(AGENPARL) - Roma, 25 Ottobre 2022 - (AGENPARL) – mar 25 ottobre 2022 a cura dell’Avv. Emanuela Fancelli
A Montecatini Terme, lo scorso 22 ottobre, si è tenuto il convegno “L’Iran, le donne ed il fondamentalismo” organizzato dalla fondazione Stati Uniti D’Italia, presieduta dal Sen. Manuel Vescovi, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla discriminazione della donna in Iran.
Il Sen. Vescovi evidenzia come, nell’esatto momento in cui in Italia è stata incaricata Giorgia Meloni come Presidente del Consiglio, in altri Paesi le donne non abbiano diritti.
Con la morte di Mahsa (Jina) Amini, 22 anni, deceduta lo scorso 16 settembre a Teheran, dopo essere stata arrestata e brutalmente aggredita dalla polizia della morale per non aver indossato il velo nella maniera prevista, sono iniziate manifestazioni a livello mondiale contro la legittimità politica della Repubblica Islamica in Iran.
La gravità e la diffusione delle manifestazioni in Iran, cui fanno seguito allarmanti notizie per le modalità di repressione attuate dal Governo, rendono fondamentale, continua il Sen. Vescovi, ascoltare i gruppi di resistenza iraniani per avere una diretta conoscenza di quanto stia realmente accadendo.
La rivolta sta assumendo toni sempre più aspri e le contestazioni vanno dalla protesta contro la corruzione e la diffusa povertà, a quella contro le discriminazioni ed il fondamentalismo.
L’iniziale indifferenza del Governo iraniano per l’accaduto e la sospettosa indolenza nelle indagini hanno spinto i cittadini ad una contestazione pubblica non solo contro la violenza della polizia, ma anche contro l’intero sistema di oppressione.
Yousef Lessani, rappresentante in Italia della Resistenza Iraniana, nel suo intervento al Convegno, ha precisato come queste rivolte abbiano una caratteristica importantissima, poiché, per la prima volta, vi è una solidarietà tra i manifestanti; non assistiamo alle semplici lamentele di una categoria di lavoratori o di una classe sociale, ma ad una rivoluzione democratica che unisce l’intera popolazione iraniana.
La rivendicazione è dunque di ampio respiro ed è, di fatto, la richiesta di un popolo di veder riconosciuti e rispettati i diritti umani della persona, così come evidenziato anche dal Sen. Tony Iwobi, anch’egli intervenuto al Convegno a sostegno del progetto di sensibilizzazione
Di fronte alla fermezza dei giovani iraniani pronti a morire per riprendersi l’Iran, si confida nella fermezza dellarisposta a livello internazionale da parte di tutti quei Governi che fanno della loro democrazia e laicità un vanto; difatti quanto accaduto a seguito della morte di Mahsa evoca la nota vicenda di Mohamed Bouazizi la cui protesta estrema nei confronti della polizia segnò l’inizio della cd. “Primavera araba”.
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