(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2020 - “Abbiamo tutti appreso della sentenza di condanna a diciotto anni di carcere pronunciata dal GUP di Reggio Calabria nel pomeriggio di ieri 13 luglio 2020 a carico dell’ex marito di Maria Antonietta Rositani. Ancora una volta testimoni di un brutale e gravissimo atto criminale commesso su una donna e su una mamma la cui profonda sofferenza fisica e psicologica purtroppo sarà stata solo in piccola parte alleviata dalla risposta giudiziaria. Ma questa risposta per quanto arrivi chiara ed incisiva a dare speranza, non può eliminare la sofferenza umana generata e rende anche evidente che tutti i filtri sociali precedenti non hanno funzionato.
Oggi è il momento di stare vicini ad una donna ed una famiglia colpite da cosi tanta violenza che i tentativi di conforto e di rassicurazioni non saranno mai sufficienti ed adeguati. La terribile vicenda insieme a quelle cui si continua ad assistere attoniti quotidianamente deve costituire un concreto impulso alle azioni che le istituzioni possono mettere in atto.
È urgente ed importante avviare un ampio confronto sui contenuti delle pregresse decisioni regionali con tutti gli attori coinvolti, a partire dai Centri Antiviolenza, in modo da poter favorire sui territori il prezioso ed imprescindibile lavoro di protezione delle vittime, di contrasto e di prevenzione della violenza contro le donne.
Per indurre un concreto cambiamento culturale sarà importante incentivare l’azione di educazione e prevenzione nelle scuole nonché creare occasioni e luoghi dove una donna può percepire di essere libera di scegliere anche insieme ai propri figli minori, confortata dall’esistenza di un luogo sicuro in cui trovare protezione. In definitiva, in linea con le convenzioni internazionali, sarà necessario perseguire il principio della prevenzione accanto a quello della protezione con approccio integrato, giuridico e sociologico, perché il dolore di Maria Antonietta e quello di tutte le donne vittime di violenza non rimanga più solo oggetto di compassione ed amarezza ma sia impulso ad intervenire, e con la massima attenzione. Alle donne vittime bisogna rispondere che si è ormai compresa l’urgenza di costruire strumenti di vera azione partecipata per non restare assuefatti ad una pietas fine a se stessa”. Così in una nota l’assessore regionale con delega alle Pari Opportunità Domenica Catalfamo.(News&Com)
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