(AGENPARL) - Roma, 29 Novembre 2022 - (AGENPARL) – mar 29 novembre 2022 Dichiarazione stampa
Minorenni con genitori violenti. Carla Garlatti: “Aiutiamo i ragazzi a denunciare”
“La recente vicenda della quattordicenne romana costretta con la violenza dai propri genitori a mendicare e promessa in sposa a uno sconosciuto risulta per certi versi esemplare per il coraggio della ragazza che ha trovato la forza di denunciare. Si tratta purtroppo dell’ennesimo caso di maltrattamenti consumati nell’ambito familiare, un caso nel quale non intendo entrare – spetta ai magistrati accertare fatti e responsabilità – ma che offre lo spunto per tornare a riflettere sull’argomento”. Ad affermarlo è Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
“Quanti casi come questo ci sono? Quanti sono i minorenni che subiscono quotidianamente umiliazioni, prevaricazioni e costrizioni simili in casa?” si chiede Garlatti. “Va detto che in oltre il 90% dei casi di bambini e ragazzi seguiti dai servizi sociali per maltrattamento l’autore risulta essere un familiare. Inoltre, secondo i dati del servizio analisi criminale del Ministero dell’interno di giugno 2021, in meno di due anni sono stati 24 i casi di denuncia per matrimoni forzati, un terzo dei quali ha interessato minorenni. Ma per questi fenomeni c’è poi tutta una parte che resta sommersa. Per questo è importante sensibilizzare – a scuola, nei luoghi di ritrovo dei giovani e anche attraverso i servizi sociali – le ragazze e i ragazzi a non tacere, a parlarne con chi può aiutarli a denunciare. Allo stesso modo insegnanti, conoscenti, vicini e tutti gli adulti di riferimento non devono girarsi dall’altra parte o restare indifferenti ma saper cogliere il disagio, individuare i segni e creare un clima di fiducia che porti il minorenne a confidarsi”.
“È bene, quindi, che la stampa si occupi di vicende come queste perché portare alla luce storie che raccontano il coraggio di parlare e di chiedere aiuto può essere di esempio per tanti altri ragazzi che vivono situazioni simili. È però importante ricordare che i giornalisti, quando raccontano vicende come queste, devono tenere conto anche dell’interesse del minorenne a restare anonimo, come previsto dalla Carta di Treviso. Va infatti evitato il riferimento a particolari non essenziali alla notizia in grado indentificare in qualche modo il minore, particolari che – oltre a essere inutili – possono danneggiarlo facendolo diventare vittima due volte”.
Roma, 29 novembre 2022
Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
Stampa e comunicazione
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