
(AGENPARL) – sab 08 ottobre 2022 Il direttore Enrico Fedele è intervenuto a Radio Marte in Marte Sport Live (ogni giorno in onda dalle 13 alle 14 e dalle 20 alle 21): «Per evitare che la partita di Cremona sia presa sotto gamba dai suoi, Spalletti sicuramente gli avrà ricordato le partite con Empoli e Spezia dell’anno passato che fecero perdere il campionato al Napoli. La verità però è che se vuoi vincere lo Scudetto, e il Napoli per me quest’anno deve vincerlo, in partite come quella di Cremona puoi soffrire 7, 8, 10 minuti al massimo ma poi le devi vincere. Se non riesci a farlo, vuol dire che non sei ancora maturo. Diventi come quel ciclista che straccia gli avversari nella Milano-Sanremo ma non vince mai il Giro d’Italia. Turnover? Credo che due o tre cambi siano necessari, ma non di più. Non c’è bisogno di stravolgere tutto se hai la possibilità di fare cinque sostituzioni a gara in corso. Milan-Juventus? Se la Juve batte il Milan, la squadra di Pioli si ridimensiona e quella di Allegri si rilancia nel gruppo delle pretendenti a un posto Champions, non di più. Non credo proprio che la Juventus possa lottare per lo Scudetto quest’anno».
Gigi De Canio, allenatore, è intervenuto a Radio Marte in Marte Sport Live (ogni giorno in onda dalle 13 alle 14 e dalle 20 alle 21): «Trasferta allo Zini? Tutti sappiamo che queste sono partite trappola, se non le prendi col piglio giusto. E non c’entra nulla il turnover o meno perché, non me ne vogliano gli amici di Cremona, qualsiasi giocatore del Napoli giocasse, la squadra sarebbe sempre molto più forte della Cremonese. Qualsiasi formazione sceglierà Spalletti, il Napoli sarebbe comunque nelle condizioni di battere i grigiorossi. Il problema è quello che poi rende bello il calcio: ogni partita ha la sua storia e una sua logica. La differenza la fa sempre la determinazione che metti in campo nel fare le cose che sai fare per sfruttare, così, il tuo talento. Ndombélé davanti alla difesa? E’ una soluzione che ci può stare, sempre che si voglia far riposare Lobotka, per me intoccabile e insostituibile. Il Napoli oggi è bello, pratico ed efficace. Spalletti non è un allenatore dogmatico. Il centravanti più forte della storia del Napoli? Al primo posto ex aequo Altafini, Careca e Giordano. Subito dopo di loro ci metto Higuain».