(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2023 - (AGENPARL) – ven 26 maggio 2023 fine della fase di commissioning della camera ottica JANUS a bordo della
sonda ESA JUICE. Lo strumento, realizzato da Leonardo sotto la
responsabilità dell’ASI e con il contributo e la guida scientifica
dell’Università Parthenope di Napoli e dell’INAF, ha "fotografato" un campo
stellare attorno a eta Cyg, una stella binaria visibile nella costellazione
del Cigno a circa 135 anni luce dal Sistema solare.
*ALLEGATI MULTIMEDIALI:*
*janus-camera:*Foto della camera JANUS prima di essere stata installata a
bordo della sonda JUICE. Crediti: Leonardo, DLR, IAA
*janus_eta_cyg.gif*Sequenza di immagini acquisite da JANUS su un'area di
cielo di 1,3 x 1,7 gradi intorno a eta Cyg (la dodicesima stella in ordine
di luminosità nella costellazione del Cigno) e molte altre stelle che
appaiono man mano che il tempo di integrazione aumenta da circa 2 a 200
millisecondi. Crediti: team JANUS/INAF
[image: image.png] [image: image.png]
26 maggio 2023
JUICE: LA CAMERA JANUS APRE GLI OCCHI
Conclusa positivamente la cosiddetta fase di commissioning – cioè di
collaudo – dello strumento ottico realizzato da Leonardo sotto la
responsabilità dell’ASI e con il contributo e la guida scientifica
dell’Università Parthenope di Napoli e dell’INAF
Lo strumento Jovis, Amorum ac Natorum Undique Scrutator (JANUS) ha superato
a pieni voti la fase di commissioning, vale a dire un vero e proprio
collaudo durante il quale – a 8 milioni di km dalla Terra – ha aperto i
suoi “occhi” elettronici inviando ai tecnici e ai ricercatori la cosiddetta
“prima luce”, cioè la sua prima serie di immagini. La camera ottica, che
viaggia ormai da poco più di un mese
<https://www.media.inaf.it/2023/04/14/lancio-juice/> a bordo della sonda
ESA Jupiter Icy Moon Explorer (JUICE), è stata progettata per studiare la
morfologia ed i processi globali regionali e locali delle lune ghiacciate
di Giove e per eseguire la mappatura delle nubi del gigante gassoso. Lo
strumento è stato realizzato da Leonardo sotto la responsabilità
dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con il contributo e la guida
scientifica dell’Università Parthenope di Napoli e dell’Istituto Nazionale
di Astrofisica (INAF).
La scorsa settimana, la camera JANUS è stata messa in funzione e comandata
quasi in tempo reale dall'European Space Operation Center (ESOC) a
Darmstadt, per verificare tutte le sue funzionalità hardware e software. Lo
strumento italiano è equipaggiato con un sistema di 13 filtri (5 a banda
larga e 8 a banda stretta) distribuiti nell’intervallo spettrale dal
visibile al vicino infrarosso (0.34 – 1.08 micron). Il sistema
catadiottrico del telescopio definisce un campo di vista rettangolare di
1.29° × 1.72° e permette di raggiungere la risoluzione spaziale di 7 metri
nella fase orbitale intorno a Ganimede a 500 km dalla superficie, e di
circa 10 km per le immagini dell’atmosfera di Giove. JANUS permetterà
dunque l’acquisizione di immagini multispettrali a una risoluzione e con
una estensione 50 volte migliore che in passato, garantendo notevoli passi
in avanti nella conoscenza di questi mondi esotici. La camera include anche
un computer con un software che controlla tutte le funzionalità dello
strumento, riceve i comandi e invia telemetria e dati a terra attraverso
un'interfaccia satellitare.
“JANUS è stato progettato per rispondere a molte domande scientifiche della
missione JUICE”, afferma Pasquale Palumbo (INAF di Roma), Principal
Investigator del team che ha progettato, testato e calibrato la fotocamera.
"Lo strumento è molto flessibile, possiamo ottimizzare i parametri di
acquisizione per i diversi obiettivi, requisiti di osservazione e
condizioni che la camera dovrà affrontare".
JANUS è ottimizzato per lo studio della morfologia globale, regionale e
locale della superficie delle lune ghiacciate di Giove e per il
monitoraggio dell’atmosfera del pianeta. Con JANUS sarà inoltre possibile
studiare gli strati esterni (fino alla troposfera) dell'atmosfera di Giove
e approfondire lo studio della magnetosfera in cui Giove e i suoi satelliti
sono inseriti e le complesse interazioni che avvengono nel sistema.
Le attività svolte durante la fase di commissioning hanno incluso un
controllo completo dell'hardware, con tutti i sottosistemi attivati e
monitorati attraverso le relative telemetrie, il comando di diverse
impostazioni di configurazione e l'esecuzione di operazioni scientifiche
per verificare le condizioni nominali della catena di acquisizione (dal
rivelatore all'interfaccia con il veicolo spaziale).
Barbara Negri, Responsabile Unità Volo Umano e Sperimentazione Scientifica
dell’ASI, commenta: “JANUS ha rappresentato una significativa evoluzione
tecnologica delle camere ottiche impiegate nelle missioni di esplorazione
del sistema solare. La realizzazione di questo strumento è stata molto
complessa e sfidante, ma la società Leonardo ha centrato pienamente
l’obiettivo, che permetterà di fare notevoli passi avanti nella conoscenza
di queste lune, candidate ad ospitare eventuali forme di vita”.
Il comportamento del sistema ottico è stato verificato anche osservando un
campo stellare attorno a eta Cyg, una stella binaria visibile nella
costellazione del Cigno a circa 135 anni luce dal Sistema solare. La serie
di “scatti” fotografici ha confermato il buono stato dell'allineamento
ottico critico di JANUS e l'integrità degli elementi ottici. “Un rapido
sguardo ai dati acquisiti suggerisce che quasi tutto era nominale. Dopo
questa intensa sessione sul campo, possiamo dire: abbiamo uno strumento
(completamente commissionato)!”, conclude Palumbo.
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Per ulteriori informazioni:
Leonardo è responsabile industriale per la realizzazione, integrazione e
test dello strumento JANUS, con il contributo di sottosistemi dal DLR di
Berlino, CSIC-IAA di Granada e CEI-Open University di Milton Keynes. Le
Agenzie Spaziali Italiana, Tedesca, Inglese (ASI, DLR e UKSA), con il
Ministero della Ricerca Spagnolo, sono i principali finanziatori del
progetto. JANUS è stata sviluppata da un team internazionale composto da
Istituti e ricercatori situati in Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna,
Francia, USA, Giappone e Israele. Il team è guidato dall'INAF-IAPS e
include partecipanti anche da altri Istituti INAF (gli Osservatori di
Padova, Roma e Catania), dal CISAS-Università di Padova e da altri istituti
di ricerca e università.
Contatti:
Cordiali saluti,
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