(AGENPARL) - Roma, 18 Aprile 2021 - (AGENPARL) – Roma, 18 apr 2021 – “Senza imbrigliarlo in percentuali, lo smart working dovrà restare uno strumento del lavoro pubblico e dovrà essere regolato dal contratto, per evitare ogni abuso a danno dei dipendenti”. Lo dice il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in un’intervista a La Nazione – Il Giorno – Il Resto del Carlino. “Ma dovrà anche essere ancorato a tre variabili: efficienza, produttività e customer satisfaction. Se le migliora bene, altrimenti si lavora in presenza”.
Quanto alle nuove assunzioni nella Pubblica amministrazione, il ministro chiarisce: “Abbiamo bisogno di immettere nella Pa circa 150mila persone ogni anno da qui al 2026, non soltanto per compensare le uscite, ma anche per rafforzare gli organici dei settori più sofferenti, come la sanità e gli enti locali. In più dobbiamo reclutare personale qualificato, tecnico e gestionale, per la realizzazione dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza: ci sarà un nuovo portale ad hoc”.
E le semplificazioni? “I quasi 200 miliardi del Next Generation Eu sono un treno che, senza riforme, rischiamo di perdere. Non ci può essere transizione digitale e transizione ecologica senza una Pubblica amministrazione che si trasformi da costo, come oggi è percepita, a ‘facilitatrice’ della vita di cittadini e imprese. Abbiamo, a questo fine, finora mappato quasi 600 procedure complesse. Dobbiamo eliminare tutti i colli di bottiglia che potrebbero rallentare o bloccare i progetti del Pnrr. I prossimi decreti, uno sulle semplificazioni e l’altro sul reclutamento, che contiamo di approvare entro la prima decade di maggio, serviranno ad accompagnare il Pnrr: la nostra patente per dire a Bruxelles che ce la faremo”.