l’obiettivo di realizzare un sistema museale diffuso. E poi occorrerà lavorare sulla ricettività,
con lo sviluppo di strutture già esistenti, come l’area camper di Chiusa di San Michele, o in via
di realizzazione, come l’Ostello del Pellegrino, sempre a Chiusa.
Tanto già esiste, ma su molto bisognerà lavorare, anche investendo sulle competenze, perché
questo piano si realizzi.
La Candidatura UNESCO della Sacra
Tassello importante del puzzle è la candidatura della Sacra di San Michele a patrimonio
dell’umanità. Candidatura che procede, anche se si tratta di un processo complesso e
potenzialmente ancora lungo, come spiegato da Giulio Mondini, chair holder della Cattedra
UNESCO. Per diventare bene UNESCO infatti, sono necessari alcuni requisiti essenziali:
rispondere ai principi di autenticità, integrità, universalità ed eccezionalità, rispettare almeno 1
dei 10 criteri che identificano un bene come patrimonio dell’umanità e distinguersi dai territori
già iscritti attraverso un’analisi comparativa.
Nel caso della Sacra, il “pretesto” per la candidatura seriale sua e degli altri 7 siti è dato dal suo
essere espressione del monachesimo benedettino, che ha avuto impatto sulla crescita culturale
delle civiltà medievale, ha realizzato complessi architettonici e artistici di straordinaria bellezza
che si inseriscono nel contesto naturale conservando l’ambiente, e a costruito sedi in cui il
patrimonio universale di conoscenze è stato per secoli recuperato e conservato.
“Oggi siamo ad un momento cruciale”, ha spiegato Mondini, “qualche settimana fa al
Ministero della Cultura ha preso le redini del processo: un passo di grande importanza, già
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molto difficile da raggiungere”. Nel prossimo mese, verranno quindi creati un comitato di
pilotaggio (pubblico), un comitato scientifico e gruppo tecnico (fondazione Links: Compagnia
San Paolo e Politecnico Torino), che si occuperà di redigere il dossier di candidatura. A
settembre ci sarà quindi il cosiddetto “preliminary assessment”: l’incontro con ICOMOS, ente
che si occuperà di valutare la validità della candidatura e che entro un anno (settembre 2024)
dovrebbe dare il suo responso. Lì inizierà poi il vero accesso alla candidatura che dovrebbe
portare la Sacra tra gli altri beni patrimonio dell’umanità.
La strada è però ancora lunga e complessa e per far sì che la candidatura possa procedere senza
intoppi è necessario che si risolvano prima le diverse criticità, come ad esempio la viabilità, già
mappate nel piano “Terre di Sacra, Terre lente”. Anche dall’attuazione di quest’ultimo,
dipendono le sorti della proposta.
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