(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2022 - (AGENPARL) – lun 17 ottobre 2022 Settembre 2022
PREZZI AL CONSUMO
Dati definitivi
Nel mese di settembre 2022, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’8,9% su base annua (da +8,4% del mese precedente), confermando la stima preliminare.
L’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base tendenziale si deve soprattutto ai prezzi dei Beni alimentari (la cui crescita passa da +10,1% di agosto a +11,4%) sia lavorati (da +10,4% a +11,4%) sia non lavorati (da +9,8% a +11,0%) e a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,6% a +5,7%). Contribuiscono all’accelerazione, in misura minore, anche i prezzi dei Beni non durevoli (da +3,8% a +4,6%) e dei Beni semidurevoli (da+2,3% a +2,8%). Pur rallentando di poco, continuano a crescere in misura molto ampia, i prezzi dei Beni energetici (da +44,9% di agosto a +44,5%) sia regolamentati (da +47,9% a + 47,7%) sia non regolamentati (da +41,6% a +41,2%); decelerano anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +8,4% a +7,2%).
L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +4,4% a +5,0% e quella al netto dei soli beni energetici da +5,0% a +5,5%.
Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +11,8% a +12,5%), mentre è sostanzialmente stabile la crescita di quelli dei servizi (da +3,8% a +3,9%); si amplia, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -8,0 di agosto a -8,6 punti percentuali).
Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +9,6% a +10,9%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +7,7% a +8,4%).
L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+2,0%), dei Beni semidurevoli (+1,0%), dei Beni durevoli (+0,7%) e degli Alimentari lavorati (+0,5%), in parte frenato dal calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-4,2% dovuto per lo più a fattori stagionali).
L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +7,1% per l’indice generale e a +3,6% per la componente di fondo.
Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dell’1,6% su base mensile, anche per effetto della fine dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e del 9,4% su base annua (da +9,1% nel mese precedente); la stima preliminare era +9,5%.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’8,6% su base annua.
Nel terzo trimestre 2022 l’impatto dell’inflazione, misurata dall’IPCA, è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa rispetto a quelle con livelli di spesa più elevati (+11,6% e +7,6% rispettivamente). Per l’approfondimento cfr. pag. 10.
DIFFUSIONE
28 ottobre 2022
Link utili
http://dati.istat.it/http://www.istat.it/it/congiunturahttp://rivaluta.istat.it/Rivaluta/
pagina 10
FIGURA 1. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC
Gennaio 2017 – settembre 2022, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100)
PROSPETTO 1. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, IPCA E FOI
Settembre 2022, indici e variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100)
Indici Variazioni congiunturali Variazioni tendenziali
settembre
2022 set-22
ago-22 set-22
set-21
Indice nazionale per l’intera collettività NIC 114,2 +0,3 +8,9
Indice armonizzato IPCA 115,6 +1,6 +9,4
Indice per le famiglie di operai e impiegati FOI (senza tabacchi) 113,5 +0,3 +8,6
Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC)
Le divisioni di spesa
A settembre l’accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente a quella dei prezzi dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +10,5% di agosto a +11,7%), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (da +6,5% a +8,0%) e, in misura minore, dei prezzi di Abbigliamento e calzature (da +1,8% a +2,5%), di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +31,5% a +32,1%) e di Mobili, articoli e servizi per la casa (da +6,0% a +6,5%), con i prezzi delle Comunicazioni che registrano una flessione meno ampia (da -3,7% a -3,0%) (Prospetto 2 e Figura 2). Tale dinamica è stata solo in parte compensata dal rallentamento dei prezzi dei Trasporti (da +10,3% a +9,5%).
In termini di contributi, l’inflazione è quindi dovuta principalmente ai prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,429 punti percentuali), dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,161) e dei Trasporti (+1,334). L’unico contributo negativo è quello dei prezzi delle Comunicazioni (-0,080).
PROSPETTO 2. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER DIVISIONE DI SPESA,
Settembre 2022, pesi, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100) e contributi alla variazione tend. dell’indice generale
DIVISIONI DI SPESA Pesi Variazioni congiunturali Variazioni tendenziali Contributo alla variazione tendenziale dell’indice generale Inflazione acquisita a settembre
set-22
ago-22 set-21
ago-21 set-22
set-21 ago-22
ago-21 Prodotti alimentari e bevande analcoliche 183.676 +1,2 +0,1 +11,7 +10,5 2,161 +8,4
Bevande alcoliche e tabacchi 34.038 +0,3 -0,2 +2,0 +1,5 0,068 +1,3
Abbigliamento e calzature 63.855 +1,2 +0,4 +2,5 +1,8 0,162 +1,7
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili 109.684 +0,5 +0,1 +32,1 +31,5 3,429 +26,4
Mobili, articoli e servizi per la casa 79.950 +0,6 0,0 +6,5 +6,0 0,526 +4,9
Servizi sanitari e spese per la salute 88.946 +0,1 0,0 +0,9 +0,8 0,073 +0,8
Trasporti 144.843 -2,1 -1,4 +9,5 +10,3 1,334 +9,8
Comunicazioni 25.749 +0,9 +0,1 -3,0 -3,7 -0,080 -3,0
Ricreazione, spettacoli e cultura 70.540 -0,9 -0,9 +1,9 +1,9 0,125 +1,2
Istruzione 10.835 +0,7 +0,2 +0,1 -0,4 0,001 0,0
Servizi ricettivi e di ristorazione 93.754 +1,6 +0,2 +8,0 +6,5 0,780 +6,5
Altri beni e servizi 94.130 +0,3 -0,1 +2,8 +2,4 0,260 +1,9
FIGURA 2. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER DIVISIONE DI SPESA
Settembre 2022, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
Le TIPOLOGIE DI PRODOTTO
A settembre, secondo le stime preliminari, l’accelerazione su base annua dell’indice generale dei prezzi al consumo NIC (da +8,4% a +8,9%) si deve ai prezzi dei beni (da +11,8% a +12,5%), mentre la crescita di quelli dei servizi rimane sostanzialmente stabile (da +3,8% a +3,9%); il differenziale inflazionistico tra questi ultimi e i prezzi dei beni rimane quindi negativo, ma si amplia a -8,6 punti percentuali (da -8,0 di agosto).
