(AGENPARL) - Roma, 11 Novembre 2022 - (AGENPARL) – ven 11 novembre 2022 «Abbiamo chiesto – proseguono i parlamentari pentastellati – che le ulteriori risorse destinate all’ex Ilva, pari ad un miliardo di euro, fossero subordinate alla redazione di un piano di investimenti finalizzato a realizzare impianti ecosostenibili, con forni elettrici e a idrogeno verde, o altri impianti a zero emissioni. Non si deve rischiare che il miliardo di euro stanziato dallo scorso Governo vada letteralmente “in fumo”; investendo su modelli produttivi obsoleti e inquinanti o su un indefinito “piano di decarbonizzazione”, tanto meno sulla solvibilità dell’azienda. Il MoVimento 5 Stelle vuole per Taranto una reale e concreta riconversione industriale, che contempli la continuazione dell’attività solo ed esclusivamente in modo ecosostenibile. Smettere di inquinare non è una nostra solo posizione ideologica – puntualizzano i tre rieletti pugliesi a Roma – ma risponde ad un impegno assunto in sede europea e internazionale, nonché una responsabilità dello Stato e della politica nei confronti dei cittadini di Taranto e dell’intero territorio, che troppo hanno patito in questi lunghi decenni. Inoltre, in tema di transizione energetica abbiamo chiesto al Parlalemento la promozione degli interventi di efficientemento energetico degli impianti di cui al Pnrr nella direzione delle rinnovabili. Allo stesso tempo, a tutela della compatibilità ambientale dell’attività produttiva da porre in essere, abbiamo rinnovato la necessità di introdurre la preventiva “Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitaria” (VIIAS), nell’ambito dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), di cui al D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152. Tale proposta, peraltro, è contenuta in un nostro ddl già presentato nella scorsa legislatura in Senato e nuovamente depositato».
«A garanzia dell’occupazione dei lavoratori ex Ilva – continuano – abbiamo altresì chiesto un progetto di assorbimento del personale di cui all’articolo 1-bis del Dl 29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2017, n. 18, atto a illustrare le concrete modalità di applicazione della clausola sociale. Questo con particolare riferimento al numero dei lavoratori che beneficeranno della stessa e alla relativa proposta contrattuale, dando precedenza ai lavoratori ex Ilva in A.S. e alle imprese territoriali dell’indotto. Infine – concludono Turco, L’Abbate e Donno – abbiamo posto l’attenzione del Parlamento sulla necessità di ridurre i limiti degli inquinanti previsti dal D.Lgs. 13 agosto 2010 n.155, così come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Richiesta che, fra l’altro, avevamo avanzato anche nella scorsa legislatura, senza ricevere riscontro dalle altre forze politiche. Crediamo che il Governo Meloni e i relativi partiti di maggioranza, così come le forze politiche di opposizione che hanno concorso alla bocciatura della proposta astenendosi (Verdi e Sinistra Italiana) o votando contro (Azione e Italia Viva), debbano spiegare ai tarantini e a tutti i cittadini pugliesi le motivazioni della loro scelta e le prospettive dell’impianto siderurgico di Taranto. Il loro silenzio, sino ad ora, conferma che l’unica visione politica, sociale ed economica realmente alternativa per il futuro del capoluogo ionico e per il bene dei cittadini di Taranto, è quella del M5S».
Roma, 11 novembre 2022
Sen. Mario Turco
On. Patty L’Abbate
On. Leonardo Donno
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