(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2020 - COSENZA Gli enti gestori e gli operatori di 30 comunità di accoglienza dei minori di Cosenza e provincia stanno continuando a lavorare senza sosta in questo tempo di emergenza dettato dalla diffusione del coronavirus nel silenzio più assoluto da parte delle istituzioni.
Le comunità, che offrono accoglienza e percorsi di educazione e formazione a tutti i bambini che non hanno una famiglia alle spalle, chiedono, con forza, alla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli e all’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo un intervento affinché venga dato il giusto riconoscimento, anche economico, a queste realtà così come previsto dal decreto n. 503/19, in vista anche dell’imminente redazione del bilancio regionale.
Tutti stanno affrontando, con sacrificio, le conseguenze alla pandemia da coronavirus, ma a pagare più di tutti sono soprattutto i bambini e le bambine, costretti a star dentro casa e a non poter dare giusto sfogo a tutta la loro esuberanza e alle loro energie, risentendo anche della lontananza dagli affetti più cari. Non c’è più la scuola, non ci sono le attività sportive, anche le visite delle famiglie sono venute meno. Il compito delle case di accoglienza è quello di dare un futuro a questi ragazzi e ragazze segnati da sofferenze e traumi dai risvolti a volte drammatici che richiedono passione, competenze educative e tanto, tanto impegno. Tenere dentro casa e far convivere ragazzini tra gli 8 e i 18 anni 24 ore su 24, sta diventando un’impresa faticosa e ardua, destabilizzante per gli stessi educatori, costretti a tour de force e turni massacranti, peraltro senza alcun riconoscimento economico.
“Non sappiamo ancora cosa ci sarà riservato – dichiarano gli operatori – e siamo preoccupati che questa crisi renderà ancora più debole questo settore se non si avvierà fin da subito un percorso strutturato capace di riformare, sostenendoli, questi servizi necessari e vitali per il welfare calabrese. Occorreranno strumenti che possano rinforzare l’istruzione e l’educazione dei ragazzi, interventi strutturali e tecnologici delle comunità, riqualificazione degli operatori e adeguamenti dei salari”. Le case famiglia, dunque, chiedono interventi immediati sia per dare risposte ai bisogni legati all’emergenza, ma anche per strutturare meglio i servizi in futuro, servizi purtroppo fortemente penalizzati in tutti questi anni a causa di un trattamento economico scandaloso e – fanno sapere ancora gli operatori – “secondo anche ai canili, con tutto il rispetto dei cani”.
Le 30 strutture di accoglienza, naturalmente, sono disponibili ad un incontro con le istituzioni regionali al fine di giungere ad una soluzione condivisa e dignitosa per operatori e ragazzi.(News&Com)
Trending
- Kenya, la Banca Mondiale rivede al rialzo le previsioni di crescita economica al 4,6% per il 2026
- Ecomondo 2026, Italia e Africa rafforzano la cooperazione su acqua, agricoltura ed energia sostenibile
- Costa d’Avorio, firmata ad Abidjan una dichiarazione contro il lavoro minorile pericoloso nelle piantagioni di cacao
- AGENDA CAMERA DI DOMANI, VENERDÌ 6 NOVEMBRE
- Elezione nuovo Presidente della Regione: il dibattito in Consiglio regionale della Valle d’Aosta
- Mauritania e Francia rafforzano la cooperazione sulle finanze pubbliche: incontro a Nouakchott tra il ministro N’Guenore e Mélanie Xuereb
- Dl Carburanti: De Palma (FI), priorità abbassare tasse, quando Stato può chiedere meno deve avere il coraggio di farlo
- CONSIGLIO DEI MINISTRI – 5 NOVEMBRE 2026
- Africa Agri Forum 2026 ad Abidjan: oltre 200 esperti e decisori riuniti per rafforzare la sovranità alimentare africana
- Mauritania, il presidente Ghazouani inaugura la prima fase del Programma di sviluppo di emergenza di Nouakchott e avvia la seconda