L’accelerazione dei prezzi dei beni è imputabile prevalentemente ai prezzi dei Beni alimentari (da +10,1% a +11,4%; +1,1% il congiunturale), a causa sia degli Alimentari lavorati (da +10,4% a +11,4%; +0,5% rispetto al mese precedente) sia degli Alimentati non lavorati (da +9,8% a +11,0%; +2,0% su base mensile). Per quest’ultimo aggregato in particolare è da segnalare l’accelerazione dei prezzi dei Vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (da +12,4% a +16,7%; +9,5% il congiunturale), mentre quelli della Frutta fresca o refrigerata rallentano a +7,9% (da +8,3%; -0,8% rispetto ad agosto).
Contribuiscono all’accelerazione dei prezzi dei beni anche quelli degli Altri beni (da +3,5% a +4,0%; +0,7% su base mensile) e di tutti gli aggregati che ne fanno parte e quindi dei prezzi dei Beni durevoli (da +4,2% a +4,6%; +0,7% rispetto al mese precedente), dei Beni non durevoli (da +3,8% a +4,6%; +0,4% il congiunturale) e dei Beni semidurevoli (da +2,3% a +2,8%; +1,0% sul mese).
PROSPETTO 3. INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO
Settembre 2022, pesi e variazioni congiunturali e tendenziali percentuali (base 2015=100)
TIPOLOGIE DI PRODOTTO Pesi Variazioni congiunturali Variazioni tendenziali Inflazione acquisita a settembre
set-22
ago-22 set-21
ago-21 set-22
set-21 ago-22
ago-21 Beni alimentari, di cui: 195.333 +1,1 0,0 +11,4 +10,1 +8,0
Alimentari lavorati 120.047 +0,5 -0,4 +11,4 +10,4 +7,8
Alimentari non lavorati 75.286 +2,0 +0,8 +11,0 +9,8 +8,5
Beni energetici, di cui: 92.494 -0,2 +0,1 +44,5 +44,9 +40,5
Energetici regolamentati 17.411 0,0 +0,1 +47,7 +47,9 +55,5
Energetici non regolamentati 75.083 -0,2 +0,1 +41,2 +41,6 +34,6
Tabacchi 22.381 0,0 0,0 +0,2 +0,2 +0,3
Altri beni, di cui: 270.978 +0,7 +0,2 +4,0 +3,5 +2,7
Beni durevoli 105.690 +0,7 +0,3 +4,6 +4,2 +3,1
Beni non durevoli 70.411 +0,4 -0,3 +4,6 +3,8 +3,0
Beni semidurevoli 94.877 +1,0 +0,4 +2,8 +2,3 +2,0
Beni 581.186 +0,7 +0,1 +12,5 +11,8 +10,1
Servizi relativi all’abitazione 76.842 +0,4 +0,1 +1,8 +1,5 +1,5
Servizi relativi alle comunicazioni 17.859 0,0 +0,1 +0,2 +0,3 0,0
Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona 143.087 +0,5 -0,5 +5,7 +4,6 +4,6
Servizi relativi ai trasporti 64.440 -4,2 -3,1 +7,2 +8,4 +5,8
Servizi vari 116.586 +0,2 +0,1 +1,7 +1,6 +1,4
Servizi 418.814 -0,5 -0,6 +3,9 +3,8 +3,0
Indice generale al netto degli energetici e alimentari freschi (Componente di fondo) 832.220 +0,2 -0,4 +5,0 +4,4 +3,6
Indice generale al netto dell’energia, degli alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi 689.792 +0,1 -0,3 +3,9 +3,6 +3,0
Indice generale al netto degli energetici 907.506 +0,3 -0,2 +5,5 +5,0 +3,9
Indice dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona 220.483 +1,0 -0,1 +10,9 +9,6 +7,6
Registrano, invece, un lieve rallentamento della crescita, che rimane pur sempre molto elevata, i prezzi dei Beni energetici (da +44,9% di agosto a +44,5%; -0,2% su base mensile) per la componente sia regolamentata (da +47,9% a +47,7%; nullo il congiunturale), sia non regolamentata (da +41,6% a +41,2%; -0,2% rispetto al mese precedente). La dinamica dei prezzi degli Energetici non regolamentati è dovuta principalmente al rallentamento dei prezzi della Benzina la cui crescita passa da +8,8% di agosto a +3,3% (-4,8% il congiunturale), mentre accelerano i prezzi del Gasolio per mezzi di trasporto (da +18,2% a +19,8%; +1,3% su base mensile), dei Combustibili solidi (da +10,1% a +16,3%; +5,8% dal mese precedente) e dell’Energia elettrica mercato libero (da +135,9% a +136,7%; +0,3% la variazione congiunturale); da segnalare un aumento su base mensile dei prezzi del Gas di città e gas naturale mercato libero pari a +1,2%.
