(AGENPARL) - Roma, 22 Dicembre 2021(AGENPARL) – Roma, 22 dic 2021 – A due anni dall’emergenza pandemica il mondo dei pizzaioli, quello rappresentato dall’Api – l’Associazione Pizzerie Italiane, nata nel 1989, principale e storica rappresentanza di questa filiera – ha tracciato un primo bilancio del settore. La convention si è tenuta presso il Molino Iaquone a Vicalvi in provincia di Frosinone, a ridosso del Parco Nazionale d’Abruzzo nella Valle di Comino all’interno della Regione Lazio.
Alla presenza del presidente dell’Api, Angelo Iezzi, sono intervenuti il vicepresidente Marcello Lamberti e una rappresentanza di Anpit Azienda Italia con il responsabile nazionale dell’Organizzazione Luca Colavolpe Severi e Veronica Viticchié presidente di Anpit Frosinone. L’Anpit è l’Associazione nazionale per l’Industria e il Terziario con oltre 30mila aziende associate, 13 associazioni aderenti, 89 sedi in tutta Italia, con cui l’associazione di pizzaioli ha stretto di recente un’importante sinergia.
Il Covid ha messo a dura prova un settore che muove l’economia della città e che dà occupazione. Secondo l’osservatorio Api, tra metà 2020 e il 2021 su 5mila pizzerie romane – comprese quelle al taglio – hanno chiuso l’attività circa il 20%. Quelle rimaste aperte hanno trovato insufficienti i ristori erogati dai governi che si sono succeduti. Nel momento attuale c’è però anche qualche nota positiva, l’orientamento infatti secondo i dati Api – nonostante la crisi economica e sanitaria in corso – vede un lieve trend di prossime aperture che si aggira intorno al 5%.
“Api è da anni una realtà importante, riconosciuta sul territorio e brand associativo fortemente presente anche all’estero. Siamo convinti che l’accordo con Anpit Azienda Italia può proiettare la nostra associazione – e di fatto anche tutto quel mondo pizza cresciuto attraverso la nostra esperienza – in una dimensione più completa sia in termini di copertura territoriale che di crescita strutturale” – ha detto durante il suo intervento Angelo Iezzi, presidente dell’Associazione Pizzerie Italiane.
Dati alla mano, nel 2021 la Scuola Nazionale di Pizza – aperta nel 1992 dall’Api e con sedi in Italia e all’estero – ha formato solo a Roma 120 pizzaioli. Un numero importante nella Capitale, dove molti dei quali hanno avuto la possibilità di essere inseriti nel mondo del lavoro, in alcuni casi anche mediante stage. Il contesto romano rientra in un quadro più generale che vede la Scuola Nazionale di Pizza presente in Liguria (Imperia), Calabria (Rende), Sicilia (Catania, Caltagirone e Vittoria), Campania (Battipaglia), Umbria (Terni), Emilia Romagna (Cattolica), Basilicata (Potenza), Viterbo (Lazio). Presenti anche a New York, Dubai, Malaga, Dublino e Corea del Sud.
La formazione quindi è un volano significativo, che secondo Api va potenziato. Al centro della convention anche un tema che sta molto a cuore ai pizzaioli: il riconoscimento di questa professione e, insieme, una semplificazione sul tema dei contratti di lavoro dove allo stato attuale vige un mare magnum che porta caos e incertezza per chi fa impresa.
“Auspichiamo di portare un valore aggiunto al mondo delle pizzerie e dei pizzaioli italiani. Una filiera rappresentata da maestranze di livello e da aziende che investono per migliorare servizi e prodotti. Come Anpit daremo il nostro contributo, un’esperienza che da anni ci vede sostenere le imprese per crescere insieme, nella ricerca di misure di semplificazione degli adempimenti amministrativi e fiscali, assistendole anche nei rapporti sindacali” – ha spiegato in video collegamento il presidente nazionale di Anpit Federico Iadicicco.

