(AGENPARL) - Roma, 10 Maggio 2022 - (AGENPARL) – mar 10 maggio 2022 FAI-CISLFLAI-CGILUILA-PESCA
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COMUNICATO UNITARIO
PESCA. CARO GASOLIO, SETTORE IN CRISI. SERVONO SOLUZIONI ADEGUATE
Gli effetti del caro gasolio, nella pesca, continuano a destabilizzare un settore in enorme difficoltà. Le misure contenute del Decreto Energia di marzo avevano dato qualche speranza ai lavoratori imbarcati ed alle imprese. Ad oggi, queste speranze sono svanite perché nulla è arrivato e la situazione sta velocemente precipitando. In questi giorni, molte imprese hanno dichiarato di voler disarmare le imbarcazioni e di voler licenziare i loro dipendenti. Parliamo di 25.000 lavoratori che rimarrebbero senza reddito e senza lavoro. Fai, Flai e Uila Pesca comprendono lo stato di disagio e di difficoltà nel quale si trovano le imprese, causato in gran parte dal consistente incremento del costo del carburante, ma non condividono la soluzione proposta, o comunque minacciata, che va verso un vero e proprio massacro sociale. Fai, Flai e Uila Pesca, inoltre, evidenziano, in una situazione di difficoltà come quella attuale, l’estrema necessità di un ammortizzatore sociale che possa sostenere, in maniera strutturale, il reddito dei lavoratori. Purtroppo, la Cisoa pesca è allo stato attuale una scatola vuota: è, infatti, inutilizzabile per i lavoratori e rappresenta un ulteriore costo per le imprese che da gennaio di quest’anno hanno cominciato a pagare. Chiediamo al Governo, dopo mesi di attesa e forti sollecitazioni, un immediato intervento economico a sostegno del settore e di rendere la Cisoa pesca effettivamente adeguata ed utilizzabile, al fine di garantire la continuità occupazionale, il reddito delle imprese ed evitare così il blocco dell’attività di uno dei comparti essenziali del nostro paese. La pesca, come tutto il nostro agroalimentare, rappresenta uno dei settori strategici per gli obbiettivi di sicurezza alimentare nazionale, ancora più evidente in tempi di pandemia e di guerra, non è accettabile che questo bene collettivo rischi di scomparire, magari favorendo l’ulteriore ingresso di prodotti importati sui nostri mercati e trasformando i pescatori in una specie a rischio d’estinzione.
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