(AGENPARL) - Roma, 7 Febbraio 2023 - (AGENPARL) – mar 07 febbraio 2023 Comune di Rimini
Ufficio Stampa
Rimini 31 gennaio 2023
comunicato stampa
Doppio cognome, la dichiarazione dell’Assessore ai Servizi civici Francesco Bragagni:
Ad oggi, da quando la Corte Costituzionale lo scorso maggio ha depositato la sentenza n. 131 del 2022, la Direzione Sanitaria dell’ospedale di Rimini conta 51 richieste di attribuzione del doppio cognome ai propri figli da parte dei genitori. 12, invece, quelle arrivate agli uffici dello Stato Civile del Comune di Rimini, per un totale, dunque, di 63 domande.
“Dopo la sentenza della Corte Costituzionale – commenta l’Assessore ai Servici civici del Comune di Rimini – sull’attribuzione del doppio cognome ai nuovi nati, gli uffici dello Stato Civile del Comune di Rimini hanno subito provveduto ad adattarsi alle nuove disposizioni e di dare attuazione a questo diritto di scelta. I funzionari infatti si stanno attenendo alla relativa circolare pubblicata in Gazzetta Ufficiale, la numero 63 del Ministero dell’Interno, dove, sostanzialmente, si dice che il neonato il cognome del figlio “deve comporsi con i cognomi dei genitori”, nell’ordine dagli stessi deciso, fatta salva la possibilità che, di comune accordo, i genitori attribuiscano soltanto il cognome di uno dei due.
Di conseguenza, l’accordo è imprescindibile per poter attribuire al figlio il cognome di uno soltanto dei genitori, mentre, in mancanza di questa, si attribuiranno i cognomi di entrambi i genitori. Qualora, inoltre, non vi sia accordo sull’ordine di attribuzione dei cognomi, la Corte Costituzionale – nella stessa sentenza – ha precisato che si rende necessario l’intervento del giudice (aspetto che l’ordinamento giuridico già prevede per risolvere il disaccordo su scelte riguardanti i figli). Questo è il quadro generale attuale.
La sentenza ha dichiarato incostituzionale l’automatismo ma non può, per sua natura, regolamentare organicamente il tema, perciò, intanto, molte famiglie, probabilmente sulla scia di una prassi storica e culturale, sembrano non porsi il problema e vanno avanti con il cognome del padre. A questo, forse, si aggiunge anche il fatto che diverse coppie hanno già dei bambini e quindi preferiscono tenersi in linea con la ‘scelta’ del passato.
Ovviamente trattandosi di una novità, bisogna attendere qualche anno prima di capire effettivamente il successo o l’insuccesso, se così possiamo dire, dell’applicazione di questa nuova opportunità (inevitabilmente legata al necessario intervento legislativo). Un’opportunità che comunque dà un diritto in più alle famiglie, sulla base di una maggiore uguaglianza e parificazione dei generi, la quale passa indubbiamente anche da questi piccoli ma importanti cambiamenti culturali e legati alle tradizioni.
Detto questo, però, da un punto di vista giuridico, risollevo dei dubbi circa alcuni vulnus normativi lasciati aperti: da un lato il nodo sull’ereditarietà, onde evitare una moltiplicazione eccessiva di cognomi nei passaggi generazionali, e dall’altro lato la mancanza di una legge specifica per chi decida di aggiungere nella propria carta di identità il cognome materno.
Penso serva infatti un intervento veloce da parte del Governo, per avere una normativa organica e dettagliata intorno all’attribuzione dei cognomi e ai diversi meccanismi in essere”.
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