La crescita dei prezzi dei servizi risulta sostanzialmente stabile (da +3,8% di agosto a +3,9%; -0,5% su base mensile). Questo andamento è il risultato di spinte contrapposte. Da una parte accelerano i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,6% a +5,7%; +0,5% su base mensile), a causa dei prezzi dei Servizi ricreativi e sportivi (da +0,8% a +1,6%; -6,4% il congiunturale), dei Ristoranti, bar e simili (da +5,2% a +6,1%; +0,9% rispetto ad agosto) e dei Servizi di alloggio (da +12,5% a +16,0%; +3,7% rispetto al mese precedente). Dall’altra parte rallentano i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +8,4% a +7,2%, -4,2% il congiunturale per lo più per fattori stagionali), a causa prevalentemente dei prezzi del Trasporto aereo passeggeri (che confermano una crescita molto elevata ma decelerano da +85,1% a +82,0%; -30,3% su base mensile) e del Trasporto passeggeri su rotaia (con una flessione più ampia da -8,3% a -9,1%; -1,6% su agosto).
Il ruolo delle diverse tipologie di prodotto nel determinare l’inflazione del mese di settembre è rappresentato dai contributi alla variazione dell’indice generale dei prezzi al consumo riportati nella figura 4.
FIGURA 3. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER CATEGORIE DI PRODOTTO
Gennaio 2017 – settembre 2022, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
FIGURA 4. INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, CONTRIBUTI ALLA VARIAZIONE PERCENTUALE TENDENZIALE PER TIPOLOGIA DI PRODOTTOSettembre 2022, punti percentuali
I BENI E I SERVIZI REGOLAMENTATI
PROSPETTO 4. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER BENI E SERVIZI REGOLAMENTATI E NON REGOLAMENTATISettembre 2022, pesi, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali e contributi alla variazione tendenziale dell’indice generale (base 2015=100)
TIPOLOGIE DI PRODOTTO Pesi Variazioni congiunturali Variazioni tendenziali Contributo alla variazione tendenziale dell’indice generale Inflazione acquisita a settembre
set-22
ago-22 set-21
ago-21 set-22
set-21 ago-22
ago-21 Beni non regolamentati 538.587 +0,8 +0,1 +11,4 +10,7 6,094 +8,6
Beni regolamentati, di cui: 42.599 0,0 +0,1 +22,1 +22,2 1,087 +25,1
Energetici regolamentati 17.411 0,0 +0,1 +47,7 +47,9 1,074 +55,5
Altri beni regolamentati 25.188 +0,1 0,0 +0,6 +0,5 0,013 +0,3
Beni 581.186 +0,7 +0,1 +12,5 +11,8 7,181 +10,1
Servizi non regolamentati 363.774 -0,5 -0,8 +4,2 +4,0 1,556 +3,3
Servizi regolamentati 55.040 +0,3 +0,1 +2,0 +1,8 0,102 +1,6
Servizi 418.814 -0,5 -0,6 +3,9 +3,8 1,658 +3,0
I prodotti per frequenza di acquisto
PROSPETTO 5. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER PRODOTTI A DIVERSA FREQUENZA DI ACQUISTOSettembre 2022, pesi, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali e contributi alla variazione tendenziale dell’indice generale (base 2015=100)
TIPOLOGIE DI PRODOTTO Pesi Variazioni congiunturali Variazioni tendenziali Contributo alla variazione tendenziale dell’indice generale Inflazione acquisita a settembre
set-22
ago-22 set-21
ago-21 set-22
set-21 ago-22
ago-21 Alta frequenza 414.890 +0,7 0,0 +8,4 +7,7 3,484 +7,0
Media frequenza 387.426 -0,3 -0,7 +11,9 +11,5 4,576 +9,6
Bassa frequenza 197.684 +0,6 +0,3 +3,9 +3,6 0,780 +2,8
I dati del territorio
A settembre l’inflazione nelle diverse ripartizioni geografiche (Figura 5) è più alta di quella nazionale nelle Isole (in accelerazione da +9,8% a +10,2%) e nel Nord-Est (da +8,9% di agosto a +9,4%), mentre si posiziona al di sotto nel Sud (da +8,3% a +8,8%), nel Centro (da +8,1% a +8,6%) e nel Nord-Ovest (da +7,7% a +8,2%).
Nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome e nei comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti (Figura 6) l’inflazione più elevata si osserva a Catania (+11,0%), Bolzano e Palermo (entrambe a +10,8%), mentre le variazioni tendenziali più contenute si registrano ad Aosta (+7,4%) e Catanzaro (+7,6%).
FIGURA 5. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER REGIONE E RIPARTIZIONE GEOGRAFICAAgosto – settembre 2022, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
FIGURA 6. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER CAPOLUOGO DI REGIONE, PROVINCIA AUTONOMA E GRANDI COMUNI (a)
Settembre 2022, graduatoria delle variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
(a) I grandi comuni presenti nel grafico sono i comuni capoluogo di provincia con più di 150.000 abitanti.
Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA)
Le divisioni di spesa
A settembre, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dell’1,6% su base mensile e del 9,4% su base annua, da +9,1% di agosto (Prospetto 6).
L’accelerazione dell’IPCA è spiegata prevalentemente, come per il NIC, da una parte dai prezzi dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +10,7% a +11,8%) e dall’altra dai prezzi dei Servizi ricettivi e di ristorazione (da +6,6% a +7,9%); accelerano anche i prezzi di Mobili, articoli e servizi per la casa (da +5,7% a +6,5%), di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +31,6% a +32,2%) e registrano una flessione meno ampia (da -3,6% a -3,0%) i prezzi delle Comunicazioni. Rallentano invece i prezzi dei Trasporti (da +10,3% a +9,5%).
In assenza degli interventi di natura fiscale adottati dal governo per contrastare i rincari dei prodotti energetici (riduzione dell’IVA sul gas a ottobre 2021 e delle accise sui carburanti a partire dal 22 marzo 2022), l’inflazione misurata dall’IPCA a tassazione constante (IPCA-TC) a settembre sarebbe stata pari a +10,6% (da +10,3% di agosto).
PROSPETTO 6. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA PER DIVISIONE DI SPESASettembre 2022, pesi e variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100)
DIVISIONI DI SPESA Pesi Variazioni congiunturali Variazioni tendenziali Inflazione acquisita a settembre
set-22
ago-22 set-21
ago-21 set-22
set-21 ago-22
ago-21 Prodotti alimentari e bevande analcoliche 194.554 +1,1 +0,1 +11,8 +10,7 +8,5
Bevande alcoliche e tabacchi 36.056 +0,3 -0,1 +2,0 +1,6 +1,3
Abbigliamento e calzature 73.176 +26,3 +26,1 +2,8 +2,7 +0,6
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili 116.179 +0,5 +0,1 +32,2 +31,6 +26,5
Mobili, articoli e servizi per la casa 84.989 +0,9 +0,2 +6,5 +5,7 +4,7
Servizi sanitari e spese per la salute 46.145 +0,1 +0,1 +1,1 +1,1 +0,9
Trasporti 153.242 -2,1 -1,4 +9,5 +10,3 +9,8
Comunicazioni 27.265 +0,9 +0,2 -3,0 -3,6 -2,9
Ricreazione, spettacoli e cultura 57.663 -1,2 -1,1 +2,4 +2,5 +1,4
Istruzione 11.474 +0,7 +0,2 0,0 -0,5 -0,1
Servizi ricettivi e di ristorazione 99.319 +1,5 +0,3 +7,9 +6,6 +6,5
Altri beni e servizi 99.938 +0,5 +0,4 +2,8 +2,7 +1,9
gli aggregati speciali
Con riferimento agli aggregati speciali dell’IPCA, accelerano i prezzi dei beni (da +12,2% a +12,7%; +3,0% rispetto a agosto) a causa dei prezzi dei Beni alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi (da +9,2% +10,2%; +1,0% il congiunturale), sia di quelli lavorati (incluse bevande alcoliche) e tabacchi (da +8,8% a +9,8%, +0,5% sul mese precedente) sia di quelli non lavorati (da +10,1% a +11,4%; +2,1% la variazione congiunturale), ma anche a causa dei Beni industriali non energetici (da +4,1% a +4,4%; +6,2% rispetto ad agosto) e in particolare di quelli non durevoli (da +5,0% a +5,9%; +0,5% su base mensile). Decelerano di poco, invece, i prezzi dell’Energia (da +45,4% a +45,0%; -0,2% il congiunturale) a causa del rallentamento dei prezzi dei Combustibili liquidi, carburanti e lubrificanti (da +14,8% a +13,2%; -1,3% sul mese precedente) solo parzialmente compensato dall’accelerazione dei prezzi di Elettricità, gas e combustibili solidi (da +76,9% a 77,9%; +0,6 rispetto ad agosto).
L’accelerazione dei prezzi dei servizi (la cui crescita passa da +4,0% a +4,4%; -0,5% rispetto a agosto) si deve essenzialmente a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +5,3% a +6,4%; +0,5% sul mese) e in misura minore ai prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (da +1,4% a +1,7%; +0,4% il congiunturale); rallentano invece i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +8,4% a +7,2%; -4,2% su base mensile).
