(AGENPARL) - Roma, 2 Febbraio 2023 - [lid] – Recentemente nominato direttore generale degli Europei di Atletica 2024,
Paolo Carito vanta una grande esperienza nel mondo dello sport.
Specializzato in strategie, innovazione e organizzazione dei processi
sportivi, il neo direttore generale della Fondazione punta a raggiungere
nuovi importanti successi e traguardi anche nella sua nuova veste
di testimone che lo porterà alla rassegna continentale in scena allo Stadio
Olimpico: l’appuntamento è dal 7 giugno al 12 giugno 2024.
Agenparl in collaborazione con l’ANGI – Associazione Nazionale Giovani
Innovatori lo ha incontrato ed è lieta di condividere questa intervista che
spazia sia nella storia passata del dott. Paolo Carito sia nella sua
visione in termini di investimenti sullo sport per l’Italia fino
all’importanza del ruolo dell’innovazione e dei giovani atleti italiani e
alla sua pubblicazione scritta con Agostino Piacquadio, dal titolo “Sport,
Intrattenimento e Digitalizzazione. L’enter(sport)ainment come nuovo
modello di business”.
1) Come inizia il suo percorso nello sport?
Il mio percorso nello sport inizia con la pallacanestro che definisco
sempre il mio “primo amore”. Per via del basket ho maturato la decisione di
poter fare il dirigente sportivo perché durante l’università dirigevo la
squadra della mia città (Bisceglie, ndr) con un progetto importante e
vincente. Durante questa esperienza, l’allora allenatore della prima
squadra mi invitò a fare un corso di formazione professionale in management
sportivo e, di fatto, predisse il mio futuro e tutto quello che sono
riuscito a fare.
2) Quale ritiene sia la priorità in termini di investimenti sullo sport per
l’Italia?
Se dovessi trovare una priorità in termini di investimenti sullo sport per
l’Italia una sarebbe sicuramente quella delle infrastrutture perché è
abbastanza lampante vedere la differenza tra i nostri migliori impianti
sportivi e quelli del resto del mondo. Inoltre, trovo sicuramente cruciale
la necessità di investire in un programma di costante avvicinamento dei
bambini/adolescenti alla pratica sportiva. Viviamo in un contesto in cui ci
sono sempre più fattori e attori che concorrono per il tempo libero nostro
e dei nostri ragazzi. Sarebbe necessario e stimolante cercare di avvicinare
(e mantenere) quanti più ragazzi e ragazze possibili.
3) Con questa nuova nomina, quale saranno le priorità che porterà avanti
nel suo mandato?
Occorre pensare all’Europeo di Atletica non solo come a un evento sportivo
in sé, ma come a un’occasione di connettività, inclusione, integrazione che
può essere sviluppata e arricchita dal momento in cui se ne moltiplicano le
potenzialità. E questo si può verificare solo se si mettono in campo alte
competenze nel campo della tecnologia e una visione politica sportiva
innovativa. Non possiamo prescindere, ad esempio, dal portare avanti
processi perfettamente sostenibili che mirino a un business etico.
4) Quanto conta il tema dell’innovazione a sostegno dello sviluppo e della
preparazione degli atleti?
Innovazione è la parola chiave dell’industria sportiva. Da sempre il mondo
dello sport ha accolto di buon occhio novità tecnologiche, sperimentando
anche a volte tecnologie destinate ad altri settori. La digitalizzazione ha
permeato ogni area della nostra vita e così è successo e sta succedendo,
per lo sport. Non si può pensare più di avere uno sviluppo di performance o
una preparazione degli atleti che non siano affiancati da uno sviluppo
tecnologico e innovativo. Parallelamente questo conduce all’introduzione,
all’interno del mondo sportivo, di dati, piattaforme e figure professionali
in grado di poter elaborare ogni singolo dettaglio e dato. Sempre più
devices sono a disposizione di allenatori e atleti per monitorare le
performance e capire come e dove agire per migliorare. In sintesi, lo
sviluppo tecnologico è uno dei più grandi alleati degli atleti.
5) Come si muoverà per intercedere con le istituzioni per trovare il
maggior sostegno nell’operato del suo mandato?
I Campionati Europei di Atletica Roma 2024 costituiscono di per sé un
prezioso momento di sintesi tra Istituzioni e la città di Roma. Avremo
addosso gli occhi di tutto il mondo considerato che, tra le altre cose,
poche settimane dopo cominceranno le Olimpiadi a Parigi. Anche per questo
sono certo avremo massimo supporto. Ciò che voglio fare è aprire un
confronto trasversale con le Istituzioni. In verticale, ovvero che
coinvolga tutti gli attori fondamentali, dagli enti locali a ministeri,
come quelli per lo Sport e i Giovani e dell’Economia e le Finanze. Ma anche
orizzontale, essendo necessario un interesse da parte di più settori. Penso
alla scuola, all’innovazione, alle società sportive, agli affari sociali, e
a tutte quelle realtà che possono contribuire a creare un evento capace di
coinvolgere e attrarre più persone possibili. L’atletica è storicamente uno
sport che si presta molto all’inclusione. E’ capace di intercettare tutte
le fasce d’età e tutti gli altri sport. Abbiamo un’ottima occasione per far
dialogare diversi attori, farli sedere attorno a un tavolo, e magari
costruire nuovi modelli di cooperazione.
6) Nella sua pubblicazione, quali sono i tre temi principali che emergono
sul tema sport e sviluppo?
La pubblicazione, scritta con Agostino Piacquadio, dal titolo “Sport,
Intrattenimento e Digitalizzazione. L’enter(sport)ainment come nuovo
modello di business” si basa su tre principali temi: l’importanza della
digitalizzazione e l’innovazione nell’industria sportiva, l’esigenza di
cambiare l’approccio alla performance sportiva da un punto di vista
manageriale e la centralità dell’esperienza del fan come motore per tutto
il mondo dello sport. Innovazione e digitalizzazione, come accennato, ormai
sono connaturate all’essenza stessa dell’industria sportiva così come alla
vita di tutti i giorni e sono due condizioni necessarie ma non sufficienti
per lo sviluppo della Sport Industry. In questa pubblicazione, abbiamo
coniato il termine enter(sport)ainment per sottolineare la necessità dello
sport di unirsi alla dimensione spettacolare. I principali attori non
possono vedere la performance sportiva come una mera competizione sportiva
ma devono rendere l’evento un’occasione di “consumo” a 360° proprio in
virtù del fatto che al centro va messa l’esperienza del fan.
7) Quale messaggio vuole dare a tutti i giovani atleti italiani?
Chi pratica sport fin dalla giovane età ha la possibilità di conoscere in
anteprima tutte le dinamiche della vita. Senso di sacrificio, coraggio,
altruismo, gestione degli spazi, delle sconfitte e delle vittorie, cura del
corpo, consapevolezza delle proprie potenzialità, sono solo alcuni degli
aspetti che lo sport ci insegna. E tutto ciò aiuta a costruire vite
migliori, anche e soprattutto in ambito lavorativo. Praticare sport ci
rende persone speciali perché ci pone continuamente davanti a delle sfide,
che siano piccole o immense. Assistere alle prodezze di campioni come
Jacobs, Tamberi, Palmisano, Stano, Tortu, Desalu e Patta ci ricorda quanto
traguardi che sembrano impossibili siano in realtà raggiungibili, se
lottiamo con senso di sacrificio e passione. Spero che questi Europei siano
una bella occasione per far sognare ancora i nostri ragazzi e motivarli a
non arrendersi.