(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2023 - (AGENPARL) – gio 16 febbraio 2023 “La morte nel carcere di Frosinone del detenuto egiziano, recluso nonostante fosse Hiv positivo, con problemi respiratori e un quadro clinico cardio-circolatorio compromesso, è il caso più emblematico di come l’assistenza sanitaria e le cure alla salute nei penitenziari italiani viaggia a due velocità: camera privata d’ospedale con apparecchiature di tecnologia avanzata per boss eccellenti a 41 bis e assenza persino del dentista per il “povero Cristo”. Lo afferma il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo che aggiunge: “per non parlare delle patologie molto diffuse tra i detenuti tossicodipendenti e con malattie mentali. Ieri l’OMS ha diffuso un report che perviene ad una conclusione allarmante: un detenuto su tre soffre di disturbi mentali e il suicidio è la causa di morte più comune tra la popolazione carceraria. Qualcuno ha già dimenticato che nel 2022, sono state 84 le persone che si sono tolte la vita all’interno di un istituto penitenziario italiano: numero record da quando si registra il dato (dal 2000)”.
Per Di Giacomo “i servizi sanitari nelle carceri, in buona parte scaricati sulle Regioni alle quali non sono state trasferite né risorse finanziarie e né personale specialistico, vanno garantiti in eguale misura e senza discriminazioni con il reclutamento di figure professionali fondamentali tra le quali psicologi, psichiatri, cardiologi, ecc. Si tengano in debito conto due tendenze dello scorso anno:si abbassa l’età dei detenuti suicidi (la media è over 40 con numerosi over 30) e il 40% dei decessi sono extracomunitari a riprova che i giovani, insieme ai tossicodipendenti e a quanti hanno problemi psichici e con essi i giovani stranieri sono i più fragili e vulnerabili. Purtroppo – dice Di Giacomo – in tutto il 2022 abbiamo ascoltato solo impegni politici e dichiarazioni di vecchi e nuovi parlamentari ed esponenti di Governo senza passare dalle parole, quasi sempre le stesse, ai fatti. Anche gli annunci per la costruzione di nuovi padiglioni lasciano il tempo che trovano mentre il Ministro Nordio sta pensando al recupero di vecchie caserme, idea non nuova che richiede comunque soldi e tempi non brevi di realizzazione. Si ascoltino le proposte del sindacato di polizia penitenziaria che quotidianamente si misura con l’emergenza suicidi e si metta mano alla manovra di bilancio rimediando al taglio di spesa imposto all’Amministrazione Penitenziaria e al personale come primo segnale concreto di volontà di affrontare le numerose emergenze del carcere”.
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