(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2020 - “Cosa si nasconde dietro il proliferare di note contraddittorie che forniscono versioni difformi e denotano una gestione confusionaria dell’emergenza sanitaria?”. A chiederlo è il consigliere regionale Luigi Tassone che conferma la volontà di “andare fino in fondo per sapere esattamente cosa è accaduto nella gestione dei tre pazienti post-Covid , ex ospiti della casa di cura ‘Domus Aurea’ di Chiaravalle Centrale, portati nel Reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Serra San Bruno e poi ritrasferiti a seguito del riscontro della positività di una di essi”.
“Nel momento in cui ho presentato un’interrogazione insieme al collega Notarangelo – sostiene l’esponente del Pd – il commissario del policlinico Mater Domini Giuseppe Zuccatelli, sostituendosi alla politica, ha risposto che i pazienti erano guariti e che quindi avevano bisogno di assistenza sociale e non ospedaliera. Dalle precisazioni odierne dell’Asp emerge, invece, l’opposto e cioè che è stato ritenuto opportuno il ricovero presso l’ospedale di Serra San Bruno. Di più, è stato considerato indispensabile non solo isolarli ma anche sottoporli a tampone. In pratica, o l’Asp di Vibo non si è fidata del policlinico Mater Domini oppure aveva fondati motivi per dubitare della guarigione. Ed in effetti una paziente è poi risultata positiva. Ma allora perché portali in un ospedale di montagna, colpevolmente depauperato, e non negli ospedali attrezzati per affrontare l’emergenza Covid?”.
“Chi è intervenuto o cosa è successo – si domanda ancora Tassone – per far cambiare completamente direzione rispetto alle disposizioni del dirigente del Dipartimento Tutela della Salute Antonio Belcastro che aveva disposto il trasferimento nell’unica Rsa pubblica calabrese che è quella di Soriano Calabro? Ci sono delle parti oscure nelle ricostruzioni proposte – rileva Tassone – su cui occorre fare luce. Ed io mi batterò per questo. Le pezze messe, che sono peggiori del buco, sottolineano ancora una volta la fondatezza dell’interrogazione. Ora è tempo di risposte ed anche la presidente Jole Santelli deve prendere posizione senza temporeggiare o far finta di nulla”.
Tassone ribadisce che “la solidarietà è uno dei principi a cui è ispirato il mio agire politico, ma che nulla c’entra con una gestione che lascia molte perplessità”. “Non serve rassicurare – conclude – ma mettere in atto una inversione di tendenza nei fatti e non nelle parole. E i fatti indicano che ci sono diverse unità che operano nell’ospedale di Serra poste in quarantena obbligatoria, segnale che dimostra chiaramente come il ‘San Bruno’ non fosse pronto per ricevere questi pazienti. Ringrazio i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario per l’encomiabile impegno e per la generosa passione, ma ho anche il dovere di evidenziare la disorganizzazione di chi è il massimo responsabile avendo compiti gestionali di vertice”. (News&Com)
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