In accelerazione sia l’inflazione della componente di fondo calcolata al netto di energia e alimentari freschi (da +4,9% a +5,3%) sia quella al netto dell’energia, degli alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi (da +4,1% a +4,4%) sia quella al netto dei soli beni energetici (da +5,4% a +5,8%).
PROSPETTO 7. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA PER AGGREGATI SPECIALI(*)Settembre 2022, pesi e variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100)
AGGREGATI SPECIALI Pesi Variazioni congiunturali Variazioni tendenziali Inflazione acquisita a settembre
set-22
ago-22 set-21
ago-21 set-22
set-21 ago-22
ago-21 Beni alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi, di cui: 230.610 +1,0 +0,1 +10,2 +9,2 +7,4
Alimentari lavorati (incluse bevande alcoliche) e tabacchi 159.028 +0,5 -0,4 +9,8 +8,8 +6,7
Alimentari non lavorati 71.582 +2,1 +0,9 +11,4 +10,1 +9,1
Energia, di cui: 97.164 -0,2 +0,1 +45,0 +45,4 +41,0
Elettricità, gas e combustibili solidi 48.838 +0,6 +0,1 +77,9 +76,9 +64,1
Combustibili liquidi, carburanti e lubrificanti 48.326 -1,3 +0,1 +13,2 +14,8 +18,1
Beni industriali non energetici, di cui: 284.285 +6,2 +5,9 +4,4 +4,1 +2,7
Beni durevoli 110.163 +0,9 +0,4 +4,7 +4,2 +3,2
Beni non durevoli 64.441 +0,5 -0,3 +5,9 +5,0 +3,8
Beni semidurevoli 109.681 +16,7 +16,5 +2,9 +2,7 +1,2
Beni 612.059 +3,0 +2,6 +12,7 +12,2 +10,2
Servizi relativi all’abitazione 81.415 +0,4 +0,1 +1,7 +1,4 +1,4
Servizi relativi alle comunicazioni 18.908 0,0 +0,2 +0,1 +0,3 0,0
Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona 134.632 +0,5 -0,5 +6,4 +5,3 +5,2
Servizi relativi ai trasporti 68.097 -4,2 -3,2 +7,2 +8,4 +5,7
Servizi vari 84.889 +0,2 +0,1 +1,9 +1,8 +1,5
Servizi 387.941 -0,5 -0,8 +4,4 +4,0 +3,4
Indice generale al netto dell’energia e degli alimentari freschi (Componente di fondo) 831.254 +1,8 +1,5 +5,3 +4,9 +3,8
Indice generale al netto dell’energia, degli alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi 672.226 +2,2 +1,9 +4,4 +4,1 +3,1
Indice generale al netto dell’energia 902.836 +1,8 +1,4 +5,8 +5,4 +4,2
FIGURA 7. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA, ITALIA E UNIONE ECONOMICA E MONETARIA1Gennaio 2017 – settembre 2022, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
(1) L’indice IPCA per l’Unione Economica e Monetaria (Uem) di settembre 2022 è la stima anticipata diffusa da Eurostat venerdì 30/9/2022.
La misura dell’inflazione per classi di spesa delle famiglie
Allo scopo di valutare i diversi effetti dell’inflazione, misurata dall’IPCA, sulle famiglie distinte per livelli di consumo, tutte le famiglie sono ordinate in base alla loro spesa equivalente (per tener conto della numerosità di ciascun nucleo familiare e permettere confronti diretti tra i livelli di spesa di famiglie di ampiezza diversa) e quindi suddivise in cinque classi (quinti) di pari numero: nel primo quinto (o gruppo) sono presenti le famiglie con la spesa mensile equivalente più bassa (generalmente le meno abbienti) e nell’ultimo quinto quelle con la spesa mensile più alta.
L’inflazione generale nel terzo trimestre del 2022 (+8,9%) continua ad essere in buona parte determinata dai prezzi dei Beni energetici e accelera rispetto al secondo trimestre (quando era pari a +7,4%) a causa per lo più dei prezzi dei Beni alimentari e, seppure in misura più contenuta, degli stessi Beni energetici e dei servizi. Poiché i beni incidono in misura maggiore sulle spese delle famiglie meno abbienti e viceversa i servizi pesano maggiormente sul bilancio di quelle più agiate, l’inflazione è in accelerazione per tutti i gruppi di famiglie ma continua a registrare valori più elevati per le famiglie del primo gruppo rispetto a quelle del quinto. In particolare, per le famiglie del primo gruppo (con minore capacità di spesa), l’inflazione accelera dal +9,8% del secondo trimestre al +11,6% del terzo trimestre, mentre per quelle del quinto gruppo (con la capacità di spesa più elevata), passa dal +6,1% del trimestre precedente fino al +7,6% (Prospetto 8). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra la prima e la quinta classe si amplia ulteriormente portandosi a 4,0 punti percentuali.
