(AGENPARL) - Roma, 4 Agosto 2022 - (AGENPARL) – gio 04 agosto 2022 Stress da calore: come difendersi sul luogo di lavoro da caldo e afa
Le norme da rispettare nelle attività outdoor e indoor
Scritto da Vania Vannucchi 4 agosto 2022
Con le estati sempre più torride, in cui le temperature elevate per molte ore della giornata si associano spesso anche a elevata umidità, aumenta il rischio di effetti avversi dovuti al calore. A rischio sono soprattutto i lavoratori outdoor (cantieri edili, agricoltura) e indoor nelle aziende dove vengono effettuate lavorazioni a caldo.
Il rischio da calore con le alte temperature estive, è un rischio da valutare nelle imprese, ponendo attenzione agli ambienti particolarmente caldi ed ai lavoratori che operano all’aperto e conseguentemente più esposti a danni da calore.La normativa vigente (D.Lgs 81/08)imponel’obbligo di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e contempla il microclima fra gli agenti fisici per i quali è obbligatoria la valutazione del rischio da programmare e effettuare con cadenza almeno quadriennale da personale qualificato ed in possesso di specifiche conoscenze nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione.
Su queste tematiche il Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda Sanitaria è sempre particolarmente impegnato e richiama al rispetto delle norme in materia di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute.
I rischi per la salute ed eventuali patologie associati al caldo rappresentano una emergenza che può essere prevista. E’ fondamentale, pertanto, adottare misure di prevenzione e protezione, quali:
Assicurare la disponibilità di acqua fresca potabile facilmente accessibile. L’idratazione è essenziale per il mantenimento della salute e della produttività
Pianificare pause, anche brevi ma frequenti, da effettuare in aree ombreggiate per i lavoratori outdoor o climatizzate per quelli indoor
riorganizzazione dei turni ed orari pianificando le attività che fisicamente sono più impegnative durante i momenti più freschi della giornata ed interrompendo il lavoro qualora il rischio sia particolarmente elevato. I turni per i lavoratori più “vulnerabili” devono essere programmati nelle ore meno calde e con la previsione di pause più lunghe
Meccanizzare il più possibile le fasi lavorative che richiedono impegno muscolare e fisico per ridurre il calore endogeno prodotto dall’attività lavorativa
Fare indossare abiti estivi leggeri di cotone e scarpe di sicurezza di modello estivo
Sviluppare, in collaborazione col medico competente, un piano di monitoraggio e di risposta alle emergenze,individuando una persona per sovrintendere al piano di sorveglianza e risposta agli effetti dello stress da calore
Informare e formaretutti i lavoratori sugli effetti da caldo e sui sintomi delle malattie da caloreedevitare il lavoro solitario
Favorirel’acclimatazione dei lavoratori: sono necessari dai 7 ai 14 giorni per raggiungere uno stato di acclimatazione. In caso di ondata di calore i lavoratori neo-assunti e quelli che riprendono il lavoro dopo un’assenza prolungata devonoiniziare con un carico di lavoro ridotto e aumentare gradualmente nei giorni successivi
I dati dimostrano che i decessi per stress da caldo tendono a verificarsi durante i primi giorni di attività lavorativa e/o nei primi giorni di un’ondata di calore e spesso le vittime degli effetti del caldo sono i lavoratori neo-assunti, con minore esperienza lavorativa, generalmente giovani ed in ottime condizioni di salute.
Per quanto riguarda i lavori “Outdoor” si è rilevato che nei settori agricoli e delle costruzioni i lavoratori arrivano al lavoro disidratati. L’esposizione al calore combinata con la disidratazione incide notevolmente sulle prestazioni cognitive e fisiche, aumentando il rischio di infortuni oltre a quello di sviluppare malattie da calore e danni renali. Questa tipologia di lavoratori dovrebbe assumere liquidi, bevendo almeno 500-750 ml di acqua (due-tre bicchieri) prima di iniziare il lavoro e la stessa quantità di acqua per ogni ora di lavoro svolta.E’ raccomandato l’uso di indumenti protettivi: cappelli a tesa larga circolare ed occhiali per protezione dai raggi solarioltre ad effettuare pause in zone completamente ombreggiate.
In particolare per queste attività è importante tenere d’occhio le allerte meteoclimatiche presenti su varie piattaforme come quella del Ministero della Salute.
Per le attività indoor è raccomandata l’adozione di alcune misure specifiche:
ridurre il carico di calore “radiante” posizionando schermi protettivi (riflettenti e/o assorbenti) fra il lavoratore e la superficie calda, oppure rivestendola con materiale isolante; o, se altre soluzioni non sono possibili, dotare il lavoratore di abbigliamento riflettente;
ridurre l’umidità per migliorare l’evaporazione del sudore del lavoratore;
se la temperatura dell’aria è minore della temperatura media della pelle (35°C ) si può cercare di aumentare il movimento dell’aria sulla superficie della pelle aumentando la ventilazione;
se la temperatura dell’aria è maggiore della temperatura media della pelle (35°C ) è necessario raffreddare l’aria immettendo aria fredda;
Qualora non sia possibile dotare il luogo di lavoro di impianto di aria condizionata, può essere prevista un’ “oasi di raffreddamento” in stanze di limitate dimensioni in cui l’efficienza del condizionamento dell’aria può essere ulteriormente migliorata combinandolo con la ventilazione e la riduzione della quantità degli indumenti indossati in tali spazi.
Per ulteriori approfondimenti, a questo link le linee di indirizzo della Regione Toscana per la protezione dei lavoratori dagli effetti del calore:
[https://www.regione.toscana.it/-/linee-di-indirizzo-per-la-protezione-dei-lavoratori-dagli-effetti-del-calore](https://www.portaleagentifisici.it/fo_microclima_prevenszione_e_protezione.php?lg=IT#malattie)
Vania Vannucchi
Staff Direzione Generale
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