(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2023 - (AGENPARL) – ven 05 maggio 2023 Salvatore Esposito, attore e scrittore, è intervenuto nello Speciale scudetto, in onda su Radio Marte: «Ho festeggiato in famiglia, anche con la bassotta Lola, che ha abbaiato al gol di Osimhen. Una gioia immensa, per un campionato stradominato. Un record i punti di vantaggio con cui si è vinto rispetto alla seconda classificata. C’erano giornalisti a Napoli e non che prevedevano un calo degli azzurri a gennaio non so sa per quali doti di veggenza: la risposta è arrivata sul campo ed ha smentito tutti. La soddisfazione più grande sono le prime pagine de L’ Equipe, del Telegraph. Siamo orgogliosi di questa squadra, che ha vinto accendendo i riflettori su questa città. A New York hanno festeggiato da Ribalta, hanno blindato la città con i tifosi del Napoli. Questo scudetto è di De Laurentiis: in questi anni è stato accusato di non voler vincere, di non investire, è stato invitato ad andare via. Questo scudetto è la sua rivincita e la dimostrazione di quanto noi tifosi a volte siamo troppo superficiali ed approssimativi nei giudizi. Anche Spalletti fu messo in discussione alla fine dello scorso campionato. Questo scudetto è una lezione che viene a farci capire che a volte è meglio stare zitti. Il presidente ne avrebbe meritati altri, di scudetti, che non sono arrivati per altri motivi. È lo scudetto del presidente per aver preso Giuntoli e Spalletti. Inizio di un ciclo? Spalletti è il top player che non deve essere ceduto per nessuna cifra. Grandi club si fionderanno su Osimhen e Kim, per i quali arriveranno offerte irrinunciabili. Anche per Kvaratskhelia arriveranno ma credo resterà almeno il prossimo anno. Chi il Napoli non deve cedere è proprio Spalletti, il migliore in Italia per valori tecnici e tattici e anche l’allenatore in grado di valorizzare e far crescere i suoi calciatori più di chiunque altro. Il Napoli ha vinto con il sesto monte ingaggi della Serie A. Napoli fuori dalla Champions per gli arbitraggi? Mi pare chiaro ed evidente. Se mi piacerebbe interpretare per fiction De Laurentiis? Credo che il Presidente sia più unico che raro: il più pazzo del mondo, come hanno scritto i tifosi in Curva B. Solo un pazzo visionario come lui poteva pensare di comprare una società fallita e promettere a tutti che avrebbe vinto lo scudetto nel giro di venti anni. Quante squadre hanno fatto un percorso simile? Spero i tifosi facciano mea culpa nei confronti di De Laurentiis, Giuntoli, Spalletti, Meret, Mario Rui e gli stessi Kim e Kvaratskhelia»
Enrico Fedele, dirigente sportivo, è intervenuto nello speciale Scudetto di Radio Marte: «Il Napoli ha stravinto il campionato, in modo sano e pulito. Merito soprattutto della presidenza, che ha saputo tenere i conti a posto. Questo tricolore è il premio per una programmazione giusta e coraggiosa. Non sono convinto sia l’inizio di un ciclo vincente, però: la società ha fatto un gran lavoro, Spalletti è stato un grande allenatore, la linea programmatica è tracciata. Non ci resta che attendere l’evoluzione della programmazione, dando fiducia a De Laurentiis che è sempre riuscito a scegliere il meglio per il Napoli’.
