
(AGENPARL) – mar 07 febbraio 2023 BONELLI (AVS): STIAMO PERDENDO SFIDA DELLA MODERNIZZAZIONE. INVESTIRE IN SANITÀ, SCUOLA, TRASPORTO PUBBLICO
“Sono fortemente preoccupato per la situazione attuale delle due questioni essenziali per il funzionamento della nostra società, ovvero la scuola e la sanità pubbliche. La riduzione continua dei finanziamenti prevista nella NADEF approvata dal Governo Meloni, fino al 6% nel 2025, farà ritornare il nostro Paese ai tristi anni del 2001-2019, quando abbiamo vissuto un disastro della sanità pubblica. Bisognerebbe comprendere che investire nella scuola e nella sanità pubblica significa migliorare la qualità della vita, fare prevenzione, evitare costi futuri e dimostrare che il nostro paese è un paese civile”.
Così, questa mattina, Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ospite di Agorà su Raitre.
“L’aumento degli stipendi inserito in Legge di Bilancio dal Governo, – ha proseguito il parlamentare, – non avrà alcun effetto sulla vita quotidiana dei cittadini e degli operatori sanitari ma servirà solo a pagare le bollette energetiche, perché si è deciso di non intervenire nei confronti di chi ha speculato e continua a speculare sulla crisi energetica, relegando a un ruolo secondario la strategia energetica del Paese. Sottolineo la necessità di modernizzare il nostro Paese, aumentando gli investimenti in trasporto pubblico e in altri servizi fondamentali. Oggi, rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia è fortemente arretrata in questi settori: dobbiamo agire subito per colmare il gap”.
Infine, sull’autonomia differenziata, Bonelli ha affermato che “questo progetto mina un principio costituzionale fondamentale quello della sussidiarietà: non si possono concentrare le grandi risorse nelle regioni del nord, queste dovrebbero andare al fisco generale, il quale poi le divide in maniera sussidiaria. Non possiamo dimenticare che l’Italia è una sola e la questione della sanità durante la pandemia da Covid19 dovrebbe avercelo insegnato,” ha concluso l’ecologista.
GIANFRANCO MASCIA