(AGENPARL) - Roma, 3 Maggio 2022 - (AGENPARL) – mar 03 maggio 2022 Stato di diritto, Ceccardi (Lega), Polonia e Ungheria nel mirino Ue perché governi centrodestra
Strasburgo, 3 mag – “Contro i governi di Polonia e Ungheria è in atto un accanimento da parte della Commissione europea, che sta utilizzando i mezzi più subdoli semplicemente perché queste nazioni hanno governi di centrodestra”. Così Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega (gruppo ID), intervenuta nel corso della discussione in seduta plenaria, in merito alla procedura avviata dalla Commissione Ue nei confronti dei due Paesi accusati di violazione dello Stato di Diritto.
“L’annuncio dell’avvio della procedura -osserva Ceccardi- è arrivato giusto giusto a ridosso della vittoria di Viktor Orban alle recenti elezioni, incredibilmente e vergognosamente. Cos’è se non una punizione e un avvertimento contro quegli elettori che hanno votato contro il volere della sinistra europea? E cosa c’è di più lontano dalla democrazia di un ricatto del genere?” Eppure, continua l’europarlamentare, “Papa Francesco ha benedetto l’Ungheria e ha regalato un medaglione di bronzo raffigurante San Martino, il protettore dei poveri, a Viktor Orban, al termine di un bellissimo incontro, carico di significato: un vero smacco alla sinistra europea”.
“La Polonia -ricorda Ceccardi- ha accolto 3 milioni di profughi e l’Ungheria mezzo milione. Per questo l’Europa dovrebbe mostrare la propria solidarietà e non minacciare inutili sanzioni. Abbiamo sentito tante legittime preoccupazioni sul rispetto dello Stato di Diritto, ma stiamo sottovalutando un pericolo ben più grave: che venga violato quel principio di sussidiarietà su cui l’Unione si fonda. Fino a che punto -domanda Ceccardi- l’Unione europea ha il potere di ingerenza sulle riforme della magistratura di uno Stato membro?”
“Onestamente -prosegue- fa poi ridere che parlamentari di certi Paesi, dove i giudici rispondono quasi totalmente alla sinistra, si permettano di giudicare la Polonia o l’Ungheria. Stesso discorso per i media: certamente in Ungheria e in Polonia sono più i media pro governativi che quelli anti-governativi, ma è forse diverso in Italia o in Francia? Assolutamente no!”. Quanto alle accuse sui diritti degli omosessuali, Ceccardi afferma: “non è vero che in Ungheria non siano riconosciute le unioni civili. Lo sono. Non lo sono invece in parecchi altri paesi della UE, che stranamente però non sono nel mirino di Bruxelles, evidentemente per altri meriti, magari di natura politica”.
“Se esiste un tratto distintivo della nostra civiltà europea, che ha consentito l’affermazione dei diritti umani, la prosperità e uno sviluppo che nei secoli non ha avuto pari è grazie al pluralismo”, conclude Ceccardi.
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