(AGENPARL) - Roma, 30 Aprile 2020 - È incomprensibile la reazione di alcuni sindaci all’ordinanza della presidente Santelli. Purtroppo certe prese di posizione sono la rappresentazione plastica di quanto spesso si pensi più ai propri interessi che a quelli dei cittadini, i quali, soprattutto nelle ultime settimane, hanno manifestato delle esigenze di natura economica che devono essere assolutamente rispettate e prese in considerazione. Che cosa bisognerebbe dire a chi può, con tutte le precauzioni del caso, riaprire la propria attività per avere un minimo di respiro dopo settimane di angustie, e invece si trova coinvolto in un balletto di contrasti tra i provvedimenti regionali e quelli che vorrebbero attuare i primi cittadini? Hanno altre soluzioni i sindaci per sostenere la già fragile economia del territorio? Qualora le abbiano, siamo qui, con piena disponibilità ad ascoltarle e valutarle. Ma attualmente non mi sembra sia così. Nelle altre realtà in cui si sono previsti degli allentamenti delle restrizioni, legittime se si attuano le precauzioni (e per di più in luoghi dove le statistiche sono nettamente superiori alle nostre) non mi sembra che si siano sollevate delle ‘para rivoluzioni’ per cercare di mantenere la linea del proprio ministro di riferimento politico e dare spinta alle velleità elettorali per i prossimi appuntamenti alle urne. Viene spontaneo chiedersi a questo punto: se il governo regionale fosse targato centrosinistra ci sarebbe stato il medesimo atteggiamento? Se il governo nazionale fosse a trazione centrodestra questi sindaci avrebbero, per contrasto, riaperto tutto senza alcuna riflessione? Ci si è basati sui numeri che interessano la diffusione del contagio in Calabria? Si è riflettuto, prima delle esternazioni, sul fatto che ogni decisione è ponderata e sviluppata su dati e non su idee estemporanee? È assurdo dover assistere a certe manifestazioni di pensiero dando vita a conflittualità e andando contro gli esercenti che, da ieri sera, stanno apprezzando, a vari livelli e numerosi, ciò che la regione ha deciso. I sindaci ascoltano questi operatori? Hanno pensato a modi per coniugare le necessità economiche a quelle di salute pubblica? Il problema è, adesso, l’ordinanza della Santelli e annunciarne impugnazione, quando, già in origine, i profili di incostituzionalità erano presenti nei Dcpm come rilevato, d’altronde, da luminari del diritto. Credo che non sia proprio il momento di speculare politicamente sui bisogni della parte produttiva e sana delle nostre comunità. È inaccettabile. (News&Com)
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