PROSPETTO 8. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA PER CLASSI DI SPESA DELLE FAMIGLIEAnno 2021 – III trimestre 2022 variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
1°gruppo +2,4 +4,7 +8,3 +9,8 +11,6
2°gruppo +2,3 +4,5 +7,3 +8,8 +10,4
3°gruppo +2,1 +4,1 +6,5 +8,0 +9,5
4°gruppo +1,9 +3,8 +5,9 +7,2 +8,7
5°gruppo +1,6 +3,1 +4,9 +6,1 +7,6
IPCA +1,9 +3,7 +6,0 +7,4 +8,9
FIGURA 8. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA PER CLASSI DI SPESA DELLE FAMIGLIEGennaio 2017 – settembre 2022, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
Con riferimento al comparto dei beni (Figura 9), nel terzo trimestre 2022 la forte crescita tendenziale dei prezzi riguarda entrambi i gruppi di famiglie risultando però molto più marcata per quelle meno abbienti, per le quali accelera da +13,8% del secondo trimestre a +16,4% (+17,5% nel mese di settembre), mentre per le famiglie con livelli di spesa più elevati si porta da +8,2% nel secondo trimestre a +9,9% nel terzo (+10,4% a settembre).
Le differenze nel profilo tendenziale dei prezzi dei beni per il primo e per l’ultimo gruppo di famiglie si devono principalmente alla dinamica dei prezzi dell’Energia la cui crescita conferma ritmi molto elevati per entrambi i gruppi di famiglie ma che segna un’accelerazione da +48,9% a +52,0% per la prima classe di spesa e un lieve rallentamento da +42,0% a +41,4% per la quinta classe. I prezzi dei Beni alimentari, invece, accelerano per entrambi i gruppi ma continuano a registrare una crescita più ampia per il primo gruppo di famiglie (+9,6% gli Alimentari lavorati, da +6,1% del secondo trimestre, e +10,7% quelli non lavorati, da +9,2%), rispetto al quinto gruppo (+8,5% gli Alimentari lavorati, da +5,3%, e +10,4% quelli non lavorati, da +9,2%).
L’impatto inflazionistico di queste dinamiche risulta più ampio per le famiglie con più bassi livelli di spesa che destinano all’acquisto di questi prodotti una quota maggiore del loro bilancio rispetto alle famiglie con maggiore capacità di spesa (per l’energia rispettivamente il 14,6% le prime il 6,7% le seconde, per i Beni alimentari lavorati rispettivamente il 21,9% e l’11,5%, per i Beni alimentari non lavorati l’11,3% e il 4,9%).
FIGURA 9. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA PER CLASSI DI SPESA DELLE FAMIGLIE – BENIGennaio 2017 – settembre 2022, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
Il settore dei servizi (Figura 10), nel terzo trimestre del 2022, registra un’accelerazione dei prezzi sia per le famiglie meno abbienti (da +2,1% nel secondo trimestre a +2,7%) sia per quelle più agiate (da +3,4% a +4,5%).
Questa dinamica è in larga parte il risultato dell’andamento dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei Servizi relativi ai trasporti e del diverso peso che ha la spesa per questi aggregati nei bilanci delle famiglie dei due gruppi. In particolare, la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona – le cui spese incidono sul bilancio delle famiglie meno abbienti in misura molto più contenuta (5,7%) rispetto a quelle delle famiglie più agiate (16,2%) – nel terzo trimestre 2022 accelera per entrambi i gruppi di famiglie, portandosi a +4,8% (da +4,1% del secondo) per le famiglie meno abbienti e a +5,8% (da +4,4%) per quelle più agiate. Anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, che gravano per il 4,7% sul bilancio del primo gruppo di famiglie e per il 7,6% sul quinto gruppo, registrano un’accelerazione della crescita per entrambi i gruppi di famiglie (rispettivamente da +5,3% a +6,7% per il primo e da +6,5% a +9,1% per il quinto).
FIGURA 10. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA PER CLASSI DI SPESA DELLE FAMIGLIE – SERVIZIGennaio 2017 – settembre 2022, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100)
Pertanto, con riferimento al terzo trimestre 2022 (Figura 11), il contributo dei prezzi dei beni alla variazione dell’indice generale dei prezzi al consumo, sebbene con ampiezza diversa, risulta molto elevato e positivo per entrambi i gruppi di famiglie considerati. In particolare è pari a 10,728 punti percentuali (cui l’Energia contribuisce per 7,041 punti percentuali) per quelle con minore capacità di spesa e a 5,646 punti percentuali (cui l’Energia contribuisce per 2,634 punti percentuali) per quelle con maggiori capacità di spesa. Anche il contributo dei prezzi dei servizi è positivo per entrambi i gruppi di famiglie, anche se con valori molto più contenuti rispetto a quello dei beni, e ammonta a 0,949 punti percentuali per le famiglie meno abbienti e a 1,989 punti percentuali per quelle più agiate.
FIGURA 11. INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA, CONTRIBUTI ALLA VARIAZIONE PERCENTUALE TENDENZIALE DEGLI AGGREGATI SPECIALI DELLA 1a E DELLA 5 a CLASSE DI SPESA3° trimestre 2022, punti percentuali
Le stime preliminari e definitive delle variazioni congiunturali e tendenziali degli indici generali NIC e IPCA relative al mese di settembre 2022 sono messe a confronto per valutare l’eventuale revisione intercorsa e, quindi, l’accuratezza della stima preliminare (Prospetto 9).
