
(AGENPARL) – mar 21 marzo 2023 COMUNICATO STAMPA
Strage sulle strade italiane: in appena tre mesi oltre 200 vittime, quasi la metà sono under 35. Le autoscuole: “Occorre subito più formazione obbligatoria come in Germania e Svizzera”
Continua la strage sulle strade italiane, con un nuovo weekend di sangue con incidenti mortali da Nord a Sud ed un numero di vittime under 35 crescente, secondo gli ultimi dati Asaps, che raggiunge quasi la metà del totale. Gli ultimi, a Milano e a Latina, in cui hanno perso la vita un centauro di 27 anni a Pogliano Milanese, e un automobilista 35enne di Veroli, in provincia di Latina, fanno già superare le duecento vittime sulle strade italiane da inizio anno, e la confederazione delle autoscuole italiane, la Confarca, pone sempre più l’accento sulla mancanza di percezione del pericolo che rischia di far superare il numero record di morti registrati nell’anno 2022 (+11% rispetto all’anno precedente).
I primi tre mesi del 2023 sono da dimenticare, sul fronte della sicurezza stradale. “Una strage vera e propria causata dalla mancanza di una formazione adeguata e dalla mancanza di cognizione del pericolo”. A sostenerlo è Christian Filippi, segretario nazionale della sezione Autoscuole della Confarca, il quale ancora una volta lancia un appello per l’introduzione di una maggiore formazione delle future generazioni di automobilisti e centauri.
“La formazione obbligatoria in Italia è ancora poca – afferma Filippi -. Abbiamo più necessità di formare i conducenti e renderli consapevoli dei rischi che corrono, non possiamo parlare sempre e solo di strade assassine: il conducente deve fare la sua parte. Il modello da seguire è quello di altri stati europei, come ad esempio la Germania, oppure la Svizzera, sicuramente all’avanguardia per quanto concerne la formazione degli automobilisti e dei motociclisti”.
Il segretario della Confarca pone l’accento anche sulla sottovalutazione del fenomeno dei sinistri stradali e sulle responsabilità oggettive di chi si mette al volante. “Non esiste ‘la nebbia assassina o la strada assassina’, esiste il fattore umano in quasi tutti gli incidenti registrati in appena tre mesi”, analizza Filippi.
“Troppo facile dare la colpa alle infrastrutture quando c’è un comportamento errato alla base. Più di un terzo delle vittime registrate quest’anno ha meno di 35 anni, il che significa che ancora una volta ci troviamo di fronte ad una chiara mancanza di percezione del pericolo” rimarca il segretario della confederazione nazionale delle scuole guida. “Non si è mai registrato un numero così alto di morti sulle strade in appena tre mesi. Nel 2022 gli incidenti mortali sono aumentati dell’11 per cento, dobbiamo invertire questo trend negativo che purtroppo potrebbe addirittura essere superato quest’anno”.