Antonio Corbo, editorialista de La Repubblica, è intervenuto nello speciale Scudetto di Radio Marte: «Questo scudetto ha il sapore dell’operatività, dell’onestà, della lungimiranza. L’altro volto del capoluogo campano: mentre la bella Napoli festeggiava per lo scudetto, c’era un ragazzo di 26 anni che moriva per un episodio di camorra che nulla ha a che vedere con i festeggiamenti. Sono le due facce di Napoli: una ride, l’altra piange. La camorra occupa ancora uno spazio in cronaca e rappresenta il buco nero di questa bellissima città, un buco nero difficile da estirpare. Per quanto riguarda i festeggiamenti, invece, le istituzioni hanno dato prova di fattiva operosità, una bellissima pagina nella storia di questa città. Il campionato è finito con lo scudetto del Napoli, non è finita la persecuzione del destino nei confronti della città: la trattativa ricca di polemiche per il contratto di Spalletti ne è dimostrazione. Ora è difficile spartire i meriti dell’impresa egregiamente compiuta sul campo: De Laurentiis e Spalletti sono convinti di essere – ciascuno – il protagonista di questa vittoria. Bisogna riportare tutti alla saggezza per il bene comune. Questa vittoria è figlia della cooperazione tra tutte le parti della Società, bisogna proseguire tutti insieme: Giuntoli, De Laurentiis, Spalletti, squadra. Il bene comune è il Napoli. Attacco di De Laurentiis alla UEFA per gli arbitraggi Champions? Il Presidente non è nuovo a queste esternazioni: ad aprile il Napoli ha ceduto il passo al Milan. Capisco il rammarico di De Laurentiis, ma credo ci sia stato qualche problema a livello atletico, visto il calo che la squadra ha avuto ad aprile. Gli azzurri si sono schiacciati sul Milan senza trovare gli spazi e la velocità del giropalla necessari per affondare il colpo. Lì bisognava impostare la partita in modo diverso».
Biagio Izzo, attore, è intervenuto nello speciale Scudetto di Radio Marte: «Sono orgoglioso come napoletano, dopo 33 anni un altro titolo dopo aver vissuto i primi due: finalmente, come diceva Troisi, ricominciamo da tre e che stavolta sia l’inizio di lunga serie. Sono fiero, è stata ed è una festa spettacolare attesa da tutti in modo emozionante, fantastico, con una squadra che ha sempre avuto la consapevolezza di essere una forte, capace di giocarsela con chiunque. E’ difficile se non impossibile esprimere la gioia che prova un napoletano nel vincere lo scudetto. Un tricolore a Napoli vale cento da altre parti. Forza Napoli sempre, siamo noi i campioni d’Italia!!!»
Maurizio de Giovanni, scrittore e sceneggiatore, è intervenuto nello speciale Scudetto di Radio Marte: «Ieri sera è stato come la nascita di un figlio alla quale pensi di essere preparato e invece non lo sei. Il pensiero è andato subito a chi non c’è più e a tutti i napoletani che non vivono a Napoli, che spesso non hanno mai visto la città. Qui non ci sono più anime, bensì una sola. Poi all’interno della tifoseria c’è una dialettica forte: i pro e i contro presidente, allenatore, calciatori. Un dibattito continuo ma tutti ci riconosciamo in questa bandiera. Quindi si tratta di una meravigliosa vittoria condivisa. Della quale sentirci fortemente orgogliosi. Io che giro tanto per i miei libri ho visto la partita nei Napoli Club di tutto il mondo ed ho trovato persone con la maglia azzurra che si sentiva e si riconosceva fortemente nel Napoli. Queste persone nel tempo hanno dovuto subire sfottò, aggressioni verbali e situazioni di negatività. È giusto quindi che oggi loro siano i primi a festeggiare. 33 anni non sono un intervallo, bensì una storia, fatta di illusioni, delusioni, fallimenti, successi, di piccoli mattoni che hanno costruito questo meraviglioso edificio.Mentre tutti parlano della vittoria meravigliosa sulla Juventus, che forse è stata fondativa, io vado controcorrente e ti dico che il momento da fissare nella mente è il gol di Raspadori contro lo Spezia, all’83’; un coniglio cacciato dal cilindro in una partita che in qualsiasi altro anno noi avremmo pareggiato, perdendo punti, autostima e voglia. Quel gol è la cosa che qualifica questa rosa e questo successo molto più di altri. Quindi ricorderei quel momento».