Per un’analisi più ampia dell’accuratezza e una descrizione della metodologia della stima provvisoria dell’inflazione si rimanda alla nota metodologica allegata al comunicato.
PROSPETTO 9. REVISIONI DEGLI INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO Settembre 2022, indici e variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100)
DATI PROVVISORI DATI DEFINITIVI
indici variazioni congiunturali variazioni tendenziali indici variazioni congiunturali variazioni tendenziali
settembre
2022 set-22
ago-22 set-22
set-21 settembre
2022 set-22
ago-22 set-22
set-21
Indice nazionale per l’intera collettività NIC 114,2 +0,3 +8,9 114,2 +0,3 +8,9
Indice armonizzato IPCA 115,7 +1,7 +9,5 115,6 +1,6 +9,4
Altri beni: comprendono i beni di consumo
Altri beni: comprendono i beni di consumo ad esclusione dei beni alimentari, dei beni energetici e dei tabacchi.
Altri beni regolamentati: comprendono l’acqua potabile e i medicinali.
Beni alimentari: comprendono oltre ai generi alimentari (come, ad esempio, il pane, la carne, i formaggi), le bevande analcoliche e quelle alcoliche.
Si definiscono lavorati i beni alimentari destinati al consumo finale che sono il risultato di un processo di trasformazione industriale (come, ad esempio, i succhi di frutta, gli insaccati, i prodotti surgelati). Si dicono non lavorati i beni alimentari non trasformati (come la carne fresca, il pesce fresco, la frutta e la verdura fresca).
Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (cosiddetto “carrello della spesa”): includono, oltre ai beni alimentari, i beni per la pulizia e la manutenzione ordinaria della casa e i beni per l’igiene personale e prodotti di bellezza.
Beni durevoli: includono le autovetture, gli articoli di arredamento, gli elettrodomestici.
Beni non durevoli: comprendono i detergenti per la pulizia della casa, i prodotti per la cura della persona, i medicinali.
Beni semidurevoli: comprendono i capi di abbigliamento, le calzature, i libri.
Beni energetici regolamentati: includono le tariffe per l’energia elettrica mercato tutelato e il gas di rete per uso domestico.
Beni energetici non regolamentati: comprendono i carburanti per gli autoveicoli, i lubrificanti, i combustibili per uso domestico non regolamentati e l’energia elettrica mercato libero.
Beni regolamentati: includono i beni energetici regolamentati e gli altri beni regolamentati.
COICOP: classificazione dei consumi individuali secondo l’utilizzo finale.
Componente di fondo: viene calcolata escludendo i beni alimentari non lavorati e i beni energetici.
Contributo alla variazione tendenziale dell’indice generale: permette di valutare l’incidenza delle variazioni di prezzo delle singole componenti sull’aumento o sulla diminuzione dell’indice aggregato. A tal fine, il tasso di variazione tendenziale dell’indice generale viene scomposto nella somma degli effetti attribuibili a ciascuna delle variazioni delle sue componenti. Poiché si tratta di un indice concatenato, il contributo della componente i-esima alla variazione dell’indice generale è funzione della dinamica di prezzo di tale componente e della modifica del suo peso relativo nei due anni a confronto. I contributi alla variazione tendenziale dell’indice generale sono calcolati a partire dagli indici elementari di prezzo dei prodotti del paniere di riferimento. Per effetto degli arrotondamenti, la loro somma può differire dalla variazione dell’indice generale.
ECOICOP: classificazione europea dei consumi individuali secondo l’utilizzo finale, che prevede un livello di dettaglio (le sottoclassi) maggiore rispetto alla COICOP.
FOI: indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Inflazione: misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di prodotti (paniere) rappresentativo di tutti i beni e servizi destinati al consumo finale delle famiglie, acquistabili sul mercato attraverso transazioni monetarie.
Inflazione acquisita: rappresenta la variazione media dell’indice nell’anno indicato, che si avrebbe ipotizzando che l’indice stesso rimanga al medesimo livello dell’ultimo dato mensile disponibile nella restante parte dell’anno.
IPCA: indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’Unione europea.
IPCA-AS: indici armonizzati dei prezzi al consumo per aggregati speciali sono indicatori costruiti secondo uno schema classificatorio diverso dalla ECOICOP-IPCA e da quello utilizzato per gli indici NIC per tipologia di prodotto. La struttura di classificazione e le procedure di calcolo sono comuni a quelle utilizzate da Eurostat e ne condividono le innovazioni di carattere metodologico. In particolare, dalla diffusione degli indici definitivi di gennaio 2019 cambia il metodo di calcolo degli aggregati speciali dell’IPCA che sono ottenuti aggregando gli indici delle sottoclassi della ECOICOP (in precedenza, per il computo di questi indicatori erano utilizzati gli indici delle classi). Per una migliore fruibilità dei nuovi indicatori, le serie degli aggregati speciali, secondo il nuovo schema, sono state ricostruite per il periodo gennaio 2017 – dicembre 2018 e sostituiscono, per l’intervallo temporale in questione, quelle precedentemente diffuse, basate sulla vecchia metodologia di calcolo.
