(AGENPARL) - Roma, 20 Settembre 2022 - (AGENPARL) – mar 20 settembre 2022 Regione, contributi all’editoria per 1,5 milioni: dal 21 al 30 settembre le domande
È online il [bando della Regione Siciliana](https://www.regione.sicilia.it/sites/default/files/2022-09/PSC%20-%20Avviso%20bonus%20regionale%20editoria.pdf) per la concessione di contributi a fondo perduto per le piccole e medie imprese editoriali siciliane per fronteggiare gli effetti economici della pandemia da Covid-19. Dalle ore 9 di domani 21 settembre e fino alle 23,59 del 30 settembre prossimo, le piccole e medie imprese editrici di libri cartacei che hanno sede in Sicilia potranno presentare domanda per ottenere il contributo previsto dalla Legge di stabilità regionale.
Sul [sito della Regione Siciliana](https://www.regione.sicilia.it/istituzioni/servizi-informativi/bandi/bonus-regionale-editoria-concessione-contributi-fondo-perduto-favore-imprese-comparto-editoriale-siciliano-fronteggiare-crisi-liquidita)è reperibile l’avviso pubblico del dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, insieme al modello di domanda. Il bando ha una dotazione di 1,5 milioni di euro di fondi del Piano di Sviluppo e Coesione della Sicilia.
Il contributo massimo ottenibile da ciascuna azienda richiedente è di ventimila euro in base al numero di domande arrivate. Secondo quanto stabilito dal bando, per ottenere il contributo le piccole e medie imprese editoriali, tra le altre condizioni, devono avere sede legale e/o operativa in Sicilia; essere regolarmente costituite e attive alla data del 31 dicembre del 2020 ed alla data di presentazione della domanda; non essere in stato di scioglimento o liquidazione, né sottoposte a procedure di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione controllata; e devono essere in regola con la normativa antimafia.
L’iter amministrativo che ha portato alla pubblicazione del bando, aveva subito una battuta d’arresto per via di un impedimento sollevato dal Comitato di sorveglianza; il nodo era stato poi sciolto dall’ufficio di Gabinetto e dal dipartimento regionale dei Beni culturali, che ha provveduto alla copertura finanziaria attingendo ai fondi del Psc, con la successiva presa d’atto e la condivisione della giunta regionale di governo, nello scorso mese di giugno.
sl/cv
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