(AGENPARL) - Roma, 18 Gennaio 2023 - (AGENPARL) – mer 18 gennaio 2023 GIUSTIZIA, SCARPINATO (M5S): DA GOVERNO DISEGNO DI RESTAURAZIONE CLASSISTA
ROMA, 18 gennaio – “Le scelte di questo governo, quelle già attuate e quelle che si appresta ad assumere, delineano un disegno politico di restaurazione dell’assetto pre costituzionale, quello di una giustizia classista double face: forte con i deboli e debole con i forti. E’ un obiettivo da raggiungere in due tappe. In una prima fase approvare una serie di leggi ordinarie che dietro motivazioni pretestuose hanno tutte l’unico comun denominatore di garantire l’impunità delle classi superiori, ridimensionando o depenalizzando i reati dei colletti bianchi. E poi, in un secondo tempo, sferrare il colpo finale riformando la Costituzione in modo da ricondurre la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo, abbattendo l’architrave portante dell’obbligatorietà dell’azione penale”.
Così il senatore M5S Roberto Scarpinato nella dichiarazione di voto sulla relazione del ministro Nordio sull’amministrazione della Giustizia.
“La sua anima pseudo garantista, signor ministro – ha aggiunto – ha pienamente condiviso l’emendamento per escludere dal novero dei reati ostativi anche le associazioni a delinquere di colletti bianchi finalizzate alla consumazione dei più gravi reati di corruzione, che provocano danni di miliardi di euro alle casse dello Stato.
Sul tema delle intercettazioni, la pretestuosità delle motivazioni addotte dal governo sia per il taglio delle spese che per la loro riforma, è rivelatrice dell’impianto ideologico che anima tutto il pacchetto di riforme: quello di un garantismo classista. Nordio ha prima affermato che le intercettazioni per i reati di mafia sono inutili perché i mafiosi veri non parlano al telefono, salvo poi dover fare una una precipitosa e pasticciata correzione di tiro dopo la cattura di Matteo Messina Denaro. Quanto alla loro diffusione sulla stampa, dal 2020 è in vigore una riforma delle intercettazioni che ha introdotto un regime di assoluta secretazione.
Il linguaggio usato da Nordio non è degno di un ministro della Repubblica ma piuttosto è quello di un estremista politico che supplisce alla mancanza di argomenti, utilizzando il suo scranno per screditare le istituzioni, additando alla pubblica opinione le forze di polizia e la magistratura come poteri deviati che hanno sistematicamente abusato dei loro poteri”.
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