(AGENPARL) - Roma, 25 Novembre 2020 - REGGIO CALABRIA Dopo 20 mesi di ricovero, ha lasciato stamani il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, Maria Antonietta Rositani, la donna che il 13 marzo 2019 l’ex marito , Ciro Russo, tentò di uccidere dandole fuoco. Lo ha reso noto il Comitato sorto per sostenere psicologicamente, moralmente e materialmente la donna. In questi mesi Maria Antonietta Rositani ha subito decine di interventi per le gravi ustioni che hanno colpito gambe, braccia, viso.
Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, con un video pubblicato su Facebook, Maria Antonietta Rositani ha voluto ricordare ma soprattutto dare forza a tutte le donne. «Il 13 marzo 2019 – dice Maria Antonietta Rositani – il mio ex marito è scappato dai domiciliari da Ercolano per venire a Reggio Calabria a darmi fuoco viva. Oggi, donne, sono con voi, a distanza di venti mesi. Sono qui che combatto per voi. Combatto per noi. Stop alla violenza, mai più una donna dev’essere toccata e per questo noi donne dobbiamo sempre denunciare, l’unica parola che dobbiamo portare nel cuore. Basta con la violenza, io sarò sempre con voi ce la faremo».
IL CASO Maria Antonietta Rositani, come ricostruito dal gup di Reggio Calabria che ha condannato Russo a 18 anni di carcere, era riuscita a salvarsi grazie alla sua prontezza. Era infatti scesa dall’auto e si era gettata in una pozzanghera causata dalla poggia del giorno precedente. «Grazie alla grande professionalità degli operatori sanitari del Gom guidati dal dottore Costarella – afferma il Comitato sorto a sostegno della donna – ha ricevuto le cure che le hanno permesso di iniziare il percorso di recupero ma nei prossimi anni dovrà però ancora affrontare altri trattamenti e interventi di chirurgia plastica recandosi in istituti specializzati del centro nord che richiederanno importanti spese. Con la sua forza d’animo, con la sua grande fede Maria Antonietta ha dato alla città ed al Paese una grande testimonianza di voglia di riscatto e di ricerca di una vita nuova da donna libera assieme al suo grande papà Carlo e ai suoi due figli. In questo periodo ha sentito l’abbraccio della comunità reggina e non solo che le è stata vicina, questo abbraccio serve che continui ancora». «Con l’auspicio che lo stato, che non ha saputo proteggerla – prosegue il Comitato – possa dare al più presto risposte garantendo gli indennizzi ed i sostegni previsti per le vittime di violenza, il comitato, nel mentre si farà promotore di una legge regionale che garantisca una tutela anche economica alle donne vittime di violenza, assieme a Banca Etica, ringraziando i tantissimi che hanno dato il loro contributo, ha deciso di continuare per un altro mese la campagna di raccolta fondi avviata nei mesi scorsi». (News&Com)
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