(AGENPARL) - Roma, 25 Gennaio 2021CATANZARO “Su queste due importanti fonti di finanziamento per opere infrastrutturali, che insieme valgono per la Calabria circa 2 miliardi di euro – denuncia il segretario di Uil Calabria -risorse pronte per essere spese ma a rischio restituzione – la politica calabrese all’interno della normale dialettica pubblica che dovrebbe servire a perseguire gli obiettivi di sviluppo del territorio, dovrebbe aprire un dibattito, dovrebbe dare riscontro ai calabresi sullo stato di avanzamento della spesa relativa ai programmi, dovrebbe, in poche parole fare chiarezza. Sulla spesa di questi due programmi che occorre legare alla nuova Programmazione 2021/2027, va recuperato un confronto, come peraltro previsto dalle raccomandazioni europee in tema di dialogo sociale, con il Partenariato economico e sociale”. “Sul Recovery plan, dunque – precisa Biondo – bisogna essere seri evitando di fare di far precipitare questa straordinaria occasione per lo sviluppo del paese e della nostra regione, nella strumentalizzazione politica. L’affannoso accapigliarsi sul programma europeo, è quantomeno surreale, sicuramente distante dalla reali necessità della Calabria e dei calabresi”. “Qui e oggi non è in discussione la necessità di interventi e della loro necessaria copertura finanziaria per la ripartenza della Calabria – sostiene ancora – questo è un dato che risulta, purtroppo, scontato da troppo tempo. Qui è oggi, invece, è necessario che la Calabria ritrovi la sua centralità attraverso il confronto, sui temi determinanti per lo sviluppo economico, sociale e culturale della nostra regione. Su questo si, invece, crediamo che i temi di discussione aperti con il varo della bozza del Piano di ripresa e resilienza rivestano un’importanza determinante per la Calabria”. (News&Com)