Nino Buonocore, musicista e cantautore, è intervenuto nello speciale Scudetto di Radio Marte: «Ho festeggiato con grande gioia lo scudetto del nostro Napoli, aspettavo con ansia la fine della partita e di questo campionato, sembrava che quest’ultimo match della matematica non finisse mai…Una canzone sul Napoli? Manifesto la mia napoletanità nella musica sempre, non so se arriverà un pezzo, spesso nascono da soli e non li costruiamo. Con questo scudetto mettiamo al bando due parole: il fanatismo, che non c’è e non c’è stato, e il riscatto sociale, che non c’entra nulla e non è un significato di questa vittoria. Napoli è una città cosmopolita, europea, ricca di risultati importanti… L’uomo simbolo? Forse è Kim, che è l’esempio di lavoro e abnegazione, sovverte l’idea di calcio fantastico ed è il manifesto di una squadra di talento ma che ha vinto con il lavoro e il sacrificio. Questo scudetto è “solo” un riscatto sportivo, rispetto agli altri club della serie A»
Joe Barbieri, musicista e cantautore, è intervenuto nello speciale Scudetto di Radio Marte: «Il Napoli è la mia meravigliosa debolezza e sono troppo felice per questa vittoria. Non ho avuto paura dopo il gol subito dall’Udinese, però negli ultimi 5 minuti, sull’1-1, ho avvertito uno strano formicolio dovuto all’ansia. Il calciatore simbolo di questo scudetto per me è Zielinski, perchè conserva la memoria dei vecchi campionati quando il titolo ci è sfuggito per un soffio e che è uno dei pochi rimasti dopo il rinnovamento. Questo titolo è figlio della programmazione, di studio e di impegno, al bando le solite cose legate agli stereotipi su noi napoletani. La vittoria nel calcio è la cartina al tornasole della città che è in crescita e in miglioramento evidente. Ha ormai una visione europeista al di là del calcio, sono fiducioso che questo miglioramento tocchi altre vette»
Peppe Iodice, attore e comico, è intervenuto nello speciale Scudetto di Radio Marte: «Ho ancora un po’ di voce, la contentezza mi fa uscire la voce perchè è stato un Capodanno come quando eravamo più giovani…E’ un’emozione profonda che solo noi napoletani possiamo capire sino in fondo. Gli altri percepiscono la nostra gioia ma non la comprendono veramente anche se gliela spiegassimo nel miglior modo possibile. Significa un sacco di cose, non è però un riscatto sociale perchè è una sciocchezza. Il Napoli è campione d’Italia nel calcio, ma lo eravamo anche nel teatro, nel cinema, nel turismo e in tanti altri settori. Io devo fare un passo indietro perchè a inizio stagione anche io ero critico nei confronti della società e di De Laurentiis, quindi va dato atto e meriti al presidente e ai dirigenti. E’ stato un lavoro strepitoso, come quello di Spalletti, che all’inizio mi stava pure antipatico ed ora invece è mio fratello… Tra i calciatori il primo tra tutti è il capitano Di Lorenzo, esempio di serietà, abnegazione, affidabile, e poi ci sono tutti gli altri, i gioielli Kvara, Osimhen, Lobotka, Kim. Penso a Simeone pure: ho visto la partita con il Milan, eravamo al 94′ e avremmo dovuto segnare 12 gol in 30 secondo, ma lui ci credeva. Per dire come è legato al Napoli. Questo scudetto è una gioia che dobbiamo conservare nel cuore»
Gino Rivieccio, attore e comico, è intervenuto nello speciale Scudetto di Radio Marte: «La nostra canzone “Ma che Napoli” interpreta il sentimento, l’emozione, il cuore dei napoletani e siamo felici che abbia portato bene. Quando l’Udinese ha segnato non mi sono scoraggiato, ho sempre pensato che il Napoli avrebbe pareggiato. E’ stato un parto, ma dovevamo capire se era cesareo o se dovevamo aspettare domenica per il parto naturale. In ogni caso doveva uscire questo scudetto! Ho festeggiato a casa perchè ho una certa età ma alla fine comunque ho fatto le quattro di notte per andare a prendere mio figlio… E’ una grande soddisfazione in questa impresa nella quale 10 mesi fa nessuno credeva, se non il mio amico Gianni Puca, che ha pure vinto una bolletta. Il vero leader di questo Napoli è Osimhen, senza di lui la squadra soffriva anche mentalmente e non solo tecnicamente. Al Napoli negli ultimi anni è mancato un leader come Victor, un ragazzo che è sullo stesso livello degli altri ma capace di trascinare i compagni con la sua leadership. E’ stata una grande gioia anche per gli ex, ho letto le dichiarazioni di Sarri, Insigne e Koulibaly… lo scudetto è anche loro, forse quest’anno la scolaresca era meno vivace di quelle precedenti e ha seguito a menadito la lezione del professor Spalletti».
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