(AGENPARL) - Roma, 1 Gennaio 2023 - [lid] – Il deputato anti-Brexit del Parlamento europeo ed ex primo ministro belga, Guy Verhofstadt, ha definito il primo ministro ungherese Viktor Orbán un “traditore” per aver suggerito che la guerra in Ucraina sarebbe finita se le spedizioni di armi fossero state interrotte.
Verhofstadt, ben noto nel Regno Unito per le sue veementi opinioni anti-Brexit – una volta etichettava apertamente gli elettori della Brexit “stupidi” per aver votato di lasciare l’Unione Europea – questa settimana ha criticato il Primo Ministro Orbán a seguito di una recente intervista che ha rilasciato sull’Ucraina.
«Non c’è altra parola per questo… Orbán è un traditore!» Verhofstadt ha detto su Twitter in risposta ai commenti fatti dal primo ministro Orbán in una recente intervista sul conflitto in corso in Ucraina.
C’e da chiedersi quale Europa e quale future intravede Verhofstadt visto che lo inserisce sul suo profilo di Twitter.
Orbán ha detto ai media ungheresi che la guerra in Ucraina potrebbe durare “a lungo”, avvertendo : «Questo pericolo è possibile. Allo stesso tempo, però, l’Ucraina può continuare a combattere solo finché gli Stati Uniti la sostengono con denaro e armi. Se gli americani vogliono la pace, allora ci sarà la pace».
«Sosteniamo e aiutiamo l’Ucraina, abbiamo interesse alla sopravvivenza di un’Ucraina sovrana e abbiamo interesse che la Russia non rappresenti una minaccia per la sicurezza dell’Europa. Tuttavia, non abbiamo alcun interesse a rinunciare a tutte le nostre relazioni economiche con la Russia», ha aggiunto Orbán.
Anche il ministero degli Esteri ucraino ha criticato il primo ministro Orbán per le sue osservazioni, rilasciando una dichiarazione in cui affermava che Orbán era politicamente miope, affermando: «Dopo tutto, la sconfitta dell’Ucraina nella guerra, che Viktor Orbán chiede indirettamente, porterebbe a una diretta minaccia di aggressione russa all’Ungheria e al popolo ungherese».
Un professore a contratto di storia militare europea in Finlandia ha recentemente suggerito che senza la fornitura di armi statunitensi, l’Ucraina potrebbe non esistere come paese.
«È stato fondamentale per la sopravvivenza dell’Ucraina. Senza le spedizioni di armi statunitensi, l’Ucraina non esisterebbe più. La moderna tecnologia delle armi occidentali ha costretto la Russia a ritirarsi su diversi fronti», ha affermato l’accademico Markku Salomaa.
Orbán, da parte sua, ha sostenuto nella sua conferenza stampa internazionale di fine anno che l’Ungheria «dovrebbe assolutamente restare fuori dalla guerra, anche perché ci sono molti ungheresi che vivono nel paese, e perché la guerra è sempre un male; la gente muore ogni giorno e centinaia di ungheresi sono già morti in questa guerra, essendo stati arruolati nell’esercito ucraino»
«Il punto di vista ungherese è che se vuoi evitare di partecipare a una guerra, non lasciarti trascinare in una guerra», ha spiegato il leader ungherese.
«Penso che la maggior parte dell’Europa sia già in questa guerra, essendoci stata trascinata dentro. Chiunque fornisca armi è coinvolto in questa guerra, almeno fino alle caviglie. Chiunque addestri i soldati di una delle parti in guerra ne è immerso fino alle ginocchia, e chiunque non solo addestri singoli soldati ma fornisca anche addestramento operativo o di leadership è in guerra fino alla cintola. E chi finanzia integralmente non solo le spese militari ma anche i costi di funzionamento dello Stato di una delle parti belligeranti – come sta facendo ora l’Unione Europea per 18 miliardi di euro – è in guerra fino al collo». ha affermato.
«L’Ungheria è riuscita, nonostante la forte pressione internazionale, a rimanere fuori da tutto questo e mantenere la posizione secondo cui ciò che serve è un cessate il fuoco immediato, colloqui di pace immediati e la pace stessa. Accanto a tutto questo abbiamo adempiuto al nostro dovere umano e cristiano di aiutare i bisognosi e, anche se questa non è la nostra guerra, appena è scoppiata abbiamo lanciato la più grande operazione umanitaria dell’Ungheria per aiutare gli ucraini».
Il 2023 sarà un anno molto molto turbolento e pieno di incognite e di conflitti armati.
E già l’inizio dell’anno non è iniziato bene.
Oggi chi scrive gli articoli contro la pace lo fa con le penne fatte dello stesso acciaio dei cannoni e dei proiettili.
Il paradosso è che sono proprio i settori che credono di appartenere alla pseudo intellighenzia che stanno aizzando per la guerra, e si sa che laddove l’ignoranza è padrona, non c’è possibilità di vera pace.
Oggi sono i soldati che pregano più di tutti gli altri per la pace, perché sono loro che devono patire e portare le ferite e le cicatrici più profonde della guerra.
Mi chiedo se c’e una ‘regia’ occulta che vuole spaccare l’Unione europea, attraverso un conflitto che probabilmente sarà di larga portata e porterà solo miseria
In questa situazione due sono le strade o si è complici o si è carnefici. A voi la riflessione…
