(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2022 - (AGENPARL) – gio 21 aprile 2022 Solo chi non conosce la storia sindacale del nostro paese, gli stolti, gli ignoranti, e tutti coloro che della negazione del diritto e dei diritti dei lavoratori ne hanno fatto uno stile di vita o tratto vantaggi anche personali, possono gioire per l’approvazione della legge sui diritti sindacali militari.
Il ddl Corda approvato ieri in via definitiva dalla Camera dei deputati, già frutto dell’ignoranza e della pietosa sottomissione della classe politica ai diktat dei vertici militari, ha definitivamente cancellato l’articolo 39 della Costituzione e con esso la decisione della Corte costituzionale che, dopo decenni di battaglie anche legali, finalmente nell’aprile del 2018, con la Sentenza n. 120, ha avuto il – seppur timido – coraggio di riconoscere l’incostituzionalità del comma 2 dell’articolo 1475 del codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo 66/2010) nella parte in cui vieta ai militari di costituire associazioni sindacali e di potervi aderire.
Gli evidenti profili di illogicità e incostituzionalità, immediatamente e facilmente percepibili nel testo licenziato ieri dal Parlamento, ci spingono a prendere le opportune e doverose distanze da tutte quelle associazioni professionali a carattere sindacale che hanno applaudito l’infausto evento e, nel contempo, a invitare tutto il personale militare ad unirsi al Partito per la tutela dei diritti dei militari e al Sindacato dei Militari per continuare quelle doverose lotte politiche e sindacali necessarie e urgenti per l’effettiva affermazione delle libertà e dei diritti dei lavoratori con le stellette, come sancito dagli articoli 39 e 49 della Costituzione.
Iscriversi al PDM e al Sindacato dei Militari, uniche realtà che oggi possono vantare plurimi riconoscimenti in merito alla legittimazione ad agire nelle aule di giustizia per la difesa degli interessi dei militari, significa avere quel coraggio e quella voglia di cambiamento che ad altri – quelli fieri di essere stati preventivamente autorizzati dal datore di lavoro alla costituzione di associazioni a carattere sindacale – sono mancati.
Ai parlamentari del M5S che ieri, e ancora oggi, applaudono alla conversione in legge del ddl Corda e continuano a scambiare diritti e democrazia coi più convenienti compiacimenti dei generali o del potente di turno, chiediamo di avere almeno la decenza di tacere o, se proprio non possono fare a meno di aprire bocca e dargli fiato, di evitare di spacciare l’approvata legge sulle libertà sindacali dei militari come se fosse una epocale conquista invece della più tremenda e pericolosa negazione del diritto e dei diritti dei lavoratori di cui abbiamo memoria.
Infine non resta che augurarci che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, già giudice costituzionale, abbia la sensibilità di restituire l’orrenda legge al Parlamento affinché provveda a correggere gli evidenti profili di illogicità, criticità e illegittimità costituzionale.
Lo dichiarano Luca Marco Comellini, Segretario Politico del Partito per la tutela dei diritti dei Militari, e Riccardo Saccotelli, sopravvissuto alla strage di Nasiryah e Presidente ff del Sindacato dei Militari
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