IPCA-TC: indice armonizzato dei prezzi al consumo a tassazione costante per i Paesi dell’Unione europea.
NIC: indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività.
Prodotti ad alta frequenza di acquisto: includono, oltre ai generi alimentari, le bevande alcoliche e analcoliche, i tabacchi, le spese per l’affitto, i beni non durevoli per la casa, i servizi per la pulizia e manutenzione della casa, i carburanti, i trasporti urbani, i giornali e i periodici, i servizi di ristorazione, le spese di assistenza.
Prodotti a media frequenza di acquisto: comprendono, tra gli altri, le spese di abbigliamento, le tariffe elettriche e quelle relative all’acqua potabile e lo smaltimento dei rifiuti, i medicinali, i servizi medici e quelli dentistici, i trasporti stradali, ferroviari marittimi e aerei, i servizi postali e telefonici, i servizi ricreativi e culturali, i pacchetti vacanze, i libri, gli alberghi e gli altri servizi di alloggio.
Prodotti a bassa frequenza di acquisto: comprendono gli elettrodomestici, i servizi ospedalieri, l’acquisto dei mezzi di trasporto, i servizi di trasloco, gli apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici, gli articoli sportivi.
Servizi regolamentati: tipologie di servizio i cui prezzi sono stabiliti da amministrazioni nazionali o locali e da servizi di pubblica utilità soggetti a regolamentazione da parte di specifiche Agenzie (Authority). Comprendono i certificati anagrafici, il passaporto, la tariffa per i rifiuti solidi, la tariffa per la raccolta di acque reflue, l’istruzione secondaria, le mense scolastiche, i trasporti urbani unimodali e multimodali (biglietti e abbonamenti), il trasporto extra-urbano su bus e quello extra-urbano multimodale, i taxi, i trasporti ferroviari regionali, i pedaggi autostradali, i concorsi pronostici, il canone tv, i servizi di telefonia fissa, la revisione auto, le tasse per il trasferimento della proprietà delle autovetture e dei motoveicoli e alcuni servizi postali.
Servizi relativi all’abitazione: comprendono i servizi di riparazione, la pulizia e la manutenzione della casa, la tariffa per i rifiuti solidi, la tariffa per la raccolta acque reflue, il canone d’affitto, le spese condominiali.
Servizi relativi alle comunicazioni: comprendono i servizi di telefonia e i servizi postali.
Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona: comprendono i pacchetti vacanza, i servizi di alloggio, i ristoranti, bar e simili, le mense, la riparazione di apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici, i servizi per l’abbigliamento, i servizi per l’igiene personale, i servizi ricreativi e culturali vari, i concorsi e le lotterie.
Servizi relativi ai trasporti: comprendono i trasporti aerei, marittimi, ferroviari, e stradali, i servizi di manutenzione e riparazione di mezzi di trasporto, le assicurazioni sui mezzi di trasporto.
Servizi vari: comprendono l’istruzione, i servizi medici, i servizi per l’assistenza, i servizi finanziari; professioni liberali; servizio funebre; assicurazioni sugli infortuni.
Variazione congiunturale: variazione rispetto al periodo precedente.
Variazione tendenziale: variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Introduzione e quadro normativo
Gli indici dei prezzi al consumo misurano le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di prodotti (paniere) rappresentativo di tutti i beni e servizi destinati al consumo finale delle famiglie, acquistabili sul mercato attraverso transazioni monetarie (sono escluse le transazioni a titolo gratuito, gli autoconsumi, i fitti figurativi, ecc.).
Il sistema degli indici dei prezzi al consumo è articolato in tre diversi indicatori:
l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è utilizzato come misura dell’inflazione per l’intero sistema economico;
l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo ad un lavoratore dipendente;
l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione europea (IPCA) assicura una misura dell’inflazione comparabile tra i diversi paesi europei, attraverso l’adozione di un impianto concettuale, metodologico e tecnico condiviso. In ottemperanza alla normativa europea, e coerentemente agli standard previsti dai regolamenti, l’indice IPCA è elaborato anche nella versione “a tassazione costante (IPCA-TC)”.
Le serie degli indici nazionali NIC e FOI hanno base di riferimento 2015=100. Anche l’indice IPCA è calcolato e diffuso con base di riferimento 2015=100, in linea con gli altri Paesi dell’Unione europea e in conformità al Regolamento (UE) n. 2016/792 del Parlamento e del Consiglio e con il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 2020/1148 della Commissione del 31 luglio 2020.
La rilevazione dei prezzi al consumo è disciplinata anche da diverse leggi e regolamenti che definiscono i soggetti coinvolti (l’Istituto nazionale di statistica e i Comuni) e le relative funzioni:
il Regio Decreto Legge n. 222/1927, che conferisce l’incarico all’Istituto centrale di statistica di promuovere la formazione di indici del costo della vita in tutti i comuni con più di 100.000 abitanti e in altri, preferibilmente scelti tra i capoluoghi di provincia o tra quelli con più di 50.000 abitanti che abbiano uffici di statistica idonei;
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