(AGENPARL) - Roma, 14 Novembre 2022 - (AGENPARL) – lun 14 novembre 2022 Con le rinnovabili l’Italia può quintuplicare la sua autonomia energetica.
[ENERGRED](https://mediawebpress.us6.list-manage.com/track/click?u=585e3dfcb24b7bcc4a12ac62d&id=165ace63a1&e=3c828de7d6): NEL 2023 L’ITALIA POTRÀ QUINTUPLICARE LA SUA AUTONOMIA ENERGETICA
«Produciamo solo il 23% dell’energia che consumiamo a fronte di una media Ue del 39%: siamo dunque uno dei Paesi con la più bassa autonomia energetica in Europa, ma anche uno tra quelli con la maggiore esposizione solare» sottolineano gli analisti di EnergRed.com, E.S.Co. impegnata nel sostenere la transizione energetica delle pmi italiane con un particolare focus sulle fonti rinnovabili e sul solare.
Molto scarsa l’autonomia energetica italiana. Ma sfruttando il sole, il vento e l’acqua, il nostro Paese potrebbe aumentare il suo livello di autonomia fino a quintuplicarla. A metterlo in evidenze sono gli esperti di EnergRed.com, E.S.Co. impegnata nel sostenere la transizione energetica delle pmi italiane con un particolare focus sulle fonti rinnovabili e sul solare.
Migliorando l’efficientamento energetico ed aumentando l’elettrificazione dei consumi, l’Italia potrà raggiungere il 60% di autonomia energetica, triplicando i livelli attuali e quintuplicando la media degli ultimi 20 anni.
«L’attuale crisi energetica, in un contesto in cui il tema delle forniture è al centro del dibattito internazionale legato alle interdipendenze tra i vari Paesi, dipende nel caso italiano dal fatto che il nostro Paese produce solo il 23% dell’energia che consuma» sottolinea Moreno Scarchini, ceo di EnergRed ([www.energred.com](https://mediawebpress.us6.list-manage.com/track/click?u=585e3dfcb24b7bcc4a12ac62d&id=bb8457a6d4&e=3c828de7d6)).
L’Italia è così quintultima in Unione Europea. «Performance peggiori si riscontrano solo a Malta (3%), Lussemburgo (5%), Cipro (7%) e Belgio (22%). Allo stesso tempo, tuttavia, l’Italia è —insieme alla Spagna— uno dei due Paesi più favoriti in termini di esposizione al sole» spiega Giorgio Mottironi, marketing manager di EnergRed.
«Negli ultimi 20 anni, inoltre, l’autonomia energetica italiana ha fatto registrare un miglioramento maggiore rispetto a quello registrato negli altri Paesi dell’Unione Europea e questo ci fa molto sperare per gli anni a venire» aggiunge Mottironi.
Vero è infatti che l’incremento dell’autonomia in Italia (pari al 9%) è quintuplo rispetto a quello della Spagna (1,8%) ed è oltre il doppio rispetto a quello della Francia (3,7%).
Secondo EnergRed la fruibilità di sole, vento ed acqua presenti sul nostro territorio, rendono l’Italia leader in Ue per disponibilità di fonti energetiche rinnovabili. Il punto rimane ora aumentarne la diffusione e migliorarne lo sfruttamento.
«Per farlo si rende necessario ottimizzare la produzione a seconda delle peculiarità di ciascuna regione e delle relative risorse, considerando anche gli impianti già presenti nelle diverse aree del Paese» sottolinea il ceo di EnergRed.
Il fotovoltaico, risorsa per la quale il nostro Paese è particolarmente favorito, potrebbe crescere anche di 6 volte. Il potenziale aumento della produzione relativamente al fotovoltaico è infatti pari a 126 GW addizionali, circa 6 volte la capacità installata odierna con Lombardia, Sicilia e Puglia sul podio: queste tre regioni messe insieme rappresentano un terzo della potenza addizionale nazionale, il 40% è relativo agli impianti installati sui tetti ed il rimanente 60% relativo agli impianti a terra, includendo anche l’agrivoltaico.
L’eolico —che in Italia non manca— ha invece un potenziale per crescere di 2,5 volte. L’incremento raggiungibile a breve in termini di potenza è pari a 26 GW, anche in questo caso con tre regioni sul podio: Sicilia, Puglia e Sardegna, che messe insieme rappresentano il 62% dell’opportunità di sviluppo legata all’eolico. Ma tra le regioni a più alta ventosità ci sono anche Basilicata, Calabria e Campania.
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