(AGENPARL) - Roma, 20 Marzo 2023 - L’Italia è fra i pochi Paesi ad aver annullato il debito del Kenya, convertendolo in iniziative di sviluppo: un vero e proprio esempio di strumenti finanziari innovativi che possono essere utilizzati per sostenere la crescita di un paese-partner. Le relazioni tra Italia e Kenya sono in continua espansione, grazie all’aumento del volume dei nostri scambi commerciali e al crescente interesse delle aziende italiane che desiderano investire in Kenya.
Il Kenya, nell’immaginario collettivo, è spesso visto come una meta turistica esotica associata esclusivamente alle immagini delle spiagge bianche sulle coste dell’Oceano Indiano o ai meravigliosi parchi naturali popolati dai cosiddetti “cinque grandi”. In realtà, il Kenya è anche la terza economia più grande dell’Africa Sub-Sahariana e una delle più diversificate del continente, oltre ad essere una porta di accesso cruciale ai mercati dell’Africa orientale. Nel 2007 il Governo di Nairobi ha presentato il piano a lungo termine “Vision 2030” per raggiungere lo status di nazione a medio-reddito entro il 2030. Per garantirne l’attuazione sono stati varati diversi programmi.
L’agricoltura rappresenta ancora la spina dorsale dell’economia keniana, contando per circa un quarto del prodotto interno lordo: il 70 per cento della popolazione, infatti, risiede ancora in zone rurali. Il resto del territorio è considerato arido e semi-arido (ASAL), ma anch’esso presenta grande potenziale di uso agricolo attraverso la coltivazione di piante grasse per l’estrazione di olii, da destinarsi anche alla produzione di bio-fuel.
Molto importante è inoltre il settore della logistica, alla luce degli importanti investimenti infrastrutturali effettuati dal Governo keniano sui porti e i corridoi di trasporto verso i Paesi confinanti senza sbocco sul mare, a partire dall’ampliamento del porto di Mombasa e la ferrovia veloce Standard Gauge Railway (SGR), che collega lo scalo portuale alla capitale Nairobi e prosegue per l’entroterra.
Altri investimenti italiani si registrano prevalentemente nel settore del turismo, con la presenza di numerosi imprenditori in particolare sulla costa, ma non solo. Il Kenya è stato classificato tra i paesi mondiali che hanno recuperato più velocemente posizioni negli introiti provenienti dal turismo dopo il blocco pandemico. il Kenya nella Top 20 internazionale, insieme a destinazioni come Spagna, Maldive, Emirati Arabi Uniti, Georgia, Hong Kong, Thailandia, Sud-Est asiatico, Arabia Saudita, Balcani, Svizzera, Armenia e Messico.
Da segnalare il fatto che i rappresentanti dell’Ambasciata del Kenya hanno voluto omaggiare Cethegus con prodotti tipici del Paese, fra i quali il Tè ed il caffè. Il Kenya è peraltro il primo esportatore di tè al mondo, raggiungendo circa 441 milioni di Kg all’anno che rappresentano circa il 22% delle esportazioni globali di tè. Così come questo Paese è il quinto produttore di caffè in Africa. Tra gli obiettivi del bilaterale Italia-Kenya c’è certamente la promozione di tecnologie italiane agricole e del trattamento dei chicchi di caffè. Aspetto che potrebbe aprire nuove prospettive commerciali per le aziende italiane.
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