(AGENPARL) - Roma, 31 Marzo 2021CATANZARO “Sono passati ormai 5 mesi dalla richiesta di concordato presentato dall’azienda al tribunale di Roma lo scorso 30 ottobre, e ancora nessuna luce si intravede in fondo al tunnel per i 4.000 lavoratori della Abramo CC, ormai stremati mentalmente ed economicamente, all’interno di una vertenza sindacale che li vede coinvolti e che ogni giorno che passa si complica sempre di più”. È quanto sostengono, in una nota, le segreterie regionali Slc-Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil della Calabria. “Ancora una volta, come organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil – è detto nella nota – ci vediamo costretti a puntare il dito nei confronti dell’attuale proprietà, le cui scelte all’interno della procedura concorsuale in corso, risultano esclusivamente focalizzate a soddisfare le pretese economiche dell’imprenditore, piuttosto che a ricercare la migliore soluzione per i lavoratori e per dare un futuro a questa azienda”. “Già da subito avevamo denunciato – prosegue la nota – che la Abramo aveva ostacolato la due diligence completa a tutte le aziende che avevano interesse a fare un’offerta tra cui la System House che si è vista costretta poi a presentare direttamente l’offerta al tribunale. A suffragare e confermare questo nostro convincimento sono stati gli ultimi eventi con l’uscita di due comunicati a mezzo stampa: il primo del fondo Heritage che informava di aver ritirato la proposta d’affitto rendendosi disponibile all’eventuale acquisto all’asta; il secondo della Abramo CC che per una strana coincidenza dichiara di non voler più affittare l’azienda preferendo da subito l’opzione della vendita attraverso un’asta pubblica”. “Come Slc-Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil – affermano ancora le segreterie regionali – denunciamo l’atteggiamento irresponsabile di questo imprenditore che, pur di perseguire i suoi scopi, non ha nessuna esitazione ad attuare strategie legali spregiudicate, rendendo sempre più incerta la soluzione della vertenza, gettando nello sconforto e nella disperazione migliaia di lavoratori e le loro famiglie, che vedono sempre più probabile la prospettiva del fallimento della società”